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La Casta, di Rizzo e Stella

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Premesso che non ho letto il libro ma ho divorato praticamente tutti gli articoli di Stella e Rizzo sul Corriere, vorrei spostare un momento la discussione, probabilmente (ma forse mi sbaglio) nella direzione indicata da nicola.

Io non capisco davvero tutto sto accanirsi sui privilegi dei politici e le loro auto blu e il parrucchiere pagato ecc ecc. O meglio, lo capisco, e' un argomento semplice che anche un deficiente capisce, quindi e' molto facile da usare nell'arena politica. Ma sinceramente, a me sembra tanto un guardare il dito mentre si indica la luna. 

Mi spiego: i conti dello Stato, per dirne una, non e' che vanno a catafascio se paghiamo il parrucchiere ai deputati. I conti vanno a catafascio perche' i deputati a cui paghiamo il parrucchiere non sono in grado di gestire la cosa pubblica nella migliore delle ipotesi, e sono degli sperperatori di denaro pubblico per fini ideologici nel peggiore dei casi. Se i conti fossero a posto, per dire, ce ne fregherebbe ben poco di quanto ci costa il parrucchiere di Mastella (sempre lui, poveretto). Se il sindaco di Vattelappesca (ci vogliono due p?) non e' in grado di far ripare le buche nelle strade, non e' mica perche' ha un gettone di presenza troppo alto che sottrae risorse alla manutenzione stradale. Se Ferrero racconta fesserie sulle pensioni e si oppone all'innalzamento dell'eta' pensionabile, non e' che sia perche' ha l'auto blu. E non e' che se gliela togli, l'auto blu, Ferrero comincia a parlare come Giavazzi. 

Quindi quando sento parlare di costi della politica, mi pare un po' un falso problema, o perlomeno un problema secondario. non perche' tali costi siano a livelli accettabili, ma proprio perche' mi pare sviino l'attenzione dai problemi piu' urgenti. A volte mi pare che nell'opinione pubblica si stia cercando di far passare l'idea che se smettiamo di pagare il parrucchiere a Mastella allora improvvisamente non c'e' piu' bisogno di riformare le pensioni. O che se improvvisamente togliamo la scorta ai ministri, il debito sanitario regionale sparisce d'incanto. 


non sono i costi per se', e' il fatto che i privilegi che i politici hanno sono auto-appropriati (come si dice? se li sono dati a loro stessi medesimi). Andrea paga il gelato alla fed, di cui peraltro fa uso assai smodato, 75 centesimi, ma non puo' decidere lui stesso di passarlo a 35 centesimi. puo' contrattare, ma non decidere per se stesso. se potesse decidere lui stesso, allora sarebbe naturale che i cittadini osservassero le sue azioni e sulla base del prezzo del gelato si costruissero un'idea sulle sue preferenze, sulle motivazioni per cui lavora alla fed, e anche sulle sue capacita'. non c'e' nulla di qualunquista nel usare questa informazione e nel renderla pubblica, nulla.

non sono d'accordo che i costi della politica siano un falso problema: il mastella che si auto-assegna l'auto blu e la parrucchiera gratuita e' anche quello che compra voti (nel senso che fa politiche populiste) e fa accordi con personaggi discutibili  per accaparrarsi i voti; non e' un caso, i due comportamenti sono correlati, correlatissimi. la totale trasparenza nelle decisioni della classe politica riguardo a se stessa e' fondamentale in un sistema funzionante, altro che qualunquismo. lo e' perche' i politici  prendono loro stessi decisioni riguardo al proprio salario e privilegi connessi.

i due comportamenti sono correlati, correlatissimi.

Che siano correlati non c'e' dubbio; anzi, oserei dire che sono complementi: il cattivo politico si alza lo stipendio E non ripara le strade del paesello mentre da soldi a pioggia per la sagra del pesco, il buon politico mantiene la sua reputazione di persona onesta rinunciando all'auto blu E fa pure riparare le buche delle strade.

La mia preoccupazione e' che la gente pensa che siano sostituti: ci tagliano le pensioni per potersi aumentare lo stipendio da parlamentari. A me pare che il messaggio che passa sia questo. 

