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Rivoluzionare, non riformare, il mercato del lavoro in Italia

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Siro Pillan 4/12/2006 - 22:30

Nell'articolo non ho notato riferimenti ad alcuni fenomeni che invece a me sembrano evidenti (almeno stando qui in Italia a lavorare cercando nel frattempo altri impieghi). Mi riferisco al sorgere come funghi di "negozi" (più che agenzie) di lavoro temporaneo, lavoro interinale e simili. Ce ne sono un'infinità: è un tentativo maldestro di andare nella direzione da voi indicata, creando un "ricircolo" di impieghi e una varietà di soluzioni collaborative? O è semplicemente uno dei tanti modi di creare posti di non-lavoro? Anche perchè la maggior parte degli posti di lavoro in circolazione sono proprio per essere impiegati nelle agenzie stesse a fare selezione di personale o ad aprire nuovi sedi d'agenzia: chi cerca lavoro ci ritrova a fare il selezionatore o a cercare lavoro per altri... che, se ne trova uno, forse se lo tiene.

Quanto a categorie e sindacati, la mia drammatica esperienza (centinaia di persone in contratto di solidarietà, 6 mesi senza stipendi, azienda in amministrazione straordinaria, continue proroghe sulla presunta nostra acquisizione da parte di qualche altra azienda...) non può che confermare tristemente la loro utilità e la (meglio "il") loro fine.

Le agenzie di lavoro "interinale" come credo le chiamino evidentemente nascono perche' c'e' domanda, no? Altrimenti come sopravviverebbero se non ci fossero imprese che usano i loro servizi e che pagano per essi? Insomma, dubito che siano una specie di machinetta che si autoalimenta a meno, beh a meno che qualche leggina o qualche codicillo della Biagi o della Treu non abbia creato finanziamenti e sussidi per questo tipo di imprese, nel qual caso il loro eccessivo ed inutile moltiplicarsi si spiegherebbe con l'ennesima prebenda. Ma non sono a conoscenza di tale sussidio.

Il secondo paragrafo e' troppo "ermetico", quindi non capisco cosa vuoi dire ...

 

Per il secondo paragrafo ermetico... niente di speciale. Solo che la mia esperienza diretta mi ha confermato quel che viene da voi detto riguardo l'utilità dei sindacalisti e delle categorie e la loro fine (cioè quella di finire in ministeri o in qualche dirigenza).