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Compagno Mussi, ripensaci!

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Queste sono cose su cui tendiamo a essere d'accordo, qui a nFA. E quindi concordo con Gianluca, Michele, e Giorgio. Non lo metterei per iscritto se non perche' tirato in gioco da Mauro (grazie - a parte che per avere messo moro davanti a me; chissa' perche' poi - si' scherzo che tanto nei papers veri e' il mio il nome davanti). Comunque, perche' nella proposta di andrea e mia (vedi Mauro, suona male, mia e di andrea e' meglio) si richiede l'intervento dello stato? Sara' che io ed andrea siamo tra quelli che pensano che il social planner e' lo stato? no (l'ho insegnato ai miei undergraduates un'ora fa che il social planner non e' lo stato)! Il problema e' che il prestito per lo studio non e' garantito da nessun collaterale (a meno di rimammettere la schiavitu'). Le banche quindi non potrebbero recuperare facilmente i propri crediti. Per questo non ci sono mercati per credito allo studio ben sviluppati. Ecco dove entra lo stato: lo stato puo' recuperare i crediti per le banche o chi altro attraverso le tasse.

Questa e' una cosa che uno stato fa bene, tassare! Se poi lo stato e' quello italiano, che non riesce a fare nemmeno quello (nel senso che tassa tanto alcuni e nulla altri), si potrebbe ridurre il valore capitalizzato del prestito dalla pensione. Altre cose si possono fare, ma questa e' l'idea.