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Prima gli italiani - Del mio razzismo.

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L'articolo mi ripropone alcuni miei interrogativi.

Gli europei hanno invaso territori non loro, anche con la forza e sterminando gli autoctoni (in America). Anche oggi sfruttano territori altrui (minerali, metalli, petrolio). Pagano un po', è vero; meno di quanto ricavano e di quanto promesso.

Come si fa a respingere? Come fanno i francesi a respingere migranti francofoni, cosa che prova il loro aver invaso altri territori e averne rubato perfino l'idioma? Il territorio mio è mio e il loro pure? Gli italiani sono espatriati in massa, una volta in cerca di fortuna e ora, al ritmo di più di centomila l'anno, per cogliere migliori occasioni di lavoro. Oggi s'è diffuso il concetto di difesa del territorio. Criteri diversi di valutazione.

Gli ebrei sono quelli messi peggio nel motivare le loro conquiste: i territori, assegnati nel 1948 al da farsi Stato palestinese, sarebbero di loro proprietà in base ad un ipotetico 'diritto naturale' di proprietà perché essi li abitavano tremila anni fa. Non li potevano comprare invece di cacciar via con le armi settecentomila persone?

Il conflitto tra il diritto di proprietà sul territorio che si occupa e il diritto di andare ad occupare un territorio occupato da altri credo che si risolva nel 'valore' unificante del proprio tornaconto esercitato secondo libertà: prevale sull'altro diritto quello che, in un determinato momento della propria vita, è il più conviene. Prima conveniva invadere, oggi conviene respingere. Il diritto di respingere per difendersi da una minaccia ingigandita si vive con intensità proporzionale al proprio egoismo.

Nota personale a margine, non rilevante, a proposito del razzismo e del QI.

Non riesco a percepire il concetto di diverse razze umane, di cui peraltro la grande maggioranza di scienziati nega l'esistenza.

Molto peggiori, per le conseguenze prodotte, i contrasti tra cristiani e musulmani e tra sunniti e sciiti dovuti a motivi religiosi. Solo tra hutu e tutsi sono rilevate differenze somatiche, ma anche in quel caso i contrasti sono stati dovuti a differenze di posizione sociale. Voglio dire che, anche volendo ammettere che la razze umane esistano, non trovo motivo per il quale ci debba essere contrasto tra razze diverse. Fu usato dagli schiavisti come attenuante all'orrore che perpetravano, ma in quel caso il 'cattivo' era la (per dire) razza dell'Europa occidentale, ritenuta superiore da menti alterate. Può capitare di provare avversione per persone di diversi usi e costumi, casomai conseguenti alla diversa etnia. Ma capita pure che l'avversione si manifesti tra coniugi della stessa etnia. Diciamo: che razza di moglie (o marito) sei?

Oggi si maschera la scelta di respingere a prescindere, con l'intento di non voler consentire ai trafficanti il loro turpe lavoro. E invece aumentano i casi di violenze a danno di neri, con la punta massima del caso di Macerata.

In quanto al QI, viene usata l'espressione 'razza di cretino'. Sì, è solo una espressione. Ma perché si usa? Forse che esistono le razze dei cretini e degli intelligenti? C'è razzismo nel provare avversione verso i cretini, o odio verso gli intelligenti? O il fatto che si usa il termine 'razza' per i cretini dimostra che quel termine non ha significato? Si può determinare la differenza tra i 'cretini' e gli 'intelligenti' col QI sul piano intellettivo come quelle dei 'neri' e dei 'bianchi' con i geni sul piano genetico. E quindi che significato ha il termine 'razza'? E' solo conseguenza del fatto che si possono creare schemi in cui inserire umani affini? Esiste pure la razza degli 'alti' e quella dei 'bassi', facilmente classificabili con un doppio metro? Per intelligenza intendo la capacità di capire, da 'intelligere' o meglio 'intus ligere', che non è dimostrata a pieno dai test. Si può migliorare la propria cultura ma non il proprio QI. Vabbè, solo i risultati, in parte per riflesso della propria cultura e in parte per come sono costruiti i test.

Si può provare repulsione nel contatto umano con persone di qualunque colore ma che dimostrano un basso QI. E' razzismo?

Differenze a livello genetico ci sono anche tra italiani e spagnoli, tra portoghesi e belgi ecc, in misura più o meno pari a quella tra europei e africani, bianchi e neri, europoidi e negroidi. Perché essere razzisti solo verso i neri? Almeno prevalentemente e al netto della paura per il diverso?

Si ha il diritto di difendere il proprio tornaconto, la proprietà, il territorio; a patto di riconoscere che anche altri popoli lo abbiano.

Come si risponde a inglesi che dicono agli italiani che sono andati lì a rubare loro il lavoro? Prima gli italiani, ma chi la manterrà la futura massa di pensionati? Che sciocchezza aspettare che comincino a lavorare gli aborigeni che nasceranno nei prossimi anni.

E comunque, che le posizioni, pare prevalenti, non servano a mascherare razzismo, che non ha senso non esistendo le razze.

E' tutto secondo me, naturalmente.

Vabbè, mi sono fatto delle domande e mi darò delle risposte. Spero di non aver scritto troppe scemenze e che non me ne colgano strali :).

L'ho scritto, ormai, e con molti dubbi ... Invio