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Dialogo sull'immigrazione. Parte 1.

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comunque la si definisca e la si misuri, tra i cives l'omogeneità culturale era elevatissima.
Quando non lo fu più, l'impero cadde.

ma nemmeno per idea.dalle guerre puniche alla caduta passano più di 500 anni.il successo dell'Impero è basato proprio dall'avere incluso culture diverse. bastava che pagassero le tasse e riconoscessero l'imperatore, poi potevano venerare i propri dei parlare le loro lingue ecc.ecc.Le repressioni nascono quando mancano questi due ingredienti, altrimenti si aveva libero accesso anche ai gradi sociali più alti. un paio di generazioni dopo la conquista delle gallie c'erano già senatori galli.

Il rispetto del mos maiorum fu fondamento di Roma per sette secoli.
Non si riduceva certo a un mero rispetto delle leggi, e fu il pilastro che tenne in piedi l'impero fino all'ellenizzazione (forse) e alla cristianizzazione (sicuramente).
Ne erano perfettamente consapevoli anche i romani stessi, che gli dettero questo nome, e non smisero mai di venerarlo per tutta la loro storia.

Pobabilmente entrambe le cose sono utili: varietà culturale con un nocciolo di valori e principi condivisi (questa seconda cosa era cruciale nella sociologia funzionalista di T. Parsons, dominante per decenni intorno alla metà del secolo scorso). Direi che il problema è definire il nocciolo funzionalmente utile, forse anche un po' variabile da caso a caso.

Anzi, leggiti i tuoi stessi commenti.
Ammesso, e non concesso, che le leggi fossero immutabili per sette secoli (ma dove?  ma che dici?) il fatto rilevante è che funzionarono ANCHE a fronte di un allargamento nella composizione etnica, culturale, economica e sociale dell'impero (che per quasi metà dei 7 secoli impero non fu!!). E questo, da solo, contraddice la tua affermazione, mona.

Leggere cazzate del genere fa solo scuotere la testa sugli stati mentali di chi le scrive. Dibattere è solo una perdita di tempo, per alcuni di noi prezioso. Ma fatevi governare da Salvini, banda di sfigati.

un poco la conosco. Non parlavo qui delle leggi, ma dei costumi
Più precisamente del nucleo di valori fondanti, che furono quasi gli stessi dalla fondazione (X sec A.C.) fino almeno all'ellenizzazione, ma per la parte centrale fino all'età di Costantino e oltre.
La composizione etnica, culturale, economica e sociale dell'impero fu molto varia fino dalle guerre puniche, ma non tra i cives. Cioè: gli schiavi eran di tutti i colori ma quelli che comandavano eran sempre gli stessi. E furono straordinariamente omogenei per secoli: tra una orazione di Catone e una di Simmaco corrono cinquecento anni, ma paiono scritte dalla stessa penna.