Titolo

Dialogo sull'immigrazione. Parte 1.

12 commenti (espandi tutti)

Secondo me ha ragione Salvini! Sissignori!

Tutta la politica di immigrazione è sbagliata. In radice. Sennonché ad essere sbagliata è la sua (ed, in realtà, tutta quella europea).

Sono, per evidenti ragioni lavorative, un soggetto che l’immigrazione l’osserva da vicino ed, in particolare quella che dà fastidio ai cittadini.

Il primo errore che commettono gli europei è quello di distinguere tra richiedenti asilo ed altri immigranti extra UE (migranti economici). Mentre per i primi l’ingresso è, in linea teorica, un diritto che prescinde completamente dal numero, gli altri sono contingentati. Questo crea un incentivo a dichiararsi profughi. Per fare un esempio, un siriano ha diritto di essere accolto come profugo, un tunisino no. Pertanto, si insegna al tunisino che vuole immigrare in Europa di dichiararsi profugo proveniente dalla Siria. Ovviamente, a tal fine, deve far sparire i propri documenti di identità, dopodiché, per un periodo necessario per verificare se si tratta di un profugo, può rimanere in Europa. Nel frattempo, gli si deve (o dovrebbe) dare assistenza. Potrebbero anche lavorare, ma, come mi ha spiegato un responsabile di un’organizzazione di assistenza, non vengono assunti perché il datore di lavoro non sa se e fino a quando il lavoratore può rimanere in Italia. Tralascio i discorsi sulla convenzione di Dublino, chiaramente scritta sotto dettatura tedesca (il profugo deve chiedere asilo nello stato dove ha fatto ingresso in Europa. Guardate dov’è collocata la Germania. Mio fratello, mi ha raccontato che un professore universitario tedesco, una volta, disse che per chiedere asilo in Germania bisognava atterrare con il paracadute). Quindi abbiamo tanti immigrati che devono ammazzare il tempo in attesa di accertamenti e vengono assistiti, più o meno, dal contribuente.

Una volta che, com’è probabile ma dopo una lunga trafila, viene negato l’asilo politico, l’ex profugo dovrebbe tornare al paese di provenienza. Cosa che ovviamente non fa e, quindi, entra nel circuito della clandestinità.

E vediamo allora cosa succede ai clandestini. Salvini e Berlusconi dicono: “Li espelliamo!”. See…

E’ sempre bello vedere la memoria corta dei nostri politici. Se non ricordo male BS ed i suoi allegati della lega erano al governo dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2011. Vediamo dunque le loro misure “law and order”. Espellere il clandestino presuppone che si sappia da dove proviene. Ma, come spiegato prima, il clandestino sa benissimo che, se se ne conosce il paese di provenienza, può esservi rispedito e, quindi, si guarda bene dal tirare fuori il proprio passaporto. Quindi? Lo si mette in un CIE fino alla sua identificazione e successiva espulsione. See… I CIE sono pochissimi e strapieni. Quindi?

Ecco le misure law and order. Il clandestino che non se ne va subisce il duro braccio della legge. Commette due reati. La violazione degli artt. 10bis e 14 DLVO 286/98. Il primo punisce l’ingresso e/o la permanenza nello Stato. L’altro la mancata ottemperanza ad un ordine di espulsione. Qual è la punizione? Il primo reato è punito con l'ammenda da 5.000 a 10.000 euro, il secondo con la multa da 10.000 a 20.000. Avete letto molto bene, pene pecuniarie contro dei clandestini. Misure introdotte con la legge Bossi/Fini. Aggiungo che, trattandosi di processi penali, questi fantasmi hanno diritto ad un avvocato che gli viene assegnato d’ufficio e che, indovinate un po’, viene pagato dal contribuente italiano con il gratuito patrocinio.

Inoltre, il clandestino è un soggetto privo di prospettive. Non può lavorare, cercarsi una casa, non può e non vuole andarsene dall’Italia e, quindi, spesso vive di espedienti o, peggio, di microcriminalità.

