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L'esecuzione di Saddam, il governo italiano e Cesare Beccaria

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"...atti di guerra e come tali vanno letti. Si puo' benissimo opporvisi in
termini tattici e persino strategici, ma quella opposizione e' assai
diversa..."

In entrambi i casi si usano mezzi inefficaci che in piu' hanno lo svantaggio morale di mettere il pubblico sullo stesso piano del deviante.

"Per chi ha una opposizione di principio alla pena di morte, meglio
averla su basi strettamente etiche di ordine deontologico e non
utilitarista."

Per me questa frase e' completamente priva di significato.  E su cos'altro la fondi un'etica se non su principi di convivenza civile che tu chiami "utilitaristi"?  Su arbitrari principi religiosi?  Su polverosi libri sacri scritti da pastori e beduini?  Ma non scherziamo.

 

 

 

Gentile sig. PAolo, evidentemente o non coglie Lei il punto o non mi spiegai io a sufficienza.

Vi sono due (almeno) fonti di quello che lei chiama etica.

Una
e' utilitarista: deriva da principi che si possono sottoporre a
verifiche computazionali seguendo il precetto che il bene e' il massimo
possibile livello di felicita'/benessere per il massimo possibile
numero di rilevanti individui.

Una e' deontologica e deriva
dall'idea che vi sono doveri che *non* dipendono dal benesser di
nessuno. E' direttamente sbagliato, exempli gratia, torturare un
innocente anche se, "ipoteticamente parlando" si potesse dimostrare che
c'e' un trade-off positivo. Se vuole ancora piu' esplicite
considerazioni. Si verifichi, in questa ipotesi, che un grave atto di
pedofilia avviene nel paese di X e tutta la popolazione del paese di X
ricevera' 1 miliardo di unita' di piacere/benessere/felicita' nel
vedere un personaggio detto essere il colpevole torturato sulla piazza
del mercato da 200 bambini armati di Black & Decker.

Bene, supponga che la persona torturata soffra 900 milioni di unita' di dolore.

L'utilitarista
dice che e' bene torturarlo, il deontologista dice che ' sbagliato e
che vadano pure a quel paese sia gli abitanti di X che la felicita'
potenzialmente enorme degli abitanti di X.

Per la cronaca (ma che cosa insegnano al liceo?):

Chi
ha "inventato" l'utilitarismo e' J. Bentham; chi ha "inventato" la
deontologia e' I. Kant. Nessuno dei due, secondo recenti studi, era
pastore, o beduino.

I loro libri hanno zero polvere perche' vengono consultati spesso assai sia al loro tempo che ai giorni nostri.

 

Accetto la distinzione (un po' meno il lei ma pazienza), pensavo il punto di riferimento fosse un altro.  Non so cosa insegnino al liceo di questi tempi, dato che non sono entrato in uno purtroppo da diversi decenni.

Direi anche che si puo' fare molto meglio dell'utilitarimo "ingenuo", ma forse questo merita un altro thread.

Cheers,