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Microfoundations XIII: Caruso ha ragione

15 commenti (espandi tutti)

E un'altra domanda a Axel, se gli capita di leggere. In Italia è un'aggravante il fatto che la vittima dell'omicidio sia un poliziotto? Se non sbaglio in diversi stati degli USA l'assassinio di un poliziotto porta automaticamente alla pena massima (ergastolo o morte).

@ Sandro

la risposta è si. Art. 61 codice penale, che prevede le circostanze aggravanti comuni e consente al giudice di aggravare la pena di un terzo per 

l'avere commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di un pubblico servizio, o rivestita della qualità di ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato, ovvero contro un agente diplomatico o consolare di uno Stato estero, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio

 

@ Michele

L'omicida si farà probabilmente 6 anni di carcere.

Se il recluso ha una buona condotta, ha diritto ad uno sconto di pena di 45 giorni per ogni sei mesi di reclusione. Giunto a metà pena (sconti inclusi) può chiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali, purchè abbia un lavoro e una casa dove andare, ergo circa sei anni di galera per una pena di 14 anni.


Sabino, grazie per la conferma.

Essere delinquenti, in Italia, conviene.

Se ammazzava uno "normale" a randellate cosa si faceva, 4 anni e mezzo?

Poi vi domandate perché il paese va di merda e dominano i violenti, i ladri, i mentitori, gli imbroglioni e tutta la feccia possibile?

Colpa vostra, avete deciso di non punirli. Sulla base di un buonismo tanto intellettualmente cretinoide quanto personalmente e socialmente suicida, la "pancia" catto-buon-socialista del paese ha depenalizzato tutto a partire dai primi anni '70. Passin passetto, ogni qualche anno c'era qualche predicatore mezzo cattolico e mezzo comunista, in generale "buono" ed amante di uomini ed animali, che vi spiegava, convincendovi, che i criminali sono vittime della società. E voi, tontoloni, pensavate a Lazarillo de Tormes invece di farvi venire in mente Verdini, Scajola, Dell'Utri, Mastella, Craxi ... e via via, sino a BS ... Bravi geni!

Ed i criminali cosa han fatto? Si son detti, tentiamoci, questo è il paese per noi! Tanto mal che vada ci facciamo qualche mese di galera. Gli è andata bene, han vinto loro. Vi hanno occupato lo stato ed ora lo gestiscono loro in vostro nome e per loro conto. Ed a quelli che dicono che occorre metterli in galera li chiamano "forcaioli", "manettari", e troiate del genere. Colpa vostra, tutti a piangere per Tortora (un fottuto errore di un sistema che già al tempo andava disgregandosi) e Verdini trent'anni dopo vi risponde che lui se ne frega, mentre il suo capo vi chiude il parlamento in faccia E gli italiani? Gli italiani tutti zitti e tutti contenti!

Imparate la lezione: al prossimo parlamento chiedete di inasprire le pene per TUTTI i reati, di ri-penalizzare quelli che son stati depenalizzati e di RIDURRE le fottute garanzie procedurali che il codice offre agli accusati. Vedrete che avrete meno BS (ed anche meno D'Alema) al potere nei decenni a venire. Parola.

E queste informazioni biognerebbe darle anche ai coglioni che si accaniscono contro gli immigrati e basta proteggendo invece gli italioti nell'impunità non comprendendo che il clima di buonismo imbelle e demenziale ha reso il paese il rifugio ideale di ogni criminale del pianeta.

Con l'80% di reati impuniti che si preoccupino anche della certezza della pena... Aritmetica alla mano mi sembra che la priorità sia questa, oltre, magari, a considerare il falso in bilancio un reato, che non sarebbe male...

Essere delinquenti, in Italia, conviene.

Concordo.  Oltretutto l'Italia e' ai vertici mondiali di attrattivita' per i delinquenti e allo stesso tempo il Paese che respinge di piu' e se possibile espelle le persone oneste e qualificate.

Imparate la lezione: al prossimo parlamento chiedete di inasprire le pene per TUTTI i reati, di ri-penalizzare quelli che son stati depenalizzati e di RIDURRE le fottute garanzie procedurali che il codice offre agli accusati. Vedrete che avrete meno BS (ed anche meno D'Alema) al potere nei decenni a venire. Parola.

