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Rivoluzionare, non riformare, il mercato del lavoro in Italia

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Da (modesto) economista, concordo sul piano tecnico con la vostra analisi e proposta. I miei dubbi - e sottolineo dubbi, non ho certezze al riguardo - sono di altro genere: gli USA (paese che ammiro incondizionatamente) o la Gran Bretagna sono davvero il modello di società da proporre in questo momento storico per l'Italia? Non parlo da economista: tacciatemi di "ateo devoto" o di "ratzingeriano di ritorno", ma dal settembre 2001 cerco di guardare a tali questioni spogliandomi per quanto possibile delle robuste convinzioni economiche (che in fondo credo coincidano con le vostre: il mio nickname dovrebbe essere self-explaining, anche se nessuno dei due era "solo" un economista) ed adottando una visione più complessiva. La butto lì a titolo di esempio e, ripeto, senza avere una risposta in tasca: quanto è compatibile difendere i valori occidentali, p.e. la famiglia e l'educazione tradizionale dei figli, obiettivo per me imprescindibile di fronte alla realtà dello scontro di civiltà in atto, con un sistema economico che spinge (meritoriamente sul piano della mera efficienza economica) alla mobilità p.e. territoriale? Se la forza della società italiana è nelle piazze e nei campanili, è davvero desiderabile creare generazioni di individui senza radici? Parafrasando un vostro esilarante pezzo di qualche giorno fa, dal punto di vista del "capitale sociale" da preservare non è in fondo meglio che il figlio del farmacista faccia anch'egli il farmacista, e il figlio dell'operaio faccia l'operaio, ecc., ecc. se questo consente di preservare una rete di valori e relazioni sociali secolari? Voi direte: assolutamente no, perché un sistema sociale mummificato non progredisce economicamente e quindi è destinato a perdere anche nell'(immagino per voi solo eventuale) scontro di civiltà. Io dico: e chi ci dice che il tipo di progresso in grado di farci vincere lo scontro sia (solo) quello di tipo economico? E se invece servisse un progresso (o una mera difesa) di tipo morale/culturale? Dico questo perché temo davvero che in un paese ormai marcio e quasi privo di valori come l'Italia riforme economiche come quelle che voi proponete potrebbero distruggere anche il residuo di "radici culturali" che ci rimangono. Mentre le stesse riforme, in nazioni con un sistema sociale, culturale e di valori condivisi molto più robusto come gli USA, i paesi anglosassoni in genere, ma anche alcuni stati europei (p.e. l'auspicabile futura Francia "all'americana" di Sarkozy), non possono che avere effetti positivi, non sono affatto certo che da noi il risultato non sarebbe il definitivo collasso della società italiana, con la resa di fronte al relativismo culturale e, più tardi, di fronte al "nemico tra noi".  

A mio modesto parere la "nuova famiglia italiana" non è proprio un
bene da proteggere. Proprio in questi giorni i giornali sono pieni di
episodi di bullismo a scuola e stupri da parte di ragazzini minorenni a
compagnette di scuola. I commenti dei genitori degli stupratori? "La
scuola sa solo punire!!!". Ma siamo matti, adesso la colpa è della
scuola e non della famiglia. E poi, se andiamo a vedere il consumo di
droga nelle discoteche frequentate da minorenni (purtroppo non ho dati
ma hoi ricevuto l'informazione da persone che ne hanno accesso), parlo
di cocaina, il consumo è altissimo. Chi glieli da i soldi a costoro se
non i genitori? 50 o 100 euro alla settimana? Io fino a 18 anni vedevo
tra le 10000 e le 20000 lire a settimana e zitto. E non ditemi che
adesso c'è l'euro!!!

Insomma, non mi sembra che la famiglia
italiana odierna rappresenti questa grande risorsa da proteggere.
Proteggere poi da cosa? Da una riforma che crea occupazione e che ti
obbliga a spostarti da Bari a Milano nella peggiore delle ipotesi? E
poi diciamoci la verità, ora come ora si spostano i migliori, chi va
all'estero e chi migra nelle grandi città per trovare un lavoro che si
addice alle sue capacità. Di questi non vogliamo curarci? Ci
preoccupiamo solo di coloro che poverini, potrebbero essere costretti a
spostarsi data una riforma che crea più occupazione e ricchezza per
tutti? Non mi sembra proprio il caso.