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Nanetti di politica economica

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Nei settori la cui attivita' e' considerata stagionale, la flessibilita' c'e' sempre stata. Ne ho conoscenza diretta, essendo nato e cresciuto a Rimini. Durante le scuole superiori, ho lavorato in bar e ristoranti durante l'estate. La procedura era semplice, e presumo non sia cambiata. In primavera, chi cerca lavoro per l'estate comincia a chiedere ad amici e conoscienti. Appena ottenuto il nominativo di un imprenditore che cerca personale, si fissa un appuntamento. All'incontro, ci si squadra, si parla delle esperienze (una sorta di CV orale), e se c'e' un match, si conviene sullo stipendio (non solo l'ammontare, ma anche lo split tra bianco e nero, cioe' tra tax e non-tax), sulle regole del tipping, e sulle date di inizio e fine impiego. La classica stretta di mano suggella l'accordo. La common law romagnola da' anche il diritto all'imprenditore di cambiare il periodo di impiego, a seconda dell'andamento della stagione. Per esempio, mi ricordo che nell'estate post-maturita' il mio accordo era di lavorare solamente luglio ed agosto. Siccome verso fine agosto le prenotazioni per settembre erano above estimate, mi fu chiesto di continuare durante il mese seguente. In principio, avrei potuto rifiutare ( visto che a quel tempo l'universita' iniziava a meta' ottobre, non era comunque il caso, ndr), ma avrei macchiato la mia personal history, il che si sarebbe tramutato in un ostacolo negli anni a venire.