Titolo

Una riforma federale con autonomia tributaria

6 commenti (espandi tutti)

Ad una prima lettura, molto interessante. Non sono d'accordo sulle macroregioni (sarebbero carrozzoni troppo grandi, forse l'errore più grande che fece la Lega ai tempi di Miglio) ma devo vedere in dettaglio tutta la parte dei conti. Dammi tempo e inserirò le mie considerazioni. 

Giustissimo estromettere la parte previdenziale. 

MI pare che però, a occhio e croce quanto, rimarrebbe allo Stato centrale sia troppo poco per gestire previdenza (pura, non assistenza), difesa e debito pubblico. 

Per me si riesce a quadrare il cerchio solo se le le regioni del sud rivedono verso il basso la spesa dei dipendenti (sia come numero sia come importi, visto il minor costo della vita). 

E attenzione che stante l'attuale stipendio unificato, le regioni del nord dovranno invece aumentare i salari dei dipendenti pubblici. Bisogna infatti considerare che ogni esperimento modifica la realtà (che è il nostro obiettivo) ma non sempre secondo i nostri piani. Un sistema come quello proposto impone localmente un diverso equilbrio dei conti: i dipendenti pubblici (scuola e sanità compresi) non saranno più in carica allo stato centrale ma alla giurisdizione locale, con contratti locali e stipendi locamente gestiti. Questo è un forte argomento per far sì che il SUD possa avere una pressione fiscale più bassa (attirando attività economiche, se accompegnerà il tutto con servizi adeguati). Cosa che puo' fare agendo su IRPEF e IRES, non certo sull'IVA. 

Così facendo IVA dovrebbe (per me DEVE) rimanere allo stato centrale (tanto non è modulabile ... non ce la vedo un'IVA con aliquote differenti in ogni giurisdizione, sarebbe un casino) e questo potrebbe finanziare la spesa centrale.

la parte statale implica che oggi circa 90 miliardi (in crescita) vengono spesi dalla fiscalità generale per integrare le missioni INPS. Alcuni vanno verso l'assistenza altro verso buchi previdenziali (il piu' grande è prprio quello dei dipendenti pubblici).

Poi c'è il costo del debito; variabile poco sotto controllo ma che possiamo stimare a spanne in 80 miliardi. 

Poi c'è l'altra partita che hai escluso: il militare. Mi risultano una ventina di miliardi. 

Questi costi devono essere finanziati da un prelievo autonomo dello stato.
Ho sempre pensato che si dovesse fare con le imposte indirette, che mi sembrano dare proprio il gettito necessario. 

E' vero che se ci sono servizi non suddivisibili (difesa, interessi sul debito, ecc...) tanto vale mantenere il prelievo tributario a livello statale.

Qui ho voluto solo stabilire, anche se in maniera grezza, il massimo di autonomia tributaria senza intaccare i residui fiscali.

Invece, riguardo quale imposta lasciare statale, io credo che la cosa migliore sia per ogni imposta mantenere una parte statale e una parte territoriale. Per esempio, se la gestione macroregionale di una imposta crea incentivi alla lotta all'evasione fiscale, in questa maniera anche le casse statali ne traggono beneficio.

io credo che la cosa migliore sia per ogni imposta mantenere una parte statale e una parte territoriale.

ma così finisce subito a schifio l'evidenza pubblica della responsabilità locale nel determinare l'aliquota e, anche ora più importante, nell'esazione dell'imposta. calato poi nel porcaio del sistema fiscale italiano, provocherebe poi un aumento certo della complicazione delle competenze, che verrebbe risolto politicamente, al centro come in periferia, da un aumento di uffici e di personale e contenzioso.

no, occorre togliersi il dente: alle regioni( e non alle macro regioni che sono somplicemente impossibili da realizzare) vanno assegnate in esclusiva una o più basi imponibili, chiare e nette. a occhio, il reddito di impresa non è male. questo comporterà un livello delle compensazioni ancora abbondante, ma sicuramente avvierebbe  una certa responsabilizzazione dei centri di spesa.

Per evitare  le doppia tassazione io invece preferisco che il piu' possibile non ci siano sovrapposizioni. Non è facile ma se già destiniamo le dirette alla perfiferia e le indirette al livello federale, ci avviciniamo alla perfezione. 

premetto che quella immaginata sia la soluzione verso cui si vuole andare , non solo a livello italiano , ma anche a livello europeo ...

l'errore , a mio modestissimo avviso , sta nell'immaginare che la doppia tassazione sia locale / stato italiano , l'obiettivo e' di avere un dualismo locale / stato europeo ...

il "triello" locale/nazionale/sovranazionale complicherebbe ulteriormente le cose