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Il grafico della settimana, 26-04-17

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Tornando alla prima parte del suo discorso: se ho capito bene lei sostiene che un TFT=1 (ma anche 1,2 come si da adesso) se non temperato da immigrazione porta al fallimento sicuro. 

Quindi, dato che far tornare il TFT oltre la soglia di sostituzione è complicato assai, e comunque non risolverebbe nulla prima dei 20-30 anni che servono alla nuova generazione per entrare nel mondo del lavoro, l'unica politica lungimirante è quella che stimoli una immigrazione "di qualità", di consistenza nell'ordine dei 10mln di individui nei prossimi 20 anni.

Interessante posizione, che apre due filoni di discussione.

1) Perché mai è inevitabile che la denatalità porti al fallimento? 

Quando il dott. Piergentili dice che si deve adattare il sistema alla natalità, e non la natalità al sistema, non dice forse una cosa sensata? 

Perché il sistema non può essere adattato a una struttura demografica non-piramidale? 

Non sarà mica perché il sistema E' piramidale, vero?

Innanzitutta la TFT adesso è a 1,34, in discesa dall'1,42 del 2012, ma immensamente meglio dell'1,18 del 1995. 

Quello che affermo è che in generale per un paese come l'Italia in questo periodo storico un TFT inferiore a 2,0 o maggiore di 2,20 rende il sistema più fragile per tutta una serie di ragioni, per cui chi governa il paese dovrebbe cercare di stabilizzare il TFT attorno a 2,10. 

Ovviamente ci sono diverse strategie per mitigare la fragilità che un TFT inferiore a 2,0 induce in un sistema paese, ma queste strategie non sono state pienamente implementate per l'Italia. 

In alcuni casi il settore privato ci ha pensato da se in alcune regioni del paese (esportare più di quanto si importi è una delle maniere in cui si può mitigare questa fragilità), ma non è possibile stare a sperare che questo possa avvenire in tutto il paese. 

Sono perfettamente d'accordo con Paolo Piergentili che teoricamente sia possibile adattare il sistema alla bassa natalità, magari mitigando la bassa natalità per quanto possibile (in Francia ci riescono), ma all'atto pratico ormai in Italia i cavalli sono scappati dalla stalla e si sono portati appresso tutti i buoi, dove la mia analisi diverge da quella di Paolo Piergentili è proprio nel punto che io ritengo sia ormai troppo tardi per adattare il sistema alla bassa natalità.

Forse se il governo del Sig. Rumor nel 1973 avesse fatto la riforma Fornero invece che le baby pensioni oggi potremmo avere qualche possibilità, ed ancora più probabilità se qualche governo degli anni '70 avesse cambiato il sistema pensionistico da ripartizione a capitalizzazione, ma dato che non viviamo in quella particolare ucronia, purtroppo non riesco a comprendere come sarebbe possibile adattare il nostro attuale sistema al nostro attuale tasso di fertilità senza beccarci decenni di declino e stagnazione economica, senza sacrificare il futuro di diverse generazioni e senza rischiare la disintegrazione del paese.