Se il mercato dei talenti funzionasse meglio, non ci dovremmo preoccupare troppo di rendere competitivo il trattamento economico dei politici. Per due motivi:
- esistono forti benefit non economici, alcuni più nobili (lottare per le proprie idee), altri meno (fama, potere)
- si può razionalmente rinunciare a grossi guadagni per un periodo della vita sperando di recuperare una volta usciti dalla politica – penso ai consigli di amministrazione e al “speaking-and-consulting circuit”.
L'importante è l’eliminazione delle barriere all’entrata e all’uscita. Cosa che gli stipendi alti potrebbero scoraggiare.
Re: La Casta, di Rizzo e Stella
• •23/8/2007 - 11:56Concordo.
Se il mercato dei talenti funzionasse meglio, non ci dovremmo preoccupare troppo di rendere competitivo il trattamento economico dei politici. Per due motivi:
- esistono forti benefit non economici, alcuni più nobili (lottare per le proprie idee), altri meno (fama, potere)
- si può razionalmente rinunciare a grossi guadagni per un periodo della vita sperando di recuperare una volta usciti dalla politica – penso ai consigli di amministrazione e al “speaking-and-consulting circuit”.
L'importante è l’eliminazione delle barriere all’entrata e all’uscita. Cosa che gli stipendi alti potrebbero scoraggiare.