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Il caso Mastrogiacomo

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Lo Stato moderno, nel senso hobbesiano (ma anche lockiano) del termine nasce per provvedere alla sicurezza di coloro che risiedono all'interno dei suoi confini. Pure Adam Smith disse che le funzioni dello Stato erano quelle di "coniare monate, organizzare l'ordine pubblico, difendere i cittadini dalle minacce esterne". Ovvio, la Pace di Westfalia non fu realizzata con l'obiettivo di proteggere i civili, che da allora sarebbero separati da barriere statuali. E' evidente, però, che lo Stato è sopravvissuto perchè ha svolto quel compito: altrimenti non si potrebbe spiegare la crescita economica interna ai vari stati durante l'epoca moderna. 

Sulla questione del "patto" e "indissolubile" tra cittadini e Stato: quel patto è implicito. Se non erro Costantino Mortati parlava di Costituzione Materiale, Schmitt anche ha scritto parecchio a proposito. E' ovvio che nessuno firmi nessun patto (non a torto i libertari parlano dello Stato di una forma di imposizione violenta): ma quel patto esiste - e attualmente è dato dal legame Stato-nazione, dove lo Stato corrisponde (più o meno) ai confini di una Nazione, che quindi è chiamato a difendere.

La ragione principale per cui gli stati continuano a esistere e' che controllano i diritti di residenza tramite il racket istituzionalizzato dell'emissione di passaporti, e su di essi basano la tassazione delle attivita' produttive: che usano in parte per comprare consenso dagli improduttivi, e in parte per finanziare una macchina burocratica di dimensioni monotonicamente crescenti. Questa include anche un settore militare necessario a combattere guerre che non possono essere vinte, ma la cui esistenza perenne e' molto comoda per giustificare l'esistenza della macchina statale stessa.

Molto interessante, ma non mi sembra abbia molto a che fare con quanto ho scritto io, eccetto l'ultima parte, sull'industria bellica e l'organizzazione burocratica. Il prof. Tilly (Columbia University) a proposito della formazione dello Stato moderno non a caso ha scritto: "La Guerra ha fatto lo Stato, e lo Stato ha fatto la Guerra", vedendo nei conflitti armati la fonte di costruzione e mantenimento degli apparati burocratici statali.

In generale, gli argomenti libertari a mio modo di vedere non reggono alla prova dei fatti perchè

1) non rilevano il ruolo positivo svolto dallo Stato.

2) non identificano le pulsioni umane alla base dei nostri comportamenti (il nazionalismo, etc.).

3) non propongono soluzioni credibili e/o attualibili.

saluti, ag.

Lo Stato moderno, nel senso hobbesiano (ma anche lockiano) del termine
nasce per provvedere alla sicurezza di coloro che risiedono all'interno
dei suoi confini.

Hobbes e Locke interpretano la raison d'être dello stato moderno (la cui nascita precede entrambi) in modo abbastanza diverso (e comunque non legato alla difesa dei confini nazionali): per il primo, il Leviathan genera ex-nihilo la sicurezza individuale dall'"homo homini lupus" dello stato di natura; per il secondo, la funzione dello stato e' la difesa dei diritti naturali (e quindi, preesistenti) di ogni individuo a vita, liberta' e proprieta' privata. Nel "Second Treatise", Locke mette piuttosto bene in chiaro che questo mandato al governo e' revocabile se la performance e' insoddisfacente:

Chapter 19, 2.222: The reason why men enter into society is the preservation of their property; and the end while they choose and authorise a legislative is that there may be laws made, and rules set, as guards and fences to the properties of all the society, to limit the power and moderate the dominion of every part and member of the society. For since it can never be supposed to be the will of the society that the legislative should have a power to destroy that which every one designs to secure by entering into society, and for which the people submitted themselves to legislators of their own making: whenever the legislators endeavour to take away and destroy the property of the people, or to reduce them to slavery under arbitrary power, they put themselves into a state of war with the people, who are thereupon absolved from any farther obedience, and are left to the common refuge which God has provided for all men against force and violence.

E' interessante notare come esista una differenza simile nelle rispettive concezioni dello stato di due filosofi confuciani del terzo secolo AC, Xun Zi nel campo hobbesiano e Mencio in quello lockiano (Book VII, Chap. XIV: "3. When a prince endangers the altars of the spirits of the land and grain, he is changed, and another appointed in his place."). Questo giusto per dire che la coscienza del rischio dell'abuso di potere (e quindi della necessita' di mantenere il mandato revocabile) e' una questione di antica data, non limitata allo stato moderno.

Il problema e': come mai allora la pratica dello stato e' cosi' diversa dalla teoria? Almeno con lo stato moderno, quel che mi pare sia successo e' che l'elite che controlla la macchina statale e' riuscita a far passare la tesi secondo cui al governante si applicano regole morali separate (uno stato di cose di cui gia' Machiavelli aveva preso atto). Ed e' interessante notare che questa riverniciatura del potere discrezionale dello stato moderno in nome del "bene comune" ha permesso una rinascita dell'antico dispotismo assolutista in una misura che sarebbe stata impensabile nel Medioevo, un periodo durante il quale il potere imperiale era in qualche misura soggetto a checks and balances da parte di quello ecclesiastico. La pratica fu poi perfezionata dai populismi del XIX e XX secolo: giacobinismo, ovviamente i vari fascismi, socialismo, comunismo (il gramsciano "Partito come Nuovo Principe") e, per quanto ne dicano i neo-Kantiani, anche le democrazie di massa: vedi, in America, il progressivo accentramento di poteri nel governo federale nel corso del XIX secolo, le prevaricazioni e le confische da parte di FDR, le progressive limitazioni al Quarto Emendamento e i recenti assalti alle liberta' costituzionali della "War on Terror", etc.

E' evidente,
però, che lo Stato è sopravvissuto perchè ha svolto quel compito:
altrimenti non si potrebbe spiegare la crescita economica interna ai
vari stati durante l'epoca moderna.

La crescita economica, in realta', e' stata dovuta a fattori tecnologici ed economici (rivoluzione industriale e capitalismo). Quanto lo stato-nazione abbia favorito o ostacolato il loro uso e' difficile dirlo, perche' non esistono "universi paralleli" in cui scenari diversi abbiano dato prova di se'... Certo e' che in un'economia globalizzata lo stato post-Westfaliano e' sempre piu' obsoleto. Da qui la sua tendenza a sopravvivere mutando in qualcosa di anche piu' nefasto: il super-stato europeo che cerca di "armonizzare" leggi e tassazione per eliminare la concorrenza tra giurisdizioni, la teoria del "nation building" imposto con le armi, etc.