Titolo

La Casta, di Rizzo e Stella

3 commenti (espandi tutti)

D'accordo con la sostanza del suo argomento, che mi fornisce lo spunto per aggiungere un punto che ho omesso per motivi di spazio, in riferimento alla politica durante gli anni '50. Il raccondo di Lazzati, Dossetti, La Pira e Fanfani che dormivano con le loro famiglie nello stesso appartamento e si scambiavano i cappotti e' molto romantico ed interessante, ma anche aneddotico e poco utile a fornire un serio confronto inter-temporale sull'aumento dei costi della politica.

Nel contesto narrativo del libro ci sta bene, e come ho detto e' interessante e piacevole da leggere, ma dovrebbe essere stato lo spunto per una seria analisi intertemporale, con dati veri, che nel libro e' solo accennata in poche righe.

Non capisco la posizione di Andrea, ed ancor meno quella di Nicola che mi sembra ancor piu' estrema.

Rizzo e Stella fanno i giornalisti, e nel panorama italiano stanno nel top 0.1% della professione. Vanno in giro per il paese, si documentano, leggono pallosi documenti e  bilanci, cercano fatti e dati, li raccontano, polemizzano, insistono nel chiedere spiegazioni per questo e quest'altro misfatto. Forse non sono al livello del miglior giornalismo investigativo di WSJ, NYT e WPost, ma non ne sono molto lontani. Ripeto, fanno i giornalisti.

Voi fate gli economisti accademici, vi piacciono i tests delle ipotesi e le serie storiche e le analisi comparate ed i modellini puliti, eccetera. Ragionevole, cosi' vi guadagnate da vivere e vi divertite pure. Pero' anche qui su nFA, per esempio, a volte scrivete cose senza grafici e formule e tests delle ipotesi e stime strutturali. Anzi a volte scrivete, voi come io, delle banalita' un po' generiche. Okkei, nFA si fa per distrazione, non e' una cosa professionale, non lo legge nessuno, e' un gruppetto chiuso di amici che parlano in liberta'. Giusto, allora facciamo un altro esempio.

Sul sito degli "economisti italiani", come lo chiama il mio vecchio maestro Francesco Giavazzi, si pubblicano frequentemente articoli che hanno lo stesso spessore statistico ed analitico e la stessa profondita' metodologica di un pezzo di Rizzo e Stella sul Corriere. Non che tutti i pezzi che ivi si pubblicano cosi' siano, alcuni sono eccellenti, ma parecchi sono del tipo appena descritto. Ed e' un sito "professionale e serio", niente parolacce e scherzi, niente boutades estremiste come nFA, niente goliardia, niente dibattiti a ruota libera che spesso trascendono, niente recensioni di libri e films o racconti di mezze maratone newyorkine. Eppure anche li' escono cose allo stesso livello di R&S, ed io non ci trovo nulla da ridire come, mi sembra, la grande maggioranza della gente non vi trova nulla da ridire. Posso capire perche' mai vi da' cosi' tanto fastidio che Rizzo e Stella facciano lo stesso?

In particolare, perche' fare il loro lavoro che e' quello di documentare i fatti in maniera seria ma giornalistica, li rende qualunquisti ed un po' dannosi? Almeno questo io evinco dai vostri commenti, e davvero non capisco. Se pensate che occorra scrivere un paper scientifico che documenta questo e quello, basta che prendiate il libro, ne ricaviate le idee ed i dati di base, verificate quale tesi sostengono, assumete un RA che trovi le serie storiche e scrivete voi il paper testandone la tesi. 

Perche' fare il giornalista deve necessariamente implicare essere qualunquista. Coa vuol dire essere "qualunquista"? Quale affermazione o tesi sostenuta nel libro in questione vi conduce a tale conclusione? Vorrei capire, perche' pur non avendo letto il libro - che i miei suoceri mi hanno cortesemente portato sino a St. Louis ma che ho lasciato li' quando son partito per le vacanze - leggo da tempo i loro servizi sul Corriere, e mi sembrano fra le poche cose leggibili che i quotidiani italiani pubblicano.

 

Come sai, sono per natura parco di complimenti. Mi spiace di aver dato nella mia recensione un'immagine negativa del libro, che ritengo alla fine piacevole nella lettura ma soprattutto utile al paese: aver cambiato il lessico, migliorandolo, non mi sembra impresa da poco.

Sono d'accordo che fanno bene a scrivere il libro come giornalisti, questo il loro ruolo. Volevo solo avvertire che analisi dettagliate non ce ne sono. Quanto all'accusa di qualunquismo, mi pareva di aver cercato di difenderli, visto che loro glissano sulla questione. Ripeto, il valore del libro sta proprio nel presentare centinaia di fatti ed aneddoti, riferendosi a tutti gli organi costituzionali ed amministrativi, nessuno escluso. Sta nella quantita' ed estensione dei fatti riportati il segnale che qualcosa di storto c'e'. Credo nessuno prima di loro l'avesse segnalato in modo sistematico.