Questo è lo stato dell’arte. Vorrei sapere cosa cambierebbe con Salvini al potere.

PS: ho visto che sono iscritto al blog da esattamente 10 anni e 6 giorni. Piccolo anniversario :-)

giusto

giulio zanella 11/2/2018 - 00:47

Giusto, Axel, questo e' un punto molto importante, cioe' la legalita' e il suo enforcement. In Italia, in particolare, i fenomeni migratori sono diventati un probema perche' si innestano su una realta' gia' disfunzionale. Ci tornero' meglio nelle prossime puntate del dialogo.

Forse, vista l'aria che tira e viste le tue conoscenze dettagliate, potresti farci un articolo dedicato. 

Una domanda specifica: com'e' che la Germania e' piena di profughi (il triplo o quadruplo dei nostri, se ricordo i numeri) nonostante la sua posizione geografica e la convenzione di Dublino che citi? Arrivano in aereo? 

... per l'articolo dedicato di Axel! :-)

proverò

axel bisignano 11/2/2018 - 10:08

a documentarmi meglio e buttare giù una bozza

dato

axel bisignano 11/2/2018 - 10:06

Devi scorporare il dato. Quanti di quei profughi sono siriani o dichiarati tali? Nel 2015, sull'onda delle emozioni provocate dalle immagini della catastrofe umanitaria sui Balcani, la Merkel decise di farli entrare tutti saltando la convenzione. E' la ragione principale della sua sconfitta alle elezioni del settembre 2017. 

Inoltre, proprio perchè il migrante conosce la regola, non vuole farsi prendere le impronte dagli italiani (o dai greci). Due o tre anni fa in procura arrivavano centinaia di notizie di reato di profughi che non si facevano prendere le impronte ed i tedeschi ci accusavano di farlo apposta (intendiamoci, non ce l'ho con i tedeschi che i profughi li trattano con grande civiltà. E' chiaro che non possono sopportare da soli il peso dell'accoglienza). Sennonchè loro facevano resistenza passiva e non li si poteva costringere con la forza. Si poteva rinchiuderli in un CIE per "ammorbidirli", ma i CIE, come già detto, non avevano gli spazi.

Quello che a me sfugge è il motivo per cui, da alcuni anni a questa parte, questo tipo di problema non c'è più, nel senso che i profughi si fanno prendere le impronte allo sbarco ed i tedeschi dicono che "facciamo il nostro dovere". Bisognerebbe chiedere ad un esperto. 

 

Rileggendola, quella convenzione

https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19510156/index.html

sembra appartenere ad altri tempi, ed e' fatta per essere abusata. Il capo IV garantisce al profugo parita' di trattamento per l'assistenza, educazione, servizi sociali. L'articolo 31 lascia  che a decidere se il profugo sia autentico o no alla dichiarazone del profugo stesso,  sotto la sola condizione che il profugo si presenti alle autorita'. Gli articoli 32 e 33 proibiscono espulsione e ritorno al paese di origine (quello dichiarato).  

Anche se lentamente, e con grossi margini di incertezza, la identificazione di un ``falso'' profugo e' possibile. A questo punto la salvaguardia della convenzione finisce, e il falso profugo e' protetto solo dal fatto che pene pecuniarie sono impossibili, e l'espulsione fa solo ripartire il ciclo. Quindi, per la garanzia dei diritti degli stessi profughi veri, e dello spirito stesso della convezione, o si trovano deterrenti reali, o si riconsidera e modifica la convenzione. No, Axel? 

 

uno dei punti nodali della politica di immigrazione è proprio questo. Gli occidentali tengono fermo il principio per cui ogni profugo ha diritto di essere accolto e di permanere. Se noi teniamo fermo il dualismo profugo/sì, migrante economico/no, proveranno tutti a dichiararsi profughi.

