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Il suicidio e la chiesa. La sostanza e la forma

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Possibile che, nel caso della Chiesa Cattolica, ancora si parla di cio' che e' avvenuto piu' di 100 anni fa? Come ho gia' affermato in un post precedente, mi e' sembrato assurdo che Papa Giovanni Paolo II (che qualche ** chiama signor Wojtila, gli stessi che, mostrando uno stupido irrispetto chiamano l'attuale papa il Sig. Ratzinger o, Joseph Razinger...che ci andare a prendere il caffe' insieme?, ma questa e' solo una parentesi) abbia chesto scusa per presunte colpe di suo antichi predecessori. Per favore, parliamo della chiesa di oggi

La chiesa cattolica, figliolo, non e' nata ieri. La chiesa di oggi e' la stessa della chiesa di ieri, e dell'altro ieri. Senno' casca il palco su cui il suo rivelato messaggio si regge. Che io sappia il fondatore della chiesa (ossia, colui il quale si fece carico di rivelare il messaggio) viene accreditato di esistenza sulla terra circa 2000 anni fa. Allora rivelo' il messaggio, allora scelse la pietra sulla quale fondare la sua chiesa. Da allora, pietra dopo pietra, vi e' solo continuita', rivendicata peraltro dalla chiesa medesima, che almeno questo minimo di coerenza dimostra di possedere. Nessun altro fondatore sembra essersi rivelato in questo periodo di interim, per informarci che il messaggio del precedente aveva dei refusi e che tutto quanto era stato fatto era un equivoco, e che insomma ricominciamo da capo. 

Non c'e' via di scampo, la chiesa che torturava, inquisiva e condannava a morte e' la stessa medesima chiesa di oggi. Non hanno fatto una rifondazione attorno al 1950, nessuna Bolognina o Godesberg nel mezzo. Visto che, nei suoi 2000 anni di vita, ha ampiamente giustificato ed usato tortura e condanna a morte per almeno 1500 degli stessi (e' oscuro e non facilmente documentabile cosa esattamente abbia combinato sino a Costantino, piu' o meno) la domanda a cui ti rifiuti di rispondere e' perfettamente legittima. La coerenza, se non di vita almeno logica, e' un requisito necessario per una discussione intelligente ed utile fra persone adulte. Mi sbaglio o sei anche quello a cui piace Berlusconi, l'adultero sciupafemmine?
Consistenza con la dottrina cattolica anche li? Che sia l'onda lunga
dell'esempio offerto, tanto per citarne uno, da Alessandro VI, noto ai
piu' come Rodrigo Borjas? Uno dei tanti per gli atti criminali dei quali, se non erro, nessun suo successore ed erede ha mai chiesto scusa ...

Le miserrime scuse a cui ti riferisci - forse che se Cossutta ora chiede "scusa" per i crimini di Stalin, noi perdoniamo il comunismo? - sono alquanto generiche, poco precise, ed anche un pelino tardive ... Comunque, visto che le ritieni inutili, evidentemente pensi che non ci sia nulla di cui scusarsi nella storia della chiesa cattolica. Quindi, forse, dovresti spiegare a chi ti legge come la tua affermazione di due commenti fa si riconcili con i 1500 anni di evidenza contraria che il commento di Enzo ricorda. 

Un ultimo favore, vorrei chiederti. Io sono uno di quelli che, quando non conosce qualcuno personalmente, lo chiama Signor Tale o Signor Talaltro. Quando poi ci vado a prendere il caffe' assieme li chiamo Tizio, Caio e Sempronio. Per questo dico Mr. Bush, Signor Prodi, e Signor Ratzinger: non abbiamo mai preso il caffe' assieme. Vedo che questo mi qualifica come un ** ai tuoi religiosi e superiori occhi, e quelle ** mi riempiono di curiosita'. Posso quindi sapere che cos'a sarei, oltre che "stupido" ed "irrispettoso" come il tuo commento gia' mi qualifica? Stupido perche', scusa? Ed irrispettoso di che cosa, scusa? Forse che non credere nell'autorita' dell'istituzione a cui sembri tanto attaccato mi rende stupido, irrispettoso e **?

