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Prima gli italiani - Del mio razzismo.

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Il dialogo fra Zanella e Rustichini (e il seguente di Bisignano) fu molto bello e istruttivo. Io ho trovato più ragioni in Rustichini. Ho trovato molto utile anche il saggio breve di Giuseppe Sciortino, Rebus immigrazione, che si può sintetizzare nel passaggio che si trova al suo interno: "gestire la tensione tra il diritto di migrare e il diritto di uno Stato di decidere chi far entrare".

Circa la scelta del termine etnia. Si può aggiungere che anche fosse sensato parlare di razze, non cambierebbe la questione, perché appunto siamo umani.

Circa il diritto naturale. L'unico diritto naturale è la forza. Ma il diritto come concetto non può mai essere naturale. Mentre sono naturali e animali il sentimento morale. Noi sentiamo come giusto tanto l'idea di poterci muovere altrove quanto il non voler avere presenze intorno. D'altronde anche verso noi stessi abbiamo sentimenti contrastanti e conflitti interiori.

Un altro problema che vedo e che mi ha fatto cambiare idea nel tempo è che non possiamo pretendere che gli altri siano più ben disposti di noi verso l'immigrazione. Che una persona non provi disagio con lingue diverse, fisionomie diverse.

Passo ora a cosa mi sembra problematico:

"Ovvero su come gestire flussi, sostanziali, di immigrazione e NON su come bloccarli o su come espellere chi è già arrivato."

Se anche uno fosse d'accordo sul principio di aumentare la presenza straniera, questo andrebbe fatto contemporaneamente all'espulsione di una parte di quelli che ci sono. Carota e bastone. Qui il criterio dovrebbe essere banalmente: non aggiungere crimine, se possibile. Mentre tutti si concentrano erroneamente sui tassi di criminalità. Se uno viene accoltellato da un balordo che in Italia non ci dovrebbe stare non penso che gli possiamo rispondere di stare tranquillo perché gli omicidi sono in calo.

Ma a me questo discorso mi sembra riassumibile così: cari italiani, come popolo siete finito, adesso è il turno di altra gente. Come può una forza politica rivolgersi ai propri cittadini dicendo loro che non farà nulla per aiutare i giovani italiani a lavorare e a fare figli? Gli italiani non sono diventati sterili. L'Italia è uno dei pochi in Europa, se non l'unico, nel quale il tasso di occupati autoctoni è inferiore a quello degli immigrati. Inoltre in questi ultimi anni è nei primi posti per cittadinanze concesse. Per cui non saprei se concordare con l'idea che abbiamo gestito male l'immigrazione. Forse abbiamo gestito male gli sbarchi, che rappresentano una minoranza di arrivi. Ma questo è il nocciolo del problema. Nel senso che se uno non vuole controllare l'immigrazione allora è bene che conceda i visti a chiunque, in modo che ognuno arriva e non bisogna dare vitto e alloggio a nessuno. Se invece si fanno i controlli quelli che arrivano sanno che possono fare richiesta di asilo, che implica commissioni, centri d'accoglienza eccetera. I filtri e le politiche ci sono già, ma il numero di quelli che vogliono arrivare non consente intrinsecamente la gestione auspicata.