Dunque le anternative sono due:

1) non fare più entrare nemmeno i profughi. Noi occidentali siamo piuttosto ipocriti. Da un lato abbiamo le costituzioni ed i trattati che prevedono l'accoglienza, dall'altra paghiamo i libici perchè si tengano i profughi in condizioni disumane. I tedeschi, ad esempio, hanno dichiarato che i cittadini Afghani non possono essere dichiarati profughi, almeno non tutti, perchè, a seconda della regione da dove vengono,  sono da consderare abitanti di paese sicuro (sicheres Herkunftsland). In fondo sarebbe meglio abolire la regola e dire che non vogliamo e non accogliamo più i profughi. Punto.

2) l'altra alternativa è quella di fare entrare tutti ma in maniera regolata. Questo significa:

2.1.) chi vuole venire deve farsi identificare (così sappiamo da dove viene e possiamo espellerlo all'occorenza. Inoltre, possiamo fare accertamenti sulla sua storia professionale);

2.2.) chi non trova lavoro entro un certo periodo viene espulso (cosa possibile conoscendo la provenienza);

2.3.) chi commette reati di una certa gravità viene espulso (cosa possibile conoscendo la provenienza);

2.4.) inoltre bisognerebbe pretendere ad ognuno che vuole venire il versamento di una somma di denaro a titolo di cauzione (cioè restituibile a chi lasci il paese o magari consegua la cittadinanza). Consideriamo che questi migranti fanno un consistente investimento per attraversare il deserto e pagare i passatori. Credo che la media si aggiri intorno ai 5000,00 euro. Quel denaro dovrebbe essere incassato dallo Stato per pagare, con esso, l'eventuale espulsione ed anche il contenzioso che il migrante volesse instaurare per non falsi espellere. Nel contempo costituirebbe una soglia di ingresso (non tutti possono pagare) ed un incentivo al rientro nel proprio pasese se il sogno occidentale non si dovesse avverare. 

Certo è che noi terremo fermo il dualismo, perchè, da un lato, siamo occidentali che credono nei "valori di umanità", dall'altra non possiamo raccontare all'opinione pubblica che dobbiamo farli entrare tutti... 

il problema , nella teoria liberale , si risolve con meno stato ( permettendo ai migranti di lasciare l'italia ) non con ancora piu' stato come suggerito ( rimpatrii , richieste di ingresso etc etc ) ... poi certo si puo' non essere liberali , questo non lo discuto

non mi interessa essere un liberale ovvero uno statalista. Queste definizioni le lascio ai tanti nel paese che devono per forza dare un'etichetta ideologica alle persone. L'unica etichetta che mi riconosco è quella di pragmatico. Cerco di trovare soluzioni a problemi che ci sono. Nel caso dell'immigrazione extr UE,  il problema, molto semplicemente, è che i clandestini e/o profughi non riconosciuti come tali  non se ne vogliono andare.

di statalismo e liberismo , resta il problema che invece sostenevo io : parte degli immigrati vorrebbe andarsene dall'italia ( non per tornare al paese d'origine ovviamente come lei giustamente osserva )  verso francia e germania , noi li costringiamo a stare qua pero' ... dice di essere una persona pragmatica , io credo che permettere agli immigrati che non vogliono stare in italia di andarsene sia molto pragmatico ...

2) l'altra alternativa è quella di fare entrare tutti ma in maniera regolata. Questo significa:

Lo scenario di previsione centrale dell'ISTAT, citato più volte, prevedeva 16,5 milioni di ingressi neu 25 anni da 2015 a 2040. Dato che ad oggi non ne sono arrivati, si tratta di 680 mila persone all'anno per i prossimi 22 anni.

Si iniziano a fare decreti flussi per 680 mila persone all'anno, 340 mila uomini e 340 mila donne, divisi per coorte d'età (e.g. 100 mila 20-25, 50 mila 25-30 e così via), e li si fa entrare in maniera regolare. Gli si crea un percorso che gradatamente li porti alla cittadinanza, problema risolto da qua al 2040 (quelli che attraversano sui barconi, sono la metà del fabbisogno italiano).