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Cani e porci, genoani e doriani, comunisti e liberali. Tutti insieme, al governo.

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Alcuni commenti sparsi.

1) il ben noto theorem che dice che un sistema maggioritario conduce ad un sistema politico a due partiti, che si chiama Duverger's Law, e' stato da poco criticato da Colomer, con una semplice osservazione: sono i partiti stessi che scelgono il sistema elettorale, ergo pare alquanto difficile che essi scelgano un sistema che va contro i loro interessi. Nell'Italia degli ultimi vent'anni ne abbiamo un grande esempio. L'unico modo con cui abbiamo contrastato la DLUD (Duverger's Law upside down) e' stato coi referendum. Ma come notato da Michele in altri commenti, in Italia ci si mettono 5 minuti a cancellare i risultati dei referendum, ergo... Basically la DLUP e' la critica di Lucas, i segretari di partito sanno fare di conto.

2) personalmente, ritengo che il maggioritario (a doppio turno o anche a turno unico) funzioni abbastanza bene per garantire delle maggioranze piu' o meno omogenee, ma solo quando non esiste il sistema dei notabili: ovvero solo quando i politici non hanno un enorme potere economico da utilizzare come merce di scambio con gli elettori. In un Paese come il nostro, dove la gran parte del sistema economico, soprattutto a livello locale, e' controllato direttamente o indirettamente dalla politica, questo problema si pone. E crea appunto ilfenomeno di intere zone del paese sotto il controllo di alcuni politici che gestiscono risorse pubbliche e private per il loro interesse elettorale.

3) In un sistema proporzionale, al contrario di quello che si pensa normalmente, diminuiscono gli incentivi per i compromessi: un piccolo partito, per poter prendere piu' voti o per non scomparire, ha un forte incentivo ad avere una identita' molto forte. Pensiamo alla Lega, o anche ai multipli partiti comunisti che ci ritroviamo (che sono piu' o meno la stessa cosa, ma tendono ad avere identita' molto forti e sono poco inclini ai compromessi). In un sistema proporzionale si possono fare accordi solo tra partiti ragionevolmente omogenei. Che piu' o meno e' l'argument di Gianluca, mi pare di capire.

4) ragionevolmente omogenei in italia oggi cosa significa? Che tipo di coalizione possiamo immaginare? parte dei DS + Rutelli + Mastella + UDC + parte di FI? Oppure AN + FI + UDC + Udeur? Le conseguenze sono diverse, no?

5) contrariamente a quanto si pensa, nelle coalizioni vincenti in sistemi maggioritari spesso i piccoli partiti hanno molto piu' peso che in un sistema proporzionale. Per esempio: nella scorsa legislatura, l'UDC in base ai voti al proporzionale avrebbe dovuto avere un peso pari a circa il 6,5% nella coalizione, mentre in base ai seggi aveva circa l'11% del peso (i conti li avevo fatti un po' di tempo fa e con molta approssimazione, li potete trovare qui). GRazie a questo, il suo potere di veto era molto elevato: senza i 37 deputati UDC, la maggioranza non c'era.

6) neanche il doppio turno alla francese garantisce coalizioni omogenee: si ricordino i comunisti di Hue' e il governo Jospin.

Morale della favola: per cambiare le cose, non mi affiderei al sistema elettorale.