Non sono d'accordo.  Questa raccomandazione, se si estende a tutto e quindi non solo all'omicidio, e se non contempla altri aspetti della giustizia, e' perfino negativa, segue il modello italianissimo delle leggi draconiane che poi anche perche' draconiane vengono temperate dalla generale inosservanza, e ovviamente anche interpretate per gli amici.  In Italia convivono leggi severissime (spesso per reati meno gravi da un punto di vista sostanziale) con una amministrazione della giustizia inefficiente, iniqua, con tempi troppo lunghi.

Cio' di cui l'Italia ha piu' bisogno e' di una giustizia efficiente, soprattutto equa e non intepretata per gli amici e nemmeno aggravata per i nemici, e che si applichi in tempi ragionevolmente brevi (basta la media europea dopo aver tolto i dati italiani).  Avere giustizia rapida, efficiente e soprattuto equa e' molto piu' importante di aggravare le pene.  Se la giustizia fosse stata rapida ed efficiente, anche se le pene fossero state inferiori, molte persone oggi a piede libero sarebbero state in galera per alcuni anni e sarebbero state eliminate almeno dalla vita politica (almeno sia consentito sperarlo).  Con le inefficienze ed iniquita' presenti nella giustizia italiana invece, indipendentemente dal livello delle pene,  abbiamo come risultato il bordello (cit. Economist) che possiamo osservare oggi.

Non sono d'accordo.  Questa raccomandazione, se si estende a tutto e quindi non solo all'omicidio, e se non contempla altri aspetti della giustizia, e' perfino negativa, segue il modello italianissimo delle leggi draconiane che poi anche perche' draconiane vengono temperate dalla generale inosservanza, e ovviamente anche interpretate per gli amici.  In Italia convivono leggi severissime (spesso per reati meno gravi da un punto di vista sostanziale) con una amministrazione della giustizia inefficiente, iniqua, con tempi troppo lunghi.

Cio' di cui l'Italia ha piu' bisogno e' di una giustizia efficiente, soprattutto equa e non intepretata per gli amici e nemmeno aggravata per i nemici, e che si applichi in tempi ragionevolmente brevi (basta la media europea dopo aver tolto i dati italiani).  Avere giustizia rapida, efficiente e soprattuto equa e' molto piu' importante di aggravare le pene.  Se la giustizia fosse stata rapida ed efficiente, anche se le pene fossero state inferiori, molte persone oggi a piede libero sarebbero state in galera per alcuni anni e sarebbero state eliminate almeno dalla vita politica (almeno sia consentito sperarlo).  Con le inefficienze ed iniquita' presenti nella giustizia italiana invece, indipendentemente dal livello delle pene,  abbiamo come risultato il bordello (cit. Economist) che possiamo osservare oggi.

secondo me il sig. lusiani ha colto il punto.

 

In generale sono d'accordo ma farei un appunto sull'uso come esempio del "caso Tortora".

Il piangere per Tortora non mi sembra aver influenzato in senso "tollerante" le pene italiane.

Il caso Tortora avrebbe dovuto influenzare in senso più garantista il processo penale ,in quanto Tortora è stato vittima di un utilizzo sbagliato della legge sui pentiti e di una condanna su prove indiziare o mancanti (la famosa foto con i camorristi mai vista da nessuno) in sostanza la prima vittima di un processo mediatico. Dico "avrebbe dovuto" perchè, a mio avviso, la situazione dei processi italiani è molto cambiata ma poco migliorata da allora.

Colpa vostra, avete deciso di non punirli. [...] E gli italiani? Gli italiani tutti zitti e tutti contenti!

notizia fresca dell'ultima ora, a supporto di queste parole da scolpire su marmo ad imperitura memoria:

Il processo a Mastella che non s'ha da fare.

La faccia di bronzo della classe politica non conosce limiti, ma se tutto cio' avviene non posso fare a meno di pensare che la colpa sia tutta degli italiani.

Esatto.

E, guarda caso, qualcuno fa apparire il pollo morto giusto davanti a casa con il cartello demenziale. Ed il Corriere che fà? Rapido, rapido ci racconta della povera vittima (che non è il pollo, quello sta lì a far la parte degli italiani ...)

