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Dialogo sull'immigrazione. Parte 1.

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Mi sembra siate partiti gia' d'accordo che il problema di partenza e' la differenza tra nativi e immigrati (per via di un'integrazione non immediata).

Invece il vostro esempio mi ha fatto venire in mente che forse c'e' un problema a monte. Siamo sicuri che aggiungendo un 10% in piu' di nativi anziche' di immigrati sarebbe stato tutto rose e fiori? Cioe' state utilizzando un sistema economico "competitivo" senza molta friction: i) l'abbondanza di mano d'opera (ok) riduce il costo del lavoro (non lo darei per certo con il mercato del lavoro italiano); ii) il basso costo del lavoro attrae capitale (quante altre ragioni ha il capitale per stare alla larga dall'Italia, ammettendo pure un basso costo del lavoro?); iii) ulteriori punti interrogativi sull'aumento delle infrastrutture pubbliche (ospedali, scuole, ecc...) per via di politici che rispondono alle esigenze della cittadinanza.

Insomma, il modello dove un aumento di L che abbassa w/p e che attrae K che poi aumenta la produttivita' ce l'ho presente, ma ho paura che qui il problema non sia la qualita' di L (nativi o immigrati) ma tutto l'ingranaggio che non e' oliato per funzionare in maniera competitiva come nei textbooks.

Quindi secondo me la vostra riflessione e' molto interessante perche' mette in evidenza che tutte le magagne dell'immigrazione forse le avremmo avute anche se a tornare erano tutti gli emigrati italiani. Cioe' che il problema prima di essere l'immigrato che arriva dalla Nigeria anziche' dalla Norvegia e' il fatto che il sistema economico italiano non e' adeguato per trarre vantaggio da immigrazione o perfino da una semplice cresita di popolazione nativa.

Yes

michele boldrin 7/2/2018 - 06:39

Concordo. Il sistema italiano e' costruito per raccattare rendite. Meno rompicoglioni ci sono meglio e' per il rent-seeker. La vera domanda e': quelli che le rendite le generano ma non le raccolgono sono coglioni or what?

Probabilmente quelli che tirano la carretta pensano che, in fin dei conti, possono ottenere di più da quello che sanno fare (lavorare) piuttosto che accapararsi il lavoro altrui. Ma chiaramente c'è un limite anche per costoro, oppure il colmo vien raggiunto prima per costoro piuttosto che per i rent seekers. Se il cavallo si gira e scopre che il carro è sempre più carico potrebbe incazzarsi...
Se il sistema italiano si è sbilanciato verso la distribuzione piuttosto che verso la produzione l'arrivo di nuove bocche da sfamare rischia di sbilanciarlo ancor di più fino a fargli perdere l'equilibrio.

Ottima osservazione, Ludovico, che chiarisce ulteriormente che quando si parla di immigrazione si stanno mescolando questioni diverse che dovremmmo tenere separate.

 e' il fatto che il sistema economico italiano non e' adeguato per trarre vantaggio da immigrazione o perfino da una semplice cresita di popolazione nativa.

Giustissimo. Io temo che la disomogeneita' e la qualita' della immigrazione potrebbe rendere questo problema anche peggiore.