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Padoa Schioppa Economics

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Premetto che concordo con tutto il post (molto divertente tra l'altro) e aggiungo un commento non propriamente economico.

Primo: questo fatto che i sindacati pilotano l'azione governativa lo condivido completamente. Ricordo vagamente di un modello di relazioni industriali che spiega che tende ad esserci un atteggiamento consociativo tra sindacato e parte datoriale quando l'impresa ha extraprofitti derivanti da potere di mercato (utilities etc.). Qui si potrebbe osservare che lo strapotere del sindacato nella determinazione della politica economica e distributiva nazionale è compatibile con l'illusione che la ricchezza prodotta sia una forma di rendita piuttosto che il frutto di una competizione di mercato.

Secondo: un ministro della Repubblica è una carica politica che risponde al proprio Governo, il quale risponde al proprio elettorato. Le leggi dell'economia non soltanto non sono sempre pacifiche, ma soprattutto non sono superiori alla sovranità popolare. L'idea, purtroppo sbagliata, che la ricchezza prodotta nel paese sia una specie di rendita da spartire, è radicata nell'elettorato nazionale, soprattutto al Sud, e non solo nel sindacato che è un effetto e non una causa. Quindi è ovvio che TPS faccia finta di non capire cose ovvie ma che esulano dal suo mandato, che è - appunto - quello di trattare con il sindacato la spartizione delle briciole.

Terzo: al punto 6 la frase "tassa chi produce qualcosa di vendibile" andrebbe sostituita con "tassa chi è tassabile, che produca o non produca, purché sia percuotibile". Non va dimenticato che sono i proventi da evasione la vera rendita nazionale.