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Rivoluzionare, non riformare, il mercato del lavoro in Italia

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Da un punto di vista GE, una condizione necessaria per far funzionare le cose proposte è, dopo aver cancellato lo statuto dei (non)lavoratori, una profonda riforma del processo civile. Se vengo licenziato e voglio portare in giudizio il datore di lavoro diciamo per discriminazione di qualche tipo, devo essere certo che la mia causa, se ha merito, verrà giudicata prima di una decina d'anni!!

Altro punto marginale ma (per me almeno) logicamente interessante: come la mettiamo con i contratti tenure? Negli US, a parte i giudizi di supremi court (forse anche i giudici federali, ma su questo non sono certo), tutti i contratti sono at will meno quelli tenure all'università. Si, lo so, l'impegno è sul non licenziare i tenure professors, non sull'adeguare le loro remunerazioni a market value e neanche all'inflazione, per non parlare del fatto che gli si può aumentare molto il carico didattico. Nonetheless, sapete meglio di me quanto difficile sia fire a tenure professor (do you remember graciela, michele?). Che ne pensate? C'è qualche paper su questo? Io ricordo solo, nella notte dei tempi, un paper di Piero Tedeschi al riguardo, molto complicato e, per quanto mi ricordo, non molto conclusive...

Comunque, anche se non serve dirlo, sono d'accordo in pieno sul modello (di partial equilibrium) proposto in questo articolo.

caro stockli,

siamo d'accordo sulla riforma del processo civile - mi pare di ricordare che la durata media di un processo civile oggi in Italia si aggiri sugli otto-nove anni... D'altronde avevamo specificato che ci limitavamo al mercato del lavoro, senza elencare tutti i campi di possibili (e dolorosamente necessarie) riforme. 

L'esempio della tenure e' ovviamente interessante. La motivazione che si usa di solito e' che la tenure e' necessaria per fornire gli incentivi giusti ad intraprendere progetti di ricerca di lungo respiro e molto rischiosi, che senza tenure magari non verrebbero fatti con possibile perdita per lo scibile umano (p.e., la prova dell'ultimo teorema di Fermat...). 

Per quanto riguarda gli strumenti a disposizione dell'universita' che volesse liberarsi di un professore nullafacente, a parte quelli che hai menzionato tu c'e' anche la possibilita' di chiudere un intero dipartimento, cosa che a volte e' stata utilizzata con successo.