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Il caso Mastrogiacomo

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Sfortunatamente il "caso" non e' chiuso affatto.

Dicono i giornali che il comandante Dadullah (non ho la minima idea dello spelling in Pashtu o in Farsi) ha giustamente concluso che i prigionieri sono negoziabili. Visto il successo della precedente operazione, e' difficile dargli torto.

Minaccia di uccidere i suoi attuali prigionieri, collaboratori del giornalista scambiato la scorsa settimana, se non vengono accettate le sue condizioni.

Dal punto di vista anche elementare della teoria dei giochi ripetuti sembra abbastanza chiaro che salvare il sig. Mastrogiacomo puo' costare molto.

L'esempio banale, osservato da molti, e' che i rapimenti per estorsione in Italia sono diminuiti quando e' divenuto non redditizio rapire la gente (i parenti della persona rapita non hanno accesso al denaro per pagare riscatti, per ordine della magistratura.)

Ora la sola cosa sensata che si puo' proporre e' semplicissima. Si accetti che in Afghanistan i militari italiani sono in guerra, con un nemico piu' o meno definito: l'alleanza Qaedica-talib (che tanti danni addusse agli Akei.)

Si metta solo tra le regole di ingaggio che i combattenti se presi prigionieri sono scambiabili e il resto no, fossero essi civili di Ong, giornalisti, turisti, idraulici, o  taxisti. Rende cio' piu' pericolosa la vita di chi va in zona di guerra? Si' e no. Si' perche' non garantisce una specie di scudo di Farnesine, D'alemi, Gini Strada, etc. No, perche' i comandanti Talib (che tutto sono meno che scemi a modesto avviso del sottoscritto) sapranno che per liberare i loro commilitoni in prigione non vale la pena di azzannare i passanti. Se la prendano con i militari.

Aiuterebbe pure a dissipare il velo di ipocrisia che i contingenti militari Nato sono in Afghanistan a mantenere la pace. Sono in Afghanistan per rispetto di un alleanza militare che impone a tutti i membri di agire quando anche uno solo degli alleati sia attaccato. USA e' stato attaccato da Al-QAEDA alleata e sostenuta dal governo "Omar". Contro quella formazione la NATO e' entrata in guerra.

Lo scontro di civilta', o fra civilta' che tanto agita la classe chiaccherante, ha poco o nulla a che fare coi fatti in questione.