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Prima gli italiani - Del mio razzismo.

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Razza

michele boldrin 27/9/2018 - 06:48

Grazie per l'uscita dall'anonimato :)

Allora, in realtà sul punto specifico la cosa si potrebbe risolvere osservando che io, quando accenno a etnia vs razza, non per caso scrivo "inutile ai fini che qui mi interessano." Questo perché le subtleties di cosa siano o non siano le razze hanno rilevanza zero nel fenomeno chiamato "razzismo" (lo chiamo così perché viene chiamato così e perché chi fa il razzista crede di stare a differenziare fra razze definite come ai bei tempi andati, vedi sotto per "tempi andati") anche se possono essere (forse) utili in altri contesti. I due articoli che citi nel commento precedente si riferiscono a QUEI contesti, non al tema che io discuto.

Per questo ho spiegato che il dibattito non è risolto, ed infatti non lo è . Infatti, cosa dice esattamente David Reich (che non è dio ma ha scritto cose che l'han reso visibile)? L'articolo del NYT che citi è parte (quasi verbatim) di un capitolo del libro che io cito. L'articolo ha sollevato polemiche e, a mio avviso, DR, l'ha scritto per sollevare un dibattito in un certo specifico mondo americano "pc". Ossia quello universitario dove "race" è SEMPRE E COMUNQUE un artefatto socio-culturale e dove questo pregiudizio ideologico fa danni alla ricerca biologico-epidemiologica come mi confermano vari amici alla mia medical school (qui il leader del gruppo). A mio avviso l'articolo, utile in certi ambienti, è stato dannoso sul piano generale perché interpretato male e fuori dal contesto in cui DR l'ha pensato (secondo me l'ha estratto dal libro quando NYT gli ha chiesto il pezzo ... per fare pubblicità al libro :)). La posizione di DR e' molto piu' sfumata e complessa, come si evince leggendo i suoi articoli. 

Infatti nl libro in questione DR spiega in dettaglio perché la nozione di razza, comunemente usata e che tutti hanno in mente, non funziona proprio alla luce della ricerca genetica recente. Cito dal libro (ce l'ho in Kindle, devi andare al 73% del file). Qui leggi:

"As recently as 2012, it still seemed reasonable to interpret human genetic data as pointing to immutable categories such as “East Asians,” “Caucasians,” “West Africans,” “Native Americans,” and “Australasians,” with each group having been separated and unmixed for tens of thousands of years. [...] But ancient DNA discoveries have rendered the serial founder model untenable. We now know that the present-day structure of populations does not reflect the one that existed many thousands of years ago.34 Instead, the current populations of the world are mixtures of highly divergent populations that no longer exist in unmixed form—for example, the Ancient North Eurasians, who contributed a large amount of the ancestry of present-day Europeans as well as of Native Americans,35 and multiple ancient populations of the Near East, each as differentiated from the other as Europeans and East Asians are differentiated from each other today.36 Most of today’s populations are not exclusive descendants of the populations that lived in the same locations ten thousand years ago. The findings that the nature of human population structure is not what we assumed should serve as a warning to those who think they know that the true nature of human population differences will correspond to racial stereotypes. Just as we had an inaccurate picture of early human origins before the ancient DNA revolution unleashed an avalanche of surprises, so we should distrust the instincts that we have about biological differences. We do not yet have sufficient sample sizes to carry out compelling studies of most cognitive and behavioral traits, but the technology is now available, and once high-quality studies are performed—which they will be somewhere in the world whether we like it or not—any genetic associations they find will be undeniable. We will need to deal with these studies and react responsibly to them when they are published, but we can already be sure that we will be surprised by some of the outcomes. Unfortunately, today there is a new breed of writers and scholars who argue not only that there are average genetic differences, but that they can guess what they are based on traditional racial stereotypes.

Reich, David. Who We Are and How We Got Here: Ancient DNA and the New Science of the Human Past (Kindle Locations 4545-4561). Knopf Doubleday Publishing Group. Kindle Edition.  "

 

Il resto del capitolo (usando i risultati che DR ha illustrato precedentemente) spiega perché le "razze" così definite sono nozioni prive di base scientifica. Che è quello che mi interessa in questo contesto (ed anche in altri a dire il vero, ma fa niente). In un commento non posso riassumere il contenuto di decine di articoli quindi devo rinviare alla lettura del libro. Qui un sommario popolarizzato  di quel lavoro ed altri

Ma il punto sviluppato nel libro è chiarissimo: le "razze" così come si definiscono nel linguaggio comune non hanno alcuna base scientifica perché tutta l'evidenza mostra che le popolazioni oggi esistenti sono MIXES di QUELLE razze. Per questa ragione uso "etnie" perché queste sono maggiormente identificabili usando altre variabili (linguaggio, costumi, cultura in genere e luogo CORRENTE di provenienza) che non quello di razze nel senso comunemente usato. 

Questo NON implica che non si possa definire scientificamente ALTRE partizioni razziali utili a livello medico-epidemiologico. I due articoli che citi nel commento precedente a questo si riferiscono, ovvero a "distribuzioni di caratteristiche genetiche dove alcuni fattori principali sono altamente dominanti e permettono separazione di una distribuzione dall'altra" per usi medico-biologici. 

Spero questo aiuti. Scritto un po' in fretta spero non aver fatto errori con i link!