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Eradicare l'epatite C?

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Questi farmaci sono nuovissimi, e quello che si sa è che eliminano i virus dal sangue. Gli effetti clinici a lunga distanza non si conoscono bene. Dato anche il loro costo, con cui volenti o nolenti bisogna fare i conti, il darli a chi sta male minimizza il rischio/beneficio in termini clinici. Non c'è vera urgenza nel somministrarli a chi ha una epatopatia cronica che normalmente non dà sintomi clinici, ma si limita ad alterare alcuni parametri bioumorali. Come illustro nell'articolo, la maggior parte di costoro non andrà incontro ad una evoluzione verso forme più gravi. Una volta che il prezzo scenderà a liveli accettabili, dell'ordine delle centinaia o delle decine di euro e non delle migliaia, allora  si potrà pensare ad allargare la platea dei trattati. Soprattutto dopo che alcuni anni di impiego ci avranno dimostrato che c'è un effettivo vantaggio per la popolazione trattata. Non a caso ho citato lo studio di Hong Kong

Il servizio TV che ho indicato affronta i casi di coloro che già stanno male (quindi sono ben oltre l'alterazione di alcuni parametri) e che sanno già di essere condannati a peggiorare, evidentemente perché il medico così ha stabilito sulla base del singolo caso. Tuttavia non sono abbastanza gravi da "meritare" il trattamento.  Nel senso che il loro fegato non è ancora così compromesso. Devono solo aspettare di peggiorare. Questi casi esistono (5-20 con cirrosi e 1-5 mortali) e la situazione secondo me è paradossale, se consideri che le assicurazioni svizzere sono tenute anche a rimborsare i farmaci omeopatici, che notoramente, placebo a parte, non funzionano. 

L'aspetto interessante di quel servizio è che viene spiegato il motivo, secondo la casa farmaceutica, per cui il prezzo è alto. Non tanto per costi di ricerca e sviluppo ma per l'efficacia del medicamento rispetto agli altri trattamenti. Se l'ipotesi è di curare per anni una cirrosi che si puo' sviluppare in 20-30 anni ed eventualmente ricorrere (immagino) ad un trapianto di fegato, la sommatoria dei costi tradizionali supera, secondo la casa produttrice, i costi della cura "DDA". Il prezzo di vendita è quindi calcolato sul fatto che in poche settimane di somministrazione si risparmiano costi ben superiori, nel lungo periodo.

Ora capisco che tu hai affrontato il tema dal punto di vista dei vantaggi per la popolazione (ipotesi di eradicazione del virus) ma visto che hai con competenza dimostrato che non è possibile/sostenibile, rimane il punto principale della medicina (e dei sistemi sanitari) che è quello del vantaggio per il singolo malato, che è quello di guarire da una malattia che è mortale nel 1%-5% dei casi. Consapevole che ogni guarigione si trasforma comunque in un appuntamento con un'altra causa di morte.