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La riforma elettorale: riflessioni dalla torre d'avorio.

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Grazie per le risposte, anche se sul punto 1) mi convincono magari nella sostanza ma non sul piano teorico: mi pare che se la legge consente un doppio voto alla Camera (parte uninominale e parte maggioritaria) si dà comunque all'elettore la possibilità di esprimere due diverse preferenze e quindi, se vuole, di premiare con il voto proporzionale il proprio first best (= partito preferito) e con quello uninominale il proprio second best (= voto il candidato di un partito che mi piace poco, ma che comunque ha chances di evitare quello che per me sarebbe il peggior esito possibile, cioè l'elezione del candidato del partito più lontano dalle mie preferenze). Con preferenze convesse il mix tra due sistemi dovrebbe essere sempre superiore alle forme "pure", o no? Rimane comunque il fatto che il Mattarellum aveva molti altri difetti, tra cui, oltre a quelli che giustamente menzioni, anche quello per nulla trascurabile di moltiplicare gli errori di elettori non sofisticati. In fondo quello della semplicità è proprio uno dei soli due vantaggi del sistema attuale, l'altro essendo ovviamente la creazione di un unico mega-collegio uninominale nazionale, con la possibilità di assicurare una salda maggioranza alla Camera anche ad una coalizione che dovesse prendere un solo voto in più di quella rivale (il che, in un contesto di 50%-50% come l'Italia, era se ci pensi anche l'unico modo per avere una qualsiasi maggioranza parlamentare).