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Una riforma federale con autonomia tributaria

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Ho trovato articoli in cui si quantifica in 17 miliardi il costo dei salvataggi delle banche venete. Leggo: residuo fiscale di tutto il Nord-est 32,7 miliardi. Almeno in un anno questo residuo si dimezza.
Per quanto riguarda il riparto d'imposta, credo che siano cifre consistenti: banche, assicurazioni, telecomunicazioni, poste, energia elettrica, grande distribuzione... hanno sede legale soprattutto a Milano o Roma, ma filiali e impianti in tutta Italia. Ripartendo le imposte di queste e altre società in tutta Italia, visto che svolgono l'attività in tutta Italia, dopo aver sottratto la previdenza, potremmo avere delle sorprese.
Purtroppo questo residuo fiscale, calcolato senza correttivi, quindi farlocco, sembra che sia già stato usato dai governi degli ultimi anni come strumento per distribuire risorse per gli investimenti, da destinare soprattutto al nord, visto l'enorme residuo fiscale vantato e debitamente amplificato da certi media.
Non ho trovato politici del sud che lo abbiano fatto notare, forse perché l'impegno per ottenere o mantenere la poltrona non gli lascia tempo di approfondire argomenti così insignificanti.

Nel mio piccolo, cerco di fare notare queste cose privatamente e pubblicamente da anni.

E confesso apertamente che non ci sono arrivato da solo.

Mi ha aperto gli occhi svariati anni fa un articolo di Massimo Costa.

Mi pare faccia di lavoro il docente di ragioneria presso l'universitá di Palermo, e che sia il presidente del partito/movimento Siciliani Liberi.

La cosa che trovo divertente, é che quando leggo gli articolo di Massimo Costa, generalmente sono in disaccordo su molti punti. Mentre ad esempio, mi trovo spesso d'accordo con Michele Boldrin, direi quasi al 99%. Tranne su questo punto specifico.