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La bagarre rossobrunata sugli inceneritori

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Non che questo cambi la sostanza del discorso, ma non capisco da dove viene il dato di 0,68 sul recupero energetico. Immagino l'unità di misura corretta sia kWh/kg, ma se da 5,4 milioni di tonnellate inceneriti si ricavano 4,6 milioni di MWh di energia elettrica e 2,2 milioni MWh di energia termica, il rapporto dovrebbe essere (4,6*10^9 + 2,2*10^9) kWh / 5,4*10^9 kg = 1,26 kWh/kg. Cosa mi sfugge?

Buongiorno Filippo, ti ringrazio per l'osservazione ma non sono né chimico né ingegnere. Da circa 6 mesi lavoro lato finanza al revamping di 2 centrali. I dati che ho riportato (KWh/kg) sono quelli contenuti nel rapporto ISPRA e i miei tecnici me li hanno confermati. Trovi la tabella completa all'interno del rapporto

In realtà non è un calcolo semplice ed immediato. E’ un parametro che è stato inserito nella direttiva 2008/98/CE (Direttiva quadro sui rifiuti) che, per la prima volta definisce la differenza tra incenerimento a terra (categoria D10), che è essenzialmente uno smaltimento, e recupero energetico (categoria R1) cioè il rifiuto che ha una “Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia”, mettendo un punto alle infinite diatribe nate dalla distinzione. Il discrimine giace proprio nell’efficienza di recupero energetico, che deve essere superiore a dei livelli minimi, stabiliti sia per gli impianti nuovi sia per gli impianti in esercizio. Il Calcolo di questa efficienza (cioè il valore riportato dal post) deriva da un algoritmo in cui vengono presi in considerazione input ed output energetici opportunamente pesati. In pratica si tratta di un bilancio energetico tra entrate ed uscite su base annua. Per essere considerato impianto di categoria R1 il valore minimo è stato fissato a: 0,60 per impianti in esercizio ed autorizzati in accordo alla normativa comunitaria vigente prima del 1 gennaio 2009 e 0,65 per impianti autorizzati dopo il 31 dicembre 2008. Senza entrare troppo in tecnicalità, comunque i nuovi impianti dovranno essere molto efficienti, e la destinazione e il tipo di energia prodotta (elettrico o termico) è funzione delle esigenze locali. Data la definizione dell’algoritmo di calcolo, la produzione di energia termica offre dei vantaggi perché permette di arrivare più facilmente al valore di efficienza richiesto. Per questo i paesi del Nord Europa (più orientati per evidenti motivi a produrre calore) sono più favoriti dalla definizione e, paradossalmente, favoriscono l’invio di rifiuti dal Sud Europa poiché l’incenerimento dei rifiuti urbani raggiunge più agevolmente lo status di operazione di recupero.

Grazie.

michele boldrin 20/11/2018 - 17:28

A questo servono i commenti, vi ringrazio.

A pag.85 del Rapporto Rifiuti Urbani ISPRA 2017 è riportato il dato di 5.403.862 t inviate ad incenerimento.

Invece a pag. 120 i dati sono: 6,203 milioni di tonnellate trattate con un Recupero Energetico di 4,542 mil di Kwh elettrici e 2,161 milioni di Kwh termici prodotti, per complessivi 6,703 milioni di kwh.

Il rapporto medio risulta perciò: 6,703/ 6,203 Kwh/Kg = 1,08 Kwh/Kg, pari al Re Energetico per Kg indicato nella Tab 3.3.5 (0,73 + 0,35).

Invece il rapporto 0,68 è quello relativo al solo Recupero Energetico elettrico di 1.654.969 MWh elettr diviso 2.443.356 tonn trattate negli impianti con ciclo di cogenerazione; valori riportati nella stessa Tab.

Almeno così mi sembra.