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Prima gli italiani - Del mio razzismo.

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1. Anche a me sembra plausibile che la territorialità abbia una base istintiva, come per altre specie. Però, razzismo, xenofobia, intolleranza per la stupidità, ecc., sono cose diverse dalla territorialità (che può manifestarsi in forme violente anche fra vicini senza nessuna differenza etnica o culturale), e non so quanto fondamento trovino nella territorialità.  L'intolleranza per la stupidità, direi nessuno; forse, insieme con razzismo e xenofobia, trova invece un fondamento nella propensione umana alla pseudo-speciazione (che potrebbe pure avere una base istintiva, distinta dalla territorialità): a me, riguardo ai novax o ai credenti nell'omeopatia o in altre evidenti assurdità, viene istintivo pensare che appartengano a una specie un po' diversa dalla mia, pur sapendo che questo è razionalmente insostenibile.

2. Il punto di equilibrio fra territorialità e nomadismo mi sembra che si sia molto spostato a favore del nomadismo a seguito di una serie di progressi tecnici e sociali, in particolare la riduzione dei costi degli spostamenti (in tempo e denaro) e la crescita dell'urbanesimo (le mura cittadine non ci sono più e nessun milanese si sognerebbe di osteggiare l'arrivo a Milano di un torinese o di un londinese, e neanche di un palermitano solo perché di Palermo). Alle mura cittadine si sono sostituiti i confini nazionali, prossimamente europei, e in un futuro realisticamente non tanto lontano, nessun confine. Senza con ciò azzerare la propensione alla territorialità, che continuerà a manifestarsi in tante forme, anche a prescindere dall'esistenza di confini statali.

Come ho anche scritto sotto, mi pare logico, sul piano della normale evoluzione darwiniana, che un predatore come l'uomo sia fortemente territoriale. Lo sono i primati e tanti nostri cugini, vicini e lontani. Non si conoscono invece atteggiamenti razzisti o xenofobi nel mondo animale. 
Bisognerebbe capire quando questi fenomeni sono apparsi nella storia dell'uomo. 

Sul discosrso territorialità/nomadismo non comprendo come l'equilibrio si sia spostato verso il secondo. È un refuso? Di popoli nomadi (per scelta culturale) ormai non ce ne sono quasi più. Naturalmente non definirei nomadismo il fatto che in caso di guerre e crisi ci siano popolazioni in movimento. Se puoi chiarire, ringrazio.