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Perché credo che votare il meno peggio favorisca, nel 2018, il declino.

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La riforma costituzionale era il passo preliminare necessario ad intraprendere il percorso di riforme qui auspicato. Aveva l'obbiettivo di semplificare l'architettura istituzionale e il processo legislativo, aumentando quella famosa accountability da sempre grande assente in Italia, in mancanza della quale ogni politico che sia passato dal Governo negli ultimi 20 anni (e son quasi tutti, ad eccezione della CA) e' libero di ripetere le stesse promesse irrealizzabili della tornata elettorale precedente. L'affermazione secondo cui Renzi e il PD abbiano le priorita' sbagliate e' probabilmente vera (considerando l'elettorato di riferimento), ma effettivamente indimostrabile. In un Paese diverso, la RC sarebbe stata approvata, Renzi avrebbe vinto le successive elezioni e allora si sarebbe visto se le priorita' erano quelle giuste o no. Ma in un Paese che boccia anche la pur modesta RC, pensare di approvare delle riforme che vanno contro gli interessi dell'80% della popolazione e' semplicemente impensabile. Detto questo, proprio per la mancanza di accountability del sistema politico italiano, il "tanto peggio tanto meglio" auspicato e' inutile: la CA, una volta al governo, troverebbe il modo di scaricare la colpa della propria incapacita' ai governi precendenti - Roma docet -, all'Unione Europea, all'Euro, al gruppo Bilderberg e alle scie chimiche. 

La riforma costituzionale era il passo preliminare necessario ad intraprendere il percorso di riforme qui auspicato. 

Ogni tanto mi capita di leggere affermazioni simili, e sinceramente, mi chiedo se abbiate veramente compreso quello che ci stava propinando nel 2016 il Sig. Renzi e la Sig.ra Boschi, che era un peggioramento di quello che ci aveva tentato di propinare nel 2006 il Sig. Berlusconi.

La ricchezza di un paese si costruisce su tanti pilastri, ma almeno un paio, apertura dei mercati e delle istituzioni, sono assolutamente necessari per rendere questa ricchezza robusta ai cambiamenti di medio e lungo periodo. Assolutamente necessari. E quella riforma andava chiaramente nella direzione opposta, soprattutto per quanto riguarda le istituzioni. Creava cittadini di serie A, quelli che abitano nelle città metropolitane, e cittadini di serie B, quelli che non ci abitano, una roba da medioevo feudale.

Io mi sono chiesto veramente cosa mi avrebbe potuto portare a votare Si a simili proposte, e l'unica risposta che mi sono dato è che se fossi stato un lobbista e le caste estrattive di rent seekers che piagano il paese mi pagassero uno stipendio a 6 zeri, forse avrei votato Sì anch'io. Forse.

gratis

dragonfly 12/2/2018 - 13:40

anche qui il "ki ti paka'???????"

Creava cittadini di serie A, quelli che abitano nelle città metropolitane, e cittadini di serie B, quelli che non ci abitano, una roba da medioevo feudale.

io ho votato sì gratis, anche per cercare di evitare simili scuse a posteriori, non richieste.

anche per cercare di evitare simili scuse a posteriori, non richieste.

Ragioni, non scuse, e non a posteriori: sia in Italiano che in Inglese.

Nello specifico punto che hai contestato, io sono iscritto all'AIRE di Trapani, e non vedo, e non vedevo, come il sindaco di Palermo avrebbe mai potuto rappresentare i cittadini di Trapani. Palermo stava scippando (ed oramai ha scippato) l'autorità portuale a Trapani, come potremmo aspettarci che il sindaco di Palermo potesse difendere Trapani? Non parliamo poi del sindaco di Palermo che difendesse Catania a vantaggio di Palermo, fantascienza. Ovviamente, se sei un cittadino delle città che avrebbero mandato i sindaci al Senato, probabilmente la riforma ti avrebbe favorito. Chiaramente tali senatori avrebbero votato per mandare tutte le risorse, la cui gestione sarebbe stata ancor maggiormente centralizzata, nelle loro città, e le altre città la spina di pesce. Già si erano viste le avvisaglie. Renzi andò a fare i patti con le città metropolitane. Ha promesso 400-500 milioni di Euro a Reggio Calabria, perché è città metropolitana, mentre a Trapani, la cui provincia ha più o meno gli stessi abitanti, non ha promesso nulla, niente patti, perché quei soldi gli servivano per comprarsi il voto dei sindaci-senatori. Ovviamente, pensava che il sindaco di Reggio sarebbe potuto diventare senatore, mentre quello di Trapani non lo sarebbe diventato, e si era portato avanti con il lavoro.

