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Rivoluzionare, non riformare, il mercato del lavoro in Italia

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Tirata d'orecchi accettata, anche se non prometto di non rifarlo nel futuro lo stesso errore. Cerco di spiegare perche' (l'altro pezzo della spiegazione si trova come risposta ad una osservazione, speculare alla tua, fatta da Nicola Lacetera nel dibattito su Stuyvesant).

Avevo notato, come se ne notano altri, ma uno prova a far finta. A volte c'e' chi ama "tirar di fioretto", facendo ironie e battutine da furbetto, pero' con l'intenzione di discutere seriamente. E' una specie di autodifesa iniziale, superata la quale la persona si rilassa e riesce a discutere sulle cose concrete, sui fatti-dati-teorie e lascia stare le battutine. C'era un 50% di probabilita' che il "pau flaccido" (tutti con questa mania dei nomi finti, mi sto un po' stancando ... ah, sto dibattendo con un altro nome finto ora che ci penso!) volesse discutere sul serio, quindi ho fatto hedging: ho risposto facendo finta di niente, ma just in case ho messo anche io le mie battutine. Ha risposto rincarando la dose ed ora, alle mie risposte che mi sembrano piu' che serie, vedo che non risponde. Diciamo che assegno un 12.7% di probabilita' al fatto ce lo faccia questa settimana ... 

Sull'opportunita' di fornire dati alternativi per dibattere: ti sbagli. Non vedo proprio in che senso si possa argomentare scientificamente contro un'ipotesi se non si ha almeno un'ombra di evidenza che la metta in dubbio. Nel caso del mercato del lavoro non sostengo che tale evidenza contraria alle nostre politiche esista, ne esiste e la conosco. Ed ho deciso che e' di gran lunga insufficiente a farmi cambiare idea. Se qualcuno ha dei dubbi sulla posizione che avanziamo deve almeno spcificare su CHE COSA si REGGANO tali dubbi, non ti pare? A me sembra che o si reggono su errori logici o di teoria che facciamo - nel qual caso, ci si dica dove sono tali errori o tali ipotesi dubbiose - o su evidenza empirica che contraddice quella che noi riportiamo - ed anche qui ritengo legittimo dire: mostrami l'evidenza. 

Dubitare e' bene, ma vi sono due livelli del dubbio. Quello a cui ti riferisci, il dubbio del ricercatore che non e' mai contento, che mette sempre in discussione i propri risultati, e' perfettamente salutare e legittimo. Ma inutile e paralizzante in una discussione di politica economica, visto che quest'ultima richiede PRENDERE DECISIONI ed AGIRE. Dire semplicemente: forse hai ragione, ma io comunque dubito e' una posizione utile per scrivere il prossimo paper, o per andare a cercare nuova evidenza su cosa determina il lavoro precario o un basso tasso di occupazione femminile. Ma finche' non hai fatto questa ricerca, tale tipo di dubbio e' inutile e paralizzante in una discussione di politica economica. Se gli ingegneri dovessero attendere che i fisici risolvano tutti i loro dubbi sulla struttura sub-atomica della materia, mai costruirebbero ponti. Non e' obbligatorio fare politica economica, ma se si fa e si dibatte di essa occorre seguire la regola "ci vogliono un modello e dei dati per prendere decisioni". Il che ci porta al secondo livello di dubbio, quello ingegneristico, che si applica al caso in questione. Se pensi che il ponte che sto suggerendo di costruire non regga devi darmi almeno una ragione tecnica precisa che giustifichi il tuo dubbio. Non puoi limitarti a dire "non ci credo, troppo facile, dubito ...". Mi spiego?

 

Il mio nome è Siro e il nick siracide non ne è poi così lontano anzi; tu potevi firmarti mike e sarebbe stato uguale. E poi, la presenza o meno del nome reale, in verità non conicide necessariamente con un non-anonimato... per quello ci vorrebbe ben altro... forse anni di amicizia... ma qui andremmo lontani.

Riguardo ai "dubbi" capisco cosa intendi, ma esistono anche i "dubbi" (forse è la parola "dubbio" a non essere la più azzeccata) di chi non comprende tutto, o almeno non tutto in modo così evidente, senza avere conoscenze e dati, senza per questo voler andare contro un'ipotesi, ma anzi proprio per poterla comprendere meglio e abbracciarla incondizionatamente. Sono quei dubbi che vengono quando non afferri qualcosa; se sapessi cosa forse avrei già risolto il dubbio. Non mi sembravano proprio questo il tipo di dubbi di "pau flaccido", che forse un po' ci giocava; però, pur non fornendo dati, poneva alcune domande. Ora, pur supponendo che potesse avere o meno delle risposte contrarie o meno alle tue, e ad ogni domanda si poteva comunque rispondere... come poi hai fatto.