 

Beh, qui sono d'accordo con Michele, in linea di principio. La Chiesa è sempre la stessa, perchè Cristo è sempre lo stesso, ieri, oggi e sempre. Santa e meretrice, perchè fatta da uomini, fondata sulla "pietra" di un traditore e rinnegatore. E' il mistero della Chiesa, che per essere amata deve necessariamente essere vista con gli occhi della fede. E soprattutto, basta fare i bambini isterici e permalosi: la Chiesa non ha nessun motivo per essere legata a uno status "superiore" dal punto d vista umano e civile.

Le scuse di GPII sono state uno dei momenti più alti del suo pontificato, segno di una Chiesa che riconosce di essere peccatrice, ma che non smette di cercare di camminare dietro al suo Signore. Nè più nè meno, quello che qualsiasi singolo cristiano dovrebbe fare quotidianamente.

Tornando a "bomba", cioè al discorso sull'eutanasia. La vita è un valore assoluto in quanto dono di Dio, e giustamente la Chiesa la difende in tutte le sue fasi. Ma la Chiesa condanna l'eutanasia tanto quanto condanna l'accanimento terapeutico, anche se, nel tempo presente, per motivi contingenti, l'accento è spostato soprattutto sull'altro estremo. GPII stesso, alla fine, rinunciò ad essere portato in ospedale per morire tranquillo a casa sua. 

Risposta molto bella, Marco. Per caso sai citarmi qualche fonte di dottrina o di diritto canonico riguardante la condanna dell'accanimento terapeutico?

Grazie.

e giustamente la Chiesa la difende in tutte le sue fasi. Ma la Chiesa condanna l'eutanasia tanto quanto condanna l'accanimento terapeutico

In quel caso non si capisce bene perché se la siano presa tanto quando è stato spento il respiratore di Welby, visto che era mantenuto in vita proprio grazie all' "accanimento terapeutico".

Non è del tutto esatto. La differenza di base è fra somministrare sedativi che tolgono il dolore e lasciano che la malattia prosegua il suo corso naturale fino alla morte (pratica permessa dalla legge dello Stato E da quella della Chiesa), e somministrare una massiccia dose di sedativi in modo tale che la morte sia immediata (Eutanasia).

Tra l'altro, il rifiuto delle cure è stata anche la scelta di GPII in persona, che all'ultimo attacco di distrofia ha rinunciato ad essere portato in ospedale ed è rimasto a casa ad aspettare che la morte sopraggiungesse. 

Riporto da stranau.it, sito catto-integralista:

 BIOPOLITICA

Welby può staccarsi dal respiratore senza soffrire, ma non può chiedere l'eutanasia.

Vediamo di spiegare bene come stanno le cose: Welby NON è un malato
terminale. Ha comunque diritto a interrompere la respirazione con il
ventilatore, cioè ha diritto di sottrarsi a un trattamento medico. Ha
anche diritto ad essere sedato per non soffrire. La legge attuale gli
permette di fare questo.

Ma lui NON può chiedere di essere ucciso. Non può chiedere l'eutanasia.
Questo non è permesso nel nostro paese, mentre questo è ciò che lui sta
chiedendo. Welby infatti chiede che gli sia data una dose massiccia di
sedativi contestualmente al distacco del respiratore, in modo da essere
ucciso. 

Ha rivolto la richiesta al medico che lo cura, il dottor Giuseppe Casale, ed all'associazione che questo dottore ha fondato, la
ANTEA, un'associazione senza fini di lucro che si occupa di assistenza a malati terminali, in particolare con cure
palliative.

Ma il dottor Casale si è rifiutato. A Radio 24, venerdì mattina, ha dichiarato: 

"Attraverso la nostra struttura, ho visto quasi dieci mila malati
terminali: non abbiamo mai avuto richieste di eutanasia. A Welby dico
non mi chiedere eutanasia, non mi chiedere di ucciderti, io posso
aiutarti".

