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Perché credo che votare il meno peggio favorisca, nel 2018, il declino.

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gratis

dragonfly 12/2/2018 - 13:40

anche qui il "ki ti paka'???????"

Creava cittadini di serie A, quelli che abitano nelle città metropolitane, e cittadini di serie B, quelli che non ci abitano, una roba da medioevo feudale.

io ho votato sì gratis, anche per cercare di evitare simili scuse a posteriori, non richieste.

anche per cercare di evitare simili scuse a posteriori, non richieste.

Ragioni, non scuse, e non a posteriori: sia in Italiano che in Inglese.

Nello specifico punto che hai contestato, io sono iscritto all'AIRE di Trapani, e non vedo, e non vedevo, come il sindaco di Palermo avrebbe mai potuto rappresentare i cittadini di Trapani. Palermo stava scippando (ed oramai ha scippato) l'autorità portuale a Trapani, come potremmo aspettarci che il sindaco di Palermo potesse difendere Trapani? Non parliamo poi del sindaco di Palermo che difendesse Catania a vantaggio di Palermo, fantascienza. Ovviamente, se sei un cittadino delle città che avrebbero mandato i sindaci al Senato, probabilmente la riforma ti avrebbe favorito. Chiaramente tali senatori avrebbero votato per mandare tutte le risorse, la cui gestione sarebbe stata ancor maggiormente centralizzata, nelle loro città, e le altre città la spina di pesce. Già si erano viste le avvisaglie. Renzi andò a fare i patti con le città metropolitane. Ha promesso 400-500 milioni di Euro a Reggio Calabria, perché è città metropolitana, mentre a Trapani, la cui provincia ha più o meno gli stessi abitanti, non ha promesso nulla, niente patti, perché quei soldi gli servivano per comprarsi il voto dei sindaci-senatori. Ovviamente, pensava che il sindaco di Reggio sarebbe potuto diventare senatore, mentre quello di Trapani non lo sarebbe diventato, e si era portato avanti con il lavoro.

Questa dei sindaci-senatori era una baggianata, che avrebbe creato cittadini di serie A e cittadini di serie B, e dato che questo cittadino non ha l'anello al naso, ha votato No.

I campanilismi hanno segnato la storia politica italiana fin dal Medioevo (lo so bene, essendo toscano), e purtroppo continuano a segnarla. Palermo ha scippato l'autorita' portuale a Trapani, ha promesso 500 milioni a Reggio Calabria e non a Trapani, ed e' infine noto che i trapanesi, a Renzi, stanno abbastanza sulle scatole. C'erano tanti legittimi motivi per votare no alla riforma, ma farlo sulla base dei campanilismi non mi sembra rientri tra quelli. Mi fa un po' sorridere poi sentire questi campanilismi venire da un residente all'estero (magari da molti anni), che per definizione ha perduto il vincolo elettorale con il territorio non solo amministrativo, ma anche politico (i residenti all'estero votano i ridicoli candidati della circoscrizione estero, purtroppo).

C'erano tanti legittimi motivi per votare no alla riforma, ma farlo sulla base dei campanilismi non mi sembra rientri tra quelli.

Io sono un cittadino della Repubblica Italiana, residente all'estero, e per questo già oggi elettoralmente di Serie B, se non pago 1000 Euro per andare a votare (come ho fatto a Novembre per andare ad eleggere il parlamento siciliano). Un paese civile mi farebbe votare per i candidati del mio stato di origine, in maniera remota, in tuttte le elezioni di ordine e grado.

Quello che il tuo adorato Renzi mi prospettava era di diventare un cittadino di Serie C. Questo perché al senato i cittadini delle città metropolitane avrebbero potuto mandare il loro sindaco, mentre io no. No. Due volte. Perché come elettore all'estero, avrei perso la rappresentanza senatoriale, e come elettore trapanese, non avrei potuto mandare il mio sindaco al senato.

Il nome al partito dovete cambiarlo in Partito del Feudalesimo.

P.S.: nei due link proposti, ho elencato una ventina di ragioni. La parità elettorale tra i cittadini, quantunque importante, è soltanto una tra quelle.

Una curiosita': se non mi sbaglio gli iscritti all'AIRE possono votare solo nella circoscrizione estero, quindi come fai a votare per le regionali? Cancelli l'iscrizione prima delle elezioni? 

In realta' si e' introdotta poco a poco la possibilita' di votare in remoto (cioe' per posta) per i cittadini *temporaneamente* residenti all'estero: a questa tornata elettorale era sufficiente comunicarlo per PEC al proprio comune di residenza entro il 31 gennaio. Invece i cittadini permanentemente residenti all'estero sono realmente elettori di Serie B, non perche' debbano prendere l'aereo (agli iscritti al'AIRE la scheda arriva a casa), ma perche' il loro voto vale effettivamente un quarto (fatti i conti votanti/seggi) rispetto al voto dei residenti in Italia. Almeno nell'UE, io sarei per permettere il voto politico (quello amministrativo e' gia' possibile) sulla base della residenza, dopo un tot di anni: ad esempio dopo 5 anni di residenza continuativa in un altro paese UE, si perde il diritto di voto (politico e amministrativo) in Italia e si guadagna nel Paese di residenza. Ma e' fantascienza purtroppo...

 

se non mi sbaglio gli iscritti all'AIRE possono votare solo nella circoscrizione estero, quindi come fai a votare per le regionali?

I cittadini dei comuni italiani sono divisi in due registri, AIRE o APR. Quando ci sono le elezioni, vengono chiamati a votare tutti, indistintamente. Un cittadino iscritto all'AIRE può votare in tutte le elezioni a cui sono chiamati a votare i cittadini del suo comune. Per le legislative italiane, ci fanno votare in queste circoscrizioni continentali, ma se uno vuole, può optare ed andare a votare al suo seggio nel suo comune. Per le europee, il consolato organizza dei seggi, ma votiamo per la circoscrizione di origine, nel mio caso Sicilia e Sardegna. Per le legislative siciliane e le comunali trapanesi, devo prendere l'aereo, come ad esempio ho fatto il Novembre scorso.

Ovviamente, i dati di affluenza di comunali e regionali sono falsati, per il fatto che quasi nessun iscritto all'AIRE si presenta. A Trapani siamo il 12%, in Sicilia il 14%, ma ci sono comuni siciliani dove si arriva a oltre il 25%. Questo comporta gravissimi problemi in tutte quelle elezioni dove bisogna raggiungere un quorum del 50%, anche perché in realtà agli AIRE tra i forzati dell'astensione bisogna aggiungere quelli che non si iscrivono all'AIRE, e quelli domiciliati oltrefaro.