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Prima gli italiani - Del mio razzismo.

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Sul fatto di senitrsi razzista privatamente ma non pubblicamente, credo di capire che effettivamente a livello di reazione d'impulso possiamo provare i fastidi che menzioni ma poi se siamo stati educati bene (e questo è il fattore importante) abbiamo un differente comportamento pubblico. L'educazione è basilare e segna il passaggio dal bambino naturale (non adattato) all'adulto adattato (o disadattato, nel caso). 

Tuttavia il disagio che si prova a contatto con certe persone (o gruppi di persone che hai descritto) non credo sia ancora razzismo. Lo sarebbe se il passo successivo fosse un sentimento di superiorità globale. Nel senso che un conto è avere una valutazione oggettiva per cui io mi sento migliore di Tizio, altro è se io, in quanto appartenente al gruppo A mi sento superiore a Tizio solo in quanto egli appartiene al gruppo B.