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Il caso Mastrogiacomo

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 "Riconoscere l'esistenza di una etnia-esercito Pashtun-Taliban che vuole vivere sulla sua terra secondo le proprie regole. Per folli che ci possano sembrare le loro regole di vita, esse sono indipendenti da Al-Qaeda e la precedono; soprattutto: non sono modificabili sulla base di bombardamenti, per vasti o chirurgici che questi siano. Con tale popolo occorre trattare, visto che l'alternativa (ossia, massacrarli tutti) è moralmente inaccettabile e praticamente impossibile"

Cerchero' di non esser troppo pedante, ma qualche precisazione qui e' d'obbligo per capire a fondo il problema e trarre delle implicazioni di policy. Andiamo per ordine:

1. Come definito dal pushtunwali (il codice che regola i principi della societa'): un Pusthtun e' chiunque parli il Pushtu e si attenga al codice tribale. Pushtunwali significa letteralmente "comportarsi da Pushtun". Di fatto, i Pushtun sono composti da una miriade di differenti tribu' (Tajiki, Durrani, Uzbeki, Pashai...etc....) ed unificati dalla lingua e dal rispetto per le jirga, corti tribali composte da un consiglio di anziani.

2. Pur essendo profondamente religiosi, i Pushtun hanno quasi sempre preferito organizzare la societa' secondo i propri codici tribali (il pushtunwali appunto) piuttosto che seguire i dettami dell'islam politico. Le uniche eccezioni si sono verificate in tempo di guerra e quando i Pushtun hanno subito invasioni straniere: il richiamo della jihad diventa un modo per riunificare le differenti tribu' ed il pan-islamismo una carta da giocarsi per ricevere aiuti esterni.  

3. La jihad laciata negli anni 80, dopo l'invasione sovietica appunto, e la successiva guerra civile dei primi anni novanta portano al potere un gruppo composto magioritariamente da Pushtun sunniti della tribu' Ghilzai: i talebani. Codesti lorsignori stringono un'alleanza con i sunniti di Al-Quaeda che cominciano ad affruire a frotte in Afghanistan per supportare il regime del mullah Omar.                                                                                                                    

4. Il regime talebano pero' incontra notevoli resistenze da parte della magioranza dei pushtun che non ne accettano la rigida implementazione della Sharia e l'abolizione di alcuni tradizionali istituti dul pushtunwali (come il pur) (qui). Non e' dunque un caso se, dopo la caduta del mullah Omar e fino a tutto il 2003, i Talebani non riescono ad organizzare una resistenza efficace.

5. Cosa ha cambiato allora gli equilibri? Vi sono vari fattori che possono spiegare il ritorno in auge dei talebani e la recuperata simpatia fra i pushtuns nel sud dell'Afghanistan: (i) il boom nella coltivazione dell'oppio, che incentiva i coltivatori pushtuns a tenersi alla larga dal governo (qui e qui); (ii) l'atteggiamento delle forze alleate ritenuto offensivo ed irrispettoso delle tradizioni tribali (qui, again); (iii) l'invio di miglialia di soldati pakistani oltre confine, soldati percepiti dai pushtuns come truppe di occupazione.

Ora, cosa fare per riportare un minimo d'ordine nel sud dell'Afghanistan?

A mio avviso sarebbe sbagliato negoziare con i Talebani (i cui legami con Al Quaeda erano, sono e saranno molto stretti) ed e' invece necessario isolare questa minoranza dal resto degli oltre 12 milioni di Pushtuns presenti nel paese. Come? Negoziando con le autorita' tribali locali, garantendo il rispetto delle loro (anche se spesso aberranti) regole sociali e magari cominciando ad introdurre delle licenze sulla coltivazione di oppio volta alla produzione di medicinali (mainly morfina ed antidolorifici vari, qui)  . Una volta isolati i talebani e riportato l'ordine, poi, diventa cruciale agevolare la crescita di un'economia che non sia oppio-dipendente.

Tutto cio' e' stato perfettamente compreso sia dagli inglesi che dal governo di Karzai. I primi hanno cominciato a negoziare a Kajaki con il consiglio degli anziani locali concedendo un parziale autogoverno a fronte dell'isolamento dei talebani (qui),  Karzai invece ha da tempo cominciato a cercare il sostegno di alcune delle tribu' pashtun del sud.

Facendo mostra della consueta ed inossidabile ottussita', pero', l'amministrazione Bush continua ad opporsi con forza a questo genere di aperture...

Mi sembra molto importante fare questa distinzione fra Pushtuns e Talebani. Dalle mie limitate letture mi sembra che tu abbia assolutamente ragione. La stragrande maggioranza dei Pushtuns NON vuole la stretta applicazione della Sharia (e, by the way, l'abitudine di portare la burka NON fa assolutamente parte delle tradizioni afghane, ma e' stata imposta dai Talebani).

Negoziamo coi Pushtuns (fra l'altro, nel 2001 gli USA si erano mossi con molta intelligenza, appunto coinvolgendo i Pushtuns nella guerra contro i Talebani, e Karzai fu appunto un'espressione dei Pushtuns "moderati"). Riempiamoli di soldi, lasciamogli usare le loro leggi tribal, e usiamoli ancora contro i Talebani. Questi ultimi, invece, sono una minoranza fanatica ed assetata di sangue e sostenuta dai sunniti stranieri legati ad al qaeda. Con questi, mi spiace, ma nessuna pieta', e lotta dura, come contro i nazisti (per carita', trattiamo pure, cerchiamo di dividerli, isolarli, whatever... ma con lo scopo di eliminarli, non di coesisterci).

Per il resto, completamente d'accordo con michele e alberto: le "trattative" italiane sono state una farsa, il rilievo dato alla vicenda di mastrogiacomo assolutamente ridicolo, e il modo in cui i politici (ad esempio, Prodi) ne hanno approfittato per farsi propaganda e' assolutamente vomitevole.