Il quis custodiet ipsos custodes e' sempre stato un problema, e concordo con te e con michele che la trasparenza e' fondamentale; immagino anche che la trasparenza dovrebbe produrre un sentimento di repulsione verso i politici che si concedono privilegi, il che e' empiricamente vero; quello che probabilmente tu e michele avete in mente e' che il sentimento di repulsione generi poi un maggior coinvolgimento delle persone perbene nella gestione della cosa pubblica, e che quindi battere su questo tasto e' molto utile. Su questo ho i miei dubbi. Ma ne riparliamo, ora non ho proprio tempo.

Dev'essere l'eta': se Alberto ed io abbiamo la stessa opinione su qualcosa per piu' di due volte consecutive poi succedono dei casini inenarrabili in borsa, altro che le giravolte degli ultimi giorni. L'ultima volta che successe era durante le vacanze di natale del 1999-2000 (concordammo che andare a sciare quando non manca la neve e' una perdita di soldi e tempo). Non so se ricordate cosa sia poi successo in borsa ... Speriamo quindi che passi subito. Pero' al momento continuo a concordare ...

Senza ripetere le cose che ha gia' detto, ne aggiungo un paio che m'erano venute in mente leggendo il commento di Rabbi questo pomeriggio.

Se si vuole rendere credibile una qualsiasi politica di taglio della spesa pubblica occorre redistribuirne i costi (ossia i tagli) in modo uniforme. Per-capita l'eccesso di spesa pubblica causata da un parlamentare, sindaco, consigliere regionale, portaborse qualunque o presidente della repubblica e' un paio di ordini di grandezza superiore a quella del pensionato. Quindi, se taglio 150 euro al pensionato e' doveroso tagliare almeno 10000 al politicante.

L'argomento che nell'aggregato i costi della politica sono una goccia nel mare (mica tanto: il Quirinale da solo costa quasi 300 milioni di Euro all'anno ...) e' irrilevante. Anche il costo dei finti invalidi residenti nel rione Calatifimi della citta' di Enna e' risibile in relazione al bilancio dello stato italiano. Secondo le mie stime personali, ed inventate, i finti invalidi che ricevono una pensione sono 932 su una popolazione, nel rione di 4300 anime. Quindi il loro costo totale ammonta, al massimo, a qualche decina di milioni di euro, diciamo 20 per farla grande. Una baggianata. I politicanti di professione sono, a farla enorme, 100 volte tanti ma generano sprechi di spesa ben superiori ai 2 miliardi di euro annue. Quindi sono, per capita ed invidualmente piu' "colpevoli" dei finti invalidi. La responsabilita' e' individuale, non collettiva. Come tale va denunciata. Se poi si configura nella forma di "associazione a delinquere di stampo mafioso" come nel caso in questione, va denunciata due volte.

Le istituzioni nazionali, il sistema democratico, la moralita' pubblica sembrano parole vuote, ma sono cose importanti. Il loro continuo ed inarrestabile corrompersi che dura da almeno 30 anni e' un fatto grave. Il sistema di valori su cui dovrebbero reggersi si sgretola e produce repubbliche di banana. L'acido piu' corrosivo di questo sistema di valori, norme ed istituzioni e' l'abuso del potere da parte di coloro a cui il potere politico viene delegato temporalmente: la creazione d'una casta d'intoccabili oramai trasformarti in satrapi orientali che, mentre predicano moralita', famiglia, religione e balle varie per il popolo bue, fanno le orge con la cocaina e le puttane negli hotels di Roma, a spesa ovviamente del contribuente o anche solo le continue "festine" in terrazza, palazzo, parco, villa, teatro ... Insisto, dovremmo rendere obbligatoria per i cittadini italiani non la militaresca alzabandiera mattutina nelle scuole che il commercialista di Sondrio ha proposto per provocare il Nosferatu del botteghino, ma la visita e lettura quotidiana di Cafonal

La moglie di Cesare e quel che segue: trattasi di antica e saggia regola morale e politica. Gli atti ed i fatti che insozzano la reputazione della "moglie di Cesare" vanno denunciati pubblicamente e sistematicamente: non e' qualunquismo farlo, al contrario. E' dovere civico.

La moralita' pubblica - alla faccia della sub-cultura andreottian-craxian-berlusconiana del "Fra', che te serve?" e della "Milano-da-bere" e del "ma il problema e' un altro, e' strutturale" che ha infettato il paese dagli anni 80 in poi e che ha oramai contagiato tutto e tutti - e' una cosa importante. Va difesa, molto strenuamente. Anche perche' ce n'e' rimasta veramente poca.

vendere, ragazzi, vendere tutto.