P.S. Ti ho messo apposto i links nel commento ed eliminato l'altro.

evidentemente l'amico fraterno Della Valle non sta nel Patto di Sindacato RCS per fare numero

Sempre a supporto della tua riflessione, ricordo un messaggio di Bruno Tinti dal blog del "Fatto". Racconta di un incontro con un cittadino americano (molto edotto sugli usi e costumi italiani), e di alcuni commenti di quest'ultimo. Ebbene, secondo il punto di vista "anglosassone", il nostro essere "catto-qualsiasicosa" si riflette pesantemente sul nostro modo di concepire la giustizia. Il cittadino conclude cosi', racconta Tinti:

Il problema vostro è la confessione. Voi vi comportate male ma poi avete il vostro mediatore privato con Dio. Andate da lui, gli raccontate tutto e vi dichiarate pentiti. E lui vi perdona e vi dice: va e non peccare più. Non aggiunge, ma è implicito, però se pecchi torna qui che l’aggiustiamo. Da noi, se uno si comporta male il problema è serio. Che fa, si autoassolve?”.

 

Il post (un po' piu' articolato della mia misera descrizione) lo trovate qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/quanto-pesail-vaticano-una-pa...

(ri-chiedo scusa, ma non so come si setta il link breve sull'interfaccia NfA...)

Teoria un po' tirata per i capelli direi. Sono Cattolici anche in Francia, Spagna, Baviera, Westfalia, Croazia Austria, Canton Ticino e direi che l'atteggiamento in questi paesi è ben diverso da quello che abbiamo in Italia.

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Beh, "Teoria" in questo caso mi pare una parola grossa... Sono delle amene considerazioni che comunque potrebbero contenere un barlume di vero. Riguardo i Paesi che citi, gli altri non so, ma qui in Francia mi paiono radicalmente laici. Non anticattolici, semplicemente se ne fregano... non e' piu' nella loro cultura. Niente catechismo fin da piccoli, niente messa domenicale, niente ora di religione. Il papa e' qualcosa di lontano, quasi una figura folkloristica. Leggevo anche che l'apostasia e' in aumento. La Francia mi sentirei di definirla come un popolo fieramente laico.

Parlo del cittadino medio, poi una minoranza di praticanti ci sono pure qui anche se con forme e modi meno fanatiche del papa-boys o del ciellino italico. Le messe sono per lo piu' vuote e frequentate da anziani: il ricambio generazionale non e' automatico e immagino che, passata questa ondata, gli gia' esigui praticanti riceveranno un duro colpo. Gia' c'e' penuria di preti e nei piccoli comuni uno solo deve letteralmente "fare i turni" (una domenica qui, una domenica la'...).

E comunque una anomalica storico-socio-politica come il Vaticano mi concederai che ce l'abbiamo solo ed esclusiavamente Noi.

PS: grazie per la dritta sul link.

E' che trovo abbastanza stucchevole questo ridurre tutto alla nostra mentalità cattolica, che hanno molti protestanti. Un loro piò desiderio retaggio delle diatribe religiose dei secoli scorsi, almeno in mancanza di prove. La lunga formazione cattolica influenza il nostro agire in molti ambiti, ma non sempre, e non in tutti come credono (sperano) loro.

Mi viene in mente Carlo M. Cipolla che disse, a proposito del commercio con le indie: quando lo fanno i Veneziani si tratta di "avidi commercianti", quando lo fanno gli olandesi si tratta di etica protestante :-)

Nel caso in questione tutti questi paesi sono di formazione cattolica, ma non hanno quel buonismo malsano che abbiamo in Italia. Lo stato del Vaticano tanti danni ha fatto e fa ma, nello specifico, è l'ultimo stato della penisola a abolire la pena di morte (e non molto tempo fa, e nemmeno troppo esplicitamente).

Io credo che la situazione italiana sia singolare in quanto negli anni si è creduto all'uomo naturalmente buono vittima della società (convinzione credo di matrice marxista) . Chi era bambino come me nei 70 si ricorderà tutti i discorsi su queste povere vittime della società tipo gli ultrà, Vallanzasca, le BR, i mafiosi, tant'è che ancor oggi si dicono frasi come "se chiudesse Termini Imerese i lavoratori finirebbero come manovalanti della mafia"!

PS

In Francia sono laici ma, non facciamo confusione, da noi non è laico lo stato ma la gente si comporta abbastanza laicamente per quanto la riguarda. Le regole come sempre in Italia valgono per gli altri. Togliessero l' 8 per mille ed introducessero la decima (come nei paesi di lingua tedesca) sarei curioso di vedere cosa succederebbe. Non siamo "bigotti" siamo "ipocritamente bigotti"