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Perché credo che votare il meno peggio favorisca, nel 2018, il declino.

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Trovo quest' articolo eccessivamente ottimistico: la catarsi raggiunta perché si è precipitati nell' abisso, solo chi cade può risorgere, ed argomenti siili, traggono origine, direi, dall' ennesima metastasi del vero, unico, basilare, incurato cancro primitivo di questo paese: il Cattolicesimo. Ed Adua ? E Caporetto ? Ed il 25/7 ? E l' 8/9 ? E l' inflazione al 22%, il terrorismo, il debito pubblico da misurare coi logaritmi, e lo sfascio ambientale ...: non sono catastrofi che avrebebro già dovuto imporre l' uso di una spina dorsale, ad avercela ? Cattolicesimo: un parassita che ha trovato il metodo per succhiare risorse, senza uccidere troppo presto l' ospite, ed anzi convincendolo che sia addirittura positivo.Nulla vale la pena di un impegno o di un' etica: e così ti anestetizzo l' arteria da cui ti mungo, ed anzi ti convinco che va bene così, perché, tanto, a che pro cambiare ? Nulla vale la pena, i nostri sforzi sono minati dal peccato roiginale, dobbiamo tutti morire, da un lato; e, dall' altro, chi te lo fa fare a non cacare per strada, tanto ... . Sarebbe forse interessante applicare le equazioni di Lotka-Volterra a questo fenomeno. Ed è il cattolicesimo italiano: senza andare in Francia, dove comunque di laicità potrebbero aprire un ingrosso, basta vedere la (ex ?) cattolicissima Spagna in ogni aspetto, dal PP che rimbecca il cardinale, al Padiglione semicircolare di Plaza de España a Siviglia, dove potresti mangiare per terra, alle 13 linee di metropolitana a Madrid. E quindi vai di conservazione: al pupo, NEL 2018, facciamo ancora studiare quel monumento di conservazione che sono "I promessi sposi", ed un substrato cattolico c' è in tutti: da ultimo nel complottismo, edizione aggiornata del peccato originale che ci danna tutti, passando per la falsa coscienza marxista e per i "valori occidentali" cari alla destra. In fondo è omeopatia: pensare di curare il tutto proprio con la dottrina che ci ha rovinato: cioè l' efficacia è quella dell' omeopatia, ma le dosi sono allopatiche  e d' urto.

commentare senza leggere o inventandosi straw men. Nessuna catarsi, nessuna caporetto, nessuna redenzione, nessun film, nessun manzoni ... ma quante cazzate finto-intellettuali devo sopportare?

Se c'è la capacità di discutere i miei argomenti, bene. Se i commenti servono solo far fare ginnastica ai polpastrelli, allora davvero meglio chiudere il blog.

Ottima idea quella di chiudere il blog, magari per andare ad esercitare i polpastrelli con le forbici da capelli: perché, se non si tenta di capire anche le cause di certi fenomeni, si rimane alle chiacchiere da barbiere, quelle per cui "ammazza, ammazza, è tutta la stessa razza", "quando vanno su diventano tutti uguali", ed emetici simili; che hanno, ahimé, un certo qual riscontro sperimentale, ma dovrebbe essere stimolante andare un po' oltre, di "perché" in "ed allora perché", anche per capire cosa si può fare o come si può sopportare questo sfascio. E così ci si potrebbe chiedere se qualche insuccesso di idee pur nobili non abbia per caso radici anche nella tracotante supponenza di chi tratta il prossimo invariabilmente da cretino, anche in caso di concordia di opinioni, diventando comunicativamente disastroso, e facendo diventare simpatico, per la massa dei votanti, chi vuole privatizzare a colpi di Cassa DD. PP.. No problem, quello di barbiere è mestiere nobilissimo: occorre solo quella strana elica policroma rotante, e stare attenti agli specchi, per evitare di auto-ingravidarsi quando ci si guarda dentro. Oltretutto un barbiere innovatore: aperto di lunedì !

credo anche io

bonghi 13/2/2018 - 15:37

che "Sarebbe forse interessante applicare le equazioni di Lotka-Volterra a questo fenomeno" ...

ma a quale fenomeno e con quali conclusioni?

Al rapporto perverso e castrante instauratosi tra attività italiana d' impresa e gettito erariale (parassitati) a quella teocrazia sita tra via Gregorio 7°, lungotevere ed Aurelia (parassita), ad esempio.

manca la conclusione , cosa possiamo capire dalle equazioni quando le applichiamo al fenomeno?