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Ardeni, Boccia, Madia ed i troppi altri: l'omertà accademica fa male a tutti.

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Un piccolo commento in parte per rispondere a Giuliana Allen qui sopra e in parte per rispondere a questa vostra affermazione

 

per essere chiari: a fronte di plagi così seri altrove si perde il posto

ora, trovo che questa sia una generalizzazione eccessiva. Anche in USA non si perde il posto, anche per cose _più_ gravi di quelle dei casi qui riportati.

Meet Brian Wansink, capo del Food and Brand Lab a Cornell, autore di best seller mondial (Mindless Eating) vera fucina di pubblicazioni a ripetizione, grant milionari, consulenze al Congresso. Orbene, il signore è accusato di auto-plagio, sloppiness estrema nei dati, riutilizzo degli stessi dati su numerosi paper senza citazione, data selection, p-hacking, al limite (ma senza evidenza 100% solida, diciamo 99%) della falsificazione / creazione di dati; ad esempio la stessa tabella con gli stessi identici risultati appare in due articoli diversi che riportano risultati su due popolazioni diverse (600+ intervistati da una parte, ~150 dall'altra, campioni e tipologia diversi). Una lista dei problemi sui suoi paper la trovate qui: http://www.timvanderzee.com/the-wansink-dossier-an-overview/ Siamo a 42 pubblicazioni con problemi di vario tipo. La gravità media è di livello-Madia++, la gravità di alcune accuse (fabbricazioni/falsificazione di dati)  è di livello ben più superiore, l'auto-plagio è a livelli mai visti neanche in Italia. Si, manca un'accusa a livello-Boccia. Ma se ti crei i tuoi dati (accusa da verificare, ma guardate qui: http://steamtraen.blogspot.fr/ ) non hai molto bisogno di plagiare un articolo intero di altri.

Ora, cosa è successo: certo non il nulla; c'è un'inchiesta interna (fatta da Wansink e colleghi stessi, pero'), Wansink ha promesso di fare un giro di vite sulle pratiche dubbie e rivedere tutti i paper incriminati, uno è stato ritrattato (su 42). Ma Cornell lo difende. Non si parla di licenziamento, Wansink è sempre invitato al Congresso, e questo è quello che Cornell ha detto:

http://mediarelations.cornell.edu/2017/04/05/cornell-university-statemen...

Cornell conducted an internal review to determine the extent to which a formal investigation of research integrity was appropriate. That review indicated that, while numerous instances of inappropriate data handling and statistical analysis in four published papers were alleged, such errors did not constitute scientific misconduct

Qui una risposta di Andrew Gelman, statistico @MIT: http://andrewgelman.com/2017/04/06/dear-cornell-university-public-relati...

Insomma il punto è che non è vero che all'estero per cose così si perde il posto. Non sempre. Anche all'estero dipende dal potere dell'accusato -- e Wansink è potente anche solo per la mole di finanziamenti e attenzione mediatica che sa portare a Cornell. Non sembra che Wansink perderà il posto. Poi certo la sua reputazione è intaccata, e forse anche gravemente.

NB: questo non vuol dire che penso che non siano gravi; ma solo per evitare generalizzazioni del tipo 'signora mia, solo in Italia!'.

NB2: non vivo in Italia e non ho nessun interesse a difendere alcuno, né il sistema accademico italiano in generale.