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Rivoluzionare, non riformare, il mercato del lavoro in Italia

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Ho l'impressione che, forse perche' predicavamo ai convertiti, il nostro pezzo collettivo sul mercato del lavoro abbia sollevato meno dibattito e polemiche di quante ci aspettavamo. Bene, male? Male, credo, in quanto e' probabile che questo sia dovuto al fatto che la maggioranza di chi ci legge queste cose le aveva gia' capite.

Il che conferma che ci legge una sparuta minoranza ... beh, PARLATENE AD AMICI E COLLEGHI CHE NON CONDIVIDONO!

Ad ogni buon conto, ecco un altro e ben fatto lavoro empirico che conferma, con dati e metodi nuovi, il punto su cui insistiamo e CHE entra anche nel dettaglio di come i mercati del lavoro rigidi facciano male ai lavoratori. [Micco&Pages]

Non credo proprio di poter essere io a far diventare grande questo dibattito. Dici "male perchè la maggioranza aveva già capito queste cose"... è un male questo? Forse solo perchè temi che a leggere queste pagine siano i soliti che già le condividono; per il resto altrimenti credo sia un bene, anche se non penso che basti capirle e condividerle per cambiare le cose... c'è un modo per fare arrivare questi vostri "studi" a "chi" può far qualcosa (ammesso che voglia far qualcosa)?

Io, credo, non le avevo già capite, ma leggendo mi sono sembrate abbastanza chiare (quasi ovvie?), come se in fondo sospettassi già che fosse così. Inoltre mi è venuto quello spunto di curiosità sulle agenzie di lavoro temporaneo o interinale... ammessa la loro validità, non possono essere un primo passo per la flessibilità del mercato del lavoro? Ma vorrei saperne di più sul perchè ce ne siano così tante... non credo alla semplice "domanda-offerta"... del resto è pur sempre un intermediario tra datore di lavoro e lavoratore e non credo che questo sia sempre utile e/o conveniente.