Questa dei sindaci-senatori era una baggianata, che avrebbe creato cittadini di serie A e cittadini di serie B, e dato che questo cittadino non ha l'anello al naso, ha votato No.

I campanilismi hanno segnato la storia politica italiana fin dal Medioevo (lo so bene, essendo toscano), e purtroppo continuano a segnarla. Palermo ha scippato l'autorita' portuale a Trapani, ha promesso 500 milioni a Reggio Calabria e non a Trapani, ed e' infine noto che i trapanesi, a Renzi, stanno abbastanza sulle scatole. C'erano tanti legittimi motivi per votare no alla riforma, ma farlo sulla base dei campanilismi non mi sembra rientri tra quelli. Mi fa un po' sorridere poi sentire questi campanilismi venire da un residente all'estero (magari da molti anni), che per definizione ha perduto il vincolo elettorale con il territorio non solo amministrativo, ma anche politico (i residenti all'estero votano i ridicoli candidati della circoscrizione estero, purtroppo).

C'erano tanti legittimi motivi per votare no alla riforma, ma farlo sulla base dei campanilismi non mi sembra rientri tra quelli.

Io sono un cittadino della Repubblica Italiana, residente all'estero, e per questo già oggi elettoralmente di Serie B, se non pago 1000 Euro per andare a votare (come ho fatto a Novembre per andare ad eleggere il parlamento siciliano). Un paese civile mi farebbe votare per i candidati del mio stato di origine, in maniera remota, in tuttte le elezioni di ordine e grado.

Quello che il tuo adorato Renzi mi prospettava era di diventare un cittadino di Serie C. Questo perché al senato i cittadini delle città metropolitane avrebbero potuto mandare il loro sindaco, mentre io no. No. Due volte. Perché come elettore all'estero, avrei perso la rappresentanza senatoriale, e come elettore trapanese, non avrei potuto mandare il mio sindaco al senato.

Il nome al partito dovete cambiarlo in Partito del Feudalesimo.

P.S.: nei due link proposti, ho elencato una ventina di ragioni. La parità elettorale tra i cittadini, quantunque importante, è soltanto una tra quelle.

Una curiosita': se non mi sbaglio gli iscritti all'AIRE possono votare solo nella circoscrizione estero, quindi come fai a votare per le regionali? Cancelli l'iscrizione prima delle elezioni? 

In realta' si e' introdotta poco a poco la possibilita' di votare in remoto (cioe' per posta) per i cittadini *temporaneamente* residenti all'estero: a questa tornata elettorale era sufficiente comunicarlo per PEC al proprio comune di residenza entro il 31 gennaio. Invece i cittadini permanentemente residenti all'estero sono realmente elettori di Serie B, non perche' debbano prendere l'aereo (agli iscritti al'AIRE la scheda arriva a casa), ma perche' il loro voto vale effettivamente un quarto (fatti i conti votanti/seggi) rispetto al voto dei residenti in Italia. Almeno nell'UE, io sarei per permettere il voto politico (quello amministrativo e' gia' possibile) sulla base della residenza, dopo un tot di anni: ad esempio dopo 5 anni di residenza continuativa in un altro paese UE, si perde il diritto di voto (politico e amministrativo) in Italia e si guadagna nel Paese di residenza. Ma e' fantascienza purtroppo...

