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Sparando sulla crocerossa: VV e la scienza delle finanze

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1/ Perche' gli 'intellettuali', che dovrebbero vedere lontano (e fra essi tanti colleghi economisti), votano a sinistra?

E' un quesito di vecchia data, che non riguarda solo l'Italia: se lo pose anche il compianto Robert Nozick in questo articolo di quasi dieci anni fa.

2/ Perche' i giovani che non hanno futuro (e che devono sobbarcarsi il
fardello del debito pubblico, secondo l'articolo) votano a sinistra?

Ma mica e' sempre vero. Quando accade, ci sono parecchie spiegazioni: in primo luogo, la sinistra e' percepita come piu' "rivoluzionaria" (anche se oggi e' in realta' attaccata allo status quo), e ogni giovane mammifero e' fisiologicamente incline al rovesciamento degli equilibri esistenti per conquistarsi i suoi spazi. Poi c'e' da dire che a scuola di economia non se ne insegna neanche un po', e quest'ignoranza giustifica l'adesione a teorie economiche ampiamente screditate.

Comunque l'articolo di Repubblica mi convince fino a un certo punto: in particolare, non fa alcuna distinzione tra la destra (almeno a parole) liberale, e la sua componente post-fascista che non solo ha un DNA statalista quanto pochi altri, ma ha la sua principale base elettorale nei dipendenti pubblici del centro-sud.

Grazie per la reference. Non la conoscevo.

Mi permetto pero' di obiettare alla tesi di Nozick (sic!) con un controesempio. Secondo Nozick gli intellettuali sarebbero contro il sistema capitalistico perche' non ne avrebbero i riconoscimenti di cui si sentono di avere il diritto. Ma mi sembra che nei sistemi capitalistici (leggi US) il mercato accademico premi ampiamente i migliori fra gli intellettuali!

Per quanto riguarda la sinistra che attrae i giovani perche' rivoluzionaria.... dubito della validita' della premessa.

 

 

Potrebbe essere perchè la maggior parte, specie tra artisti ed umanisti vari, questi riconoscimenti non li ha.I migliori sono per definizione una minoranza, ed in certe discipline i premi di consolazione sono magri.

Comunque non sottovaluterei il lavoro di proselitismo della sinistra nelle scuole, sia tra gli studenti che tra i professori. 

 

Mi permetto pero' di obiettare alla tesi di Nozick (sic!) con un
controesempio. Secondo Nozick gli intellettuali sarebbero contro il
sistema capitalistico perche' non ne avrebbero i riconoscimenti di cui
si sentono di avere il diritto. Ma mi sembra che nei sistemi
capitalistici (leggi US) il mercato accademico premi ampiamente i
migliori fra gli intellettuali!

Confrontati con businessmen, attori o persino atleti, gli intellettuali prendono briciole (specie se per la gente di spettaclo o sport ci si riferisce ai piu' popolari). Inoltre, Nozick si riferisce appunto ai "wordsmiths", cioe' a chi si dedica a discipline umanistiche. Anche li' c'e' chi fa soldi (taluni scrittori, ad esempio) ma chiamare "intellettuali" Dan Brown e J.K. Rowling richiede un certo sforzo immaginativo ;-)

Per quanto riguarda la sinistra che attrae i giovani perche' rivoluzionaria.... dubito della validita' della premessa.

Un tempo lo era: per quanto oggi possa apparire impensabile, c'era un tempo in cui la classe operaia poteva essere considerata la futura "classe generale". La parabola di questa tesi va da meta' XIX secolo agli anni '70 del XX. E poi, i ragazzini mettono sulle magliette la faccia del Che, mica quella di Epifani :-)

 

se lo pose anche il compianto Robert Nozick in questo articolo di quasi dieci anni fa.

Lettura assai piacevole, purché si resti fermi nel considerarla colta chiacchera da bar. Qualcuno ha poi svolto le indagini empiriche proposte??