"A Welby - ha detto Casale - vedendolo sofferente dal punto di vista
spirituale e psicologico ho detto, se vuoi ti posso addormentare'. Per
l'oncologo l'unica possibilità è quella di togliere "coscienza ma
soprattutto la sofferenza e poi quando sarà il momento, quando le
condizioni vitali verranno meno, si staccherà il respiratore, quando ai
fini della sopravvivenza non cambia nulla".

Sempre venerdì Casale ha rilasciato un'intervista al Sole 24 ore,
irreperibile integralmente in rete (se qualcuno ce l'ha, ce la mandi!),
ma dagli stralci riportati la spiegazione è ancora più chiara.
Potete leggerne
qua
, e anche una breve
dell'ANSA qua.

Insomma, non è vero che a Welby non è permesso di porre fine alle
sue sofferenze. Welby può essere aiutato nel migliore dei modi ad
affrontare la morte, accompagnato da medici che lo hanno in cura e che
conoscono bene il suo caso. Ma Welby vuole essere ucciso. E questo non
si può. 

Molto chiara a riguardo anche l'intervista a Marco
Maltoni
, su Avvenire di giovedì scorso.

Questi i link alle interviste:

http://www.avvenireonline.it/Vita/Articoli/Interviste/20061214.htm

http://www.stranau.it/news/news_0612/casale_ansa.htm

 

Non è del tutto esatto. La differenza di base è fra somministrare sedativi che tolgono il dolore e lasciano che la malattia prosegua il suo corso naturale fino alla morte (pratica permessa dalla legge dello Stato E da quella della Chiesa), e somministrare una massiccia dose di sedativi in modo tale che la morte sia immediata (Eutanasia).

I sedativi che chiedeva Welby non erano per causare la morte, visto che evidentemente per quello bastava spegnere il respiratore. Erano ovviamente per evitare che soffrisse soffocando lentamente, una volta spento il respiratore. Se la chiesa non ha problemi con l'anestesia totale, non si capisce che problemi abbia con questo. Anche negli Stati Uniti, dove l'eutanasia è illegale e chi la pratica è punito con molti anni di prigione, la prassi in questi casi è di anestetizzare il paziente prima di spegnere il respiratore.

Rimane che il dottore intervistato (Casale se non erro) sosteneva che con la somministrazione di sedativi antidolorifici la morte sarebbe comunque sopraggiunta in pochi giorni, e come soluzione era legale, cioè non perseguibile penalmente (da quanto ho capito, ad oggi la legge dello Stato è del tutto approvata dalla Chiesa, quindi uso il termine legale in modo interscambiabile). Ergo, se il nostro dottore dice il vero, cioè che Welby ha rifiutato questa opzione (LEGALE), two things follow:

1) Non c'era accanimento, perchè il processo naturale che avrebbe portato il paziente alla morte non era stato bloccato o rallentato in modo spropositato dalle cure (il dottore parla di morte che sarebbe "sopraggiunta in pochi giorni")

2) Welby chiedeva una sedazione LETALE, cioè nè più nè meno della botta di barbiturici che ha stroncato la principessina

Se questa è la reale ricostruzione dei fatti (almeno, questo è quello che ci ho capito io da tutta la faccenda) emerge anche palesemente come il caso sia stato "montato ad arte", prendendo una situazione really "on the borderline", forzando un pelino la mano alla legge, e cantando alla fine "evviva abbiamo fatto l'eutanasia" con la quasi certezza di rimanere impuniti (dal punto di vista penale) 

Ovviamente non mi riferivo a te nel commento (prima di inviarlo ho controllato che nel tuo articolo non ci fosse alcun "Josef" o "Mr, Ratzinger"). Ritengo, semplicemente, che un dialogo sulla base dell'attuale catechismo (come sembra che si sia sviluppato), sia piu' utile ed interessante delle recriminazioni sull'operato di Alessandro VI o Pio XII.