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Perché credo che votare il meno peggio favorisca, nel 2018, il declino.

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Pur conscio dello stato pietoso delle classi dirigenti italiane, ritengo che Renzi sia in questo momento il meglio che possiamo aspettarci. Non è controllabile, è forte di un mandato ottenuto dalla sua base, fa quello che dice (anche quando quello che dice è sbagliato) e questo spaventa i poteri burocratico-massonici che da anni reggono questo paese. Una cosa del genere non era mai accaduta prima.

Come dice Boldrin, all'Italia piace un sistema dove i familismi e le logiche clientelari rendono lenti e controllabili i cambiamenti, anche se questo ci ha da tempo fatto imboccare la strada del declino. Declino che piace agli italiani, che recentemente hanno riscoperto i progetti per il passato proposti da Berlusconi, ansiosi di ritornare alla crisi del 2011.

Bisogna dare a Renzi il merito di avere tentato, con la riforma costituzionale, di scassare questo sistema. Qui però ha fatto un errore madornale. Invece di dire la verità, cioè:

"Mi sono impegnato col Presidente a realizzare le riforme costituzionali del documento dei 33 saggi, il meglio della politologia italiana. Per me vanno fatte e le sostengo. Se volete votatele",

ha detto, compiendo l'errore più grande della sua carriera politica, forse l'errore fatale:

"Queste sono le mie riforme, se non le votate me ne vado"

Ovvio che gli italiani, pur di fottere Renzi, se ne sono fregati delle riforme e hanno votato NO. A supporto di quello che dico, andate a vedere il documento originale dei  saggi, dove a pagina 33 si sostiene esattamente quello che poi ha proposto il governo Renzi. Quelle non erano le riforme di Renzi. Erano le riforme di Onida (trovate la sua firma alla fine del documento), sì proprio colui che dopo ha fatto la campagna per il No, pur di fottere Renzi.

Martellamento contro Renzi che sta  continuando tuttora, da parte di tutto l'establishment, con passaggi anche tenebrosi come la fabbricazione di prove false contro la su famiglia (fatto ovviamente passato sistematicamente sotto silenzio).

Quello che succederà ora sarà probabilmente una serie di governi di coalizione o unità nazionale per i prossii 20 anni, che ovviamente non faranno nulla di importante e la cui principale preoccupazione sarà quella di evitare la bancarotta. 

Forse ha ragione Boldrin, meglio chiuderla qui e questo probabilmente è il mio ultimo intervento.

Arrivederci a tutti, è stato un piacere.

P.S: dato che vivo in Italia, a differenza di Boldrin voterò il meno peggio.