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La Fantasia Italica

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Concordo. Intendiamoci, continuo a sostenere che in una situazione come quella dell'Italia dell'immediato post-elezioni (un governo nuovo, che si presenta come l'alfiere del cambiamento e delle pesanti riforme ma ha una maggioranza ridicola in una delle due camere) il sistematico ricorso alle maggioranze variabili sarebbe stata la strada migliore da seguire, l'unica possibilità per poter "fare qualcosa". Dopo tutto, al di là dei bizantinismi del programma e della necessità di gestire rapporti fra mille partiti, a me pare che la linea politica espressa dal "centro" di questa maggioranza di governo fosse abbastanza chiara e prevedibile: sarebbe stato possibile portarla avanti con più decisione.

Certe cose, però, si devono presentare con la giusta forma e nei giusti tempi: annunciare a mezzo stampa una sorta di "cambio di passo", smentendo clamorosamente se stessi, solo perchè si è stati battuti e si rischia di tornare a casa è ridicolo. Inoltre, per quanto sia d'accordo con quanto scritto da Romano all'inizio dell'articolo che linko qui sotto, mi pare innegabile che le capacità riformatrici di questo governo si siano dimostrate, alla prova dei fatti, minori del previsto. Difficile non pensare, quindi, all'ennesimo stratagemma per salvare le poltrone.

Sperando di essere smentito a breve, mi domando: non sarebbe stato meglio osare di più fin da subito, nella strategia così come nella tattica politica?

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2007/03_Marzo/03/romano.shtml