 

se non mi sbaglio gli iscritti all'AIRE possono votare solo nella circoscrizione estero, quindi come fai a votare per le regionali?

I cittadini dei comuni italiani sono divisi in due registri, AIRE o APR. Quando ci sono le elezioni, vengono chiamati a votare tutti, indistintamente. Un cittadino iscritto all'AIRE può votare in tutte le elezioni a cui sono chiamati a votare i cittadini del suo comune. Per le legislative italiane, ci fanno votare in queste circoscrizioni continentali, ma se uno vuole, può optare ed andare a votare al suo seggio nel suo comune. Per le europee, il consolato organizza dei seggi, ma votiamo per la circoscrizione di origine, nel mio caso Sicilia e Sardegna. Per le legislative siciliane e le comunali trapanesi, devo prendere l'aereo, come ad esempio ho fatto il Novembre scorso.

Ovviamente, i dati di affluenza di comunali e regionali sono falsati, per il fatto che quasi nessun iscritto all'AIRE si presenta. A Trapani siamo il 12%, in Sicilia il 14%, ma ci sono comuni siciliani dove si arriva a oltre il 25%. Questo comporta gravissimi problemi in tutte quelle elezioni dove bisogna raggiungere un quorum del 50%, anche perché in realtà agli AIRE tra i forzati dell'astensione bisogna aggiungere quelli che non si iscrivono all'AIRE, e quelli domiciliati oltrefaro.

Pur conscio dello stato pietoso delle classi dirigenti italiane, ritengo che Renzi sia in questo momento il meglio che possiamo aspettarci. Non è controllabile, è forte di un mandato ottenuto dalla sua base, fa quello che dice (anche quando quello che dice è sbagliato) e questo spaventa i poteri burocratico-massonici che da anni reggono questo paese. Una cosa del genere non era mai accaduta prima.

Come dice Boldrin, all'Italia piace un sistema dove i familismi e le logiche clientelari rendono lenti e controllabili i cambiamenti, anche se questo ci ha da tempo fatto imboccare la strada del declino. Declino che piace agli italiani, che recentemente hanno riscoperto i progetti per il passato proposti da Berlusconi, ansiosi di ritornare alla crisi del 2011.

Bisogna dare a Renzi il merito di avere tentato, con la riforma costituzionale, di scassare questo sistema. Qui però ha fatto un errore madornale. Invece di dire la verità, cioè:

"Mi sono impegnato col Presidente a realizzare le riforme costituzionali del documento dei 33 saggi, il meglio della politologia italiana. Per me vanno fatte e le sostengo. Se volete votatele",

ha detto, compiendo l'errore più grande della sua carriera politica, forse l'errore fatale:

"Queste sono le mie riforme, se non le votate me ne vado"

Ovvio che gli italiani, pur di fottere Renzi, se ne sono fregati delle riforme e hanno votato NO. A supporto di quello che dico, andate a vedere il documento originale dei  saggi, dove a pagina 33 si sostiene esattamente quello che poi ha proposto il governo Renzi. Quelle non erano le riforme di Renzi. Erano le riforme di Onida (trovate la sua firma alla fine del documento), sì proprio colui che dopo ha fatto la campagna per il No, pur di fottere Renzi.

Martellamento contro Renzi che sta  continuando tuttora, da parte di tutto l'establishment, con passaggi anche tenebrosi come la fabbricazione di prove false contro la su famiglia (fatto ovviamente passato sistematicamente sotto silenzio).

Quello che succederà ora sarà probabilmente una serie di governi di coalizione o unità nazionale per i prossii 20 anni, che ovviamente non faranno nulla di importante e la cui principale preoccupazione sarà quella di evitare la bancarotta. 

Forse ha ragione Boldrin, meglio chiuderla qui e questo probabilmente è il mio ultimo intervento.

Arrivederci a tutti, è stato un piacere.

P.S: dato che vivo in Italia, a differenza di Boldrin voterò il meno peggio.