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Perché credo che votare il meno peggio favorisca, nel 2018, il declino.

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E' evidente che il Paese è affetto da varie forme di rimozione collettiva. Troppe persone preferiscono ignorare i problemi piuttosto che affrontarli. Andreotti docet: "è meglio tirare a campare piuttosto che tirare le cuoia" eletto a filosofia di governo. L'aumento dell'età media non aiuta perchè aumenta l'attaccamento allo status quo. La repubblica fondata sul lavoro sta diventando la repubblica fondata sulla pensione, che è diventata la nuova variabile indipendente. Eppure i sintomi del declino erano evidenti già 20 anni fa quando, ad esempio, guardando i settori dove l'Italia esportava massicciamente, si notava una forte sovrapposizione con l'incipiente aumento dell'export dei paesi emergenti (Cina e India in primis). I settori 'maturi' non sono quelli ad alto contenuto innovativo. Eppure allora quelli che lo facevano notare erano etichettati come disfattisti, lo spread BTP-Bund era nullo, ma nel frattempo ce lo siamo giocato e la situazione si è deteriorata perché il mondo corre mentre noi camminiamo o restiamo fermi. La gente è incazzata perchè ha creduto alle promesse dei pifferai di passaggio, ma soprattutto perchè, a fronte del deterioramente dello stato di salute del paese, la classe politica ha continuato la festa senza curarsene (a parte le solite frasi retoriche di circostanza). Il problema vero è che un brusco risveglio potrebbe suscitare delle reazioni emotive inconsulte, non necessariamente un ravvedimento collettivo.