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La riforma elettorale: riflessioni dalla torre d'avorio.

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Bell'articolo. Complimenti. Ti chiedo, però, ma il vecchio "Mattarellum" (75% uninominale e 25% proporzionale) non era già un modo di tener conto, sia pure grossolanamente, del vettore di preferenze dell'elettore, assicurando al contempo libertà di entrata ai partiti nuovi o minori sia con l'elezione diretta in un collegio sia con il superamento della soglia di sbarramento al 4%? Inoltre, avrei voluto leggere anche qualcosa sull'ovvia (troppo ovvia?) considerazione che finché l'elettorato sarà diverso tra Camera e Senato la possibilità di maggioranze instabili rimarrà nella natura delle cose. Infine, hai pensato se, ed eventualmente quali, incentivi alle "furbate elettorali" dei partiti potrebbe dare un sistema tipo quello australiano? Non scordare che siamo il paese che ha inventato le liste civetta, le desistenze, le preferenze multiple con combinazioni predefinite, ecc. ecc. 

Grazie dei complimenti Nicola, che mi hanno fatto piacere; gli accademici sono purtroppo anche più vanitosi della media. Vengo alle questioni che tu sollevi.

1) Come ho spiegato nel post, sia l'uninominale all'inglese sia il proporzionale sono pessimi per esprimere il vettore di preferenze. Il mattarellum era un mix dei due, e quindi pessimo a sua volta. L'elettore non aveva alcuna possibilità di esprimere preferenze su quale maggioranza si dovesse formare in parlamento, come avviene con il premio di maggioranza nazionale. Il mattarellum, come l'attuale legge, era inoltre pessimo per gli incentivi all'aggregazione. La parte proporzionale garantiva comunque che i capi dei piccoli partiti si beccassero la loro poltrona, e questo dava loro la possibilità di trattare da posizioni di forza la ripartizione dei seggi assegnati coll'uninominale.

2) Non ho voluto parlare di riforme costituzionali, perché il post era già troppo lungo. L'attuale bicameralismo perfetto con aggiunta di odiosa discriminazione gerontocratica degli under 25 al senato è il peggiore dei mondi possibile. Andrebbero preferibilmente levati entrambi, sia il bicameralismo perfetto sia la discriminazione contro i giovani. Ma è una questione diversa dalla riforma elettorale.

3) Data la tradizione politica italiana a me sembra che il principale pericolo con un sistema australiano sia che i partiti raggiungano accordi di desistenza, privando l'elettorato di opzioni a livello di collegio. Per esempio, FI e AN potrebbero accordarsi, dove si presenta il candidato FI non si presenta il candidato AN e viceversa. Come dici giustamente tu la fantasia dei nostri politici è vasta e quasi sovrumana, quindi le manipolazioni sono sempre possibili. Però il sistema australiano genera almeno gli incentivi giusti. Perché il candidato FI non si deve presentare? La minaccia è che AN decida di dare indicazione di non votarlo. Ma con il sistema australiano (o con il doppio turno) la decisione è in mano agli elettori, non ai partiti. La minaccia non è dunque molto credibile

Quanto al Mattarellum, se non sbaglio esisteva anche un meccanismo di 'scorporo' per cui i seggi proporzionali erano attribuiti in base alla differenza tra le percentuali di votanti e di eletti, per cui i piccoli al proporzionale prendevano una quota di eletti molto alta.

Per come abbiam votato l'ultima volta l' unico modo che posso immaginare per garantire maggioranze distinte nelle due camere è sommare i voti delle due camere ed in base a quello dare un premio di maggioranza in entrambe.

Grazie per le risposte, anche se sul punto 1) mi convincono magari nella sostanza ma non sul piano teorico: mi pare che se la legge consente un doppio voto alla Camera (parte uninominale e parte maggioritaria) si dà comunque all'elettore la possibilità di esprimere due diverse preferenze e quindi, se vuole, di premiare con il voto proporzionale il proprio first best (= partito preferito) e con quello uninominale il proprio second best (= voto il candidato di un partito che mi piace poco, ma che comunque ha chances di evitare quello che per me sarebbe il peggior esito possibile, cioè l'elezione del candidato del partito più lontano dalle mie preferenze). Con preferenze convesse il mix tra due sistemi dovrebbe essere sempre superiore alle forme "pure", o no? Rimane comunque il fatto che il Mattarellum aveva molti altri difetti, tra cui, oltre a quelli che giustamente menzioni, anche quello per nulla trascurabile di moltiplicare gli errori di elettori non sofisticati. In fondo quello della semplicità è proprio uno dei soli due vantaggi del sistema attuale, l'altro essendo ovviamente la creazione di un unico mega-collegio uninominale nazionale, con la possibilità di assicurare una salda maggioranza alla Camera anche ad una coalizione che dovesse prendere un solo voto in più di quella rivale (il che, in un contesto di 50%-50% come l'Italia, era se ci pensi anche l'unico modo per avere una qualsiasi maggioranza parlamentare).