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L'esecuzione di Saddam, il governo italiano e Cesare Beccaria

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"A me non sembra così ovvio: il rischio che muoiano persone innocenti
c'è anche rimettendo in libertà i criminali pericolosi. Se la
preoccupazione è quella di giustiziare un innocente, è sufficiente
aumentare lo standard of proof richiesto per la pena di morte. Chiaro
che la certezza assoluta non ci sarà mai, ma lo stesso vale per
l'ergastolo."

Certo, ma con l'ergastolo gli innocenti possono essere rimessi in liberta' e (fino a un certo punto) indennizzati. Con la pena di morte non funziona: errore irreversibile.  Lo dici anche tu che i criminali (la maggior parte) vivono "nel momento".  Se non hanno paura della pallottola, immagina di una burocrazia lenta e con buone componenti random.  

Scansi anche il problema delle disuguaglianze: finche' a parita' di crimine certa gente viene giustiziata e altra no, ed e' statisticamente chiaro che la cosa e' strettamente legata a fattori di pelle e di censo, allora il sistema e' gia' cosi' guasto che va immediatamente bloccato.

Quanto alla difesa personale, purtroppo le statistiche sembrano indicare che si fanno piu' vittime armando la popolazione di quante se ne salvano prevenendo il crimine. Ma quella e' una discussione da fare, a questo punto la pena di morte che e' palesemente applicata in modo ingiusto, dove gli errori sono irreversibili, e che e' provato non funziona come deterrente, e' qualcosa da non considerarsi nemmeno.

Ciao