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La Casta, di Rizzo e Stella

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Dev'essere l'eta': se Alberto ed io abbiamo la stessa opinione su qualcosa per piu' di due volte consecutive poi succedono dei casini inenarrabili in borsa, altro che le giravolte degli ultimi giorni. L'ultima volta che successe era durante le vacanze di natale del 1999-2000 (concordammo che andare a sciare quando non manca la neve e' una perdita di soldi e tempo). Non so se ricordate cosa sia poi successo in borsa ... Speriamo quindi che passi subito. Pero' al momento continuo a concordare ...

Senza ripetere le cose che ha gia' detto, ne aggiungo un paio che m'erano venute in mente leggendo il commento di Rabbi questo pomeriggio.

Se si vuole rendere credibile una qualsiasi politica di taglio della spesa pubblica occorre redistribuirne i costi (ossia i tagli) in modo uniforme. Per-capita l'eccesso di spesa pubblica causata da un parlamentare, sindaco, consigliere regionale, portaborse qualunque o presidente della repubblica e' un paio di ordini di grandezza superiore a quella del pensionato. Quindi, se taglio 150 euro al pensionato e' doveroso tagliare almeno 10000 al politicante.

L'argomento che nell'aggregato i costi della politica sono una goccia nel mare (mica tanto: il Quirinale da solo costa quasi 300 milioni di Euro all'anno ...) e' irrilevante. Anche il costo dei finti invalidi residenti nel rione Calatifimi della citta' di Enna e' risibile in relazione al bilancio dello stato italiano. Secondo le mie stime personali, ed inventate, i finti invalidi che ricevono una pensione sono 932 su una popolazione, nel rione di 4300 anime. Quindi il loro costo totale ammonta, al massimo, a qualche decina di milioni di euro, diciamo 20 per farla grande. Una baggianata. I politicanti di professione sono, a farla enorme, 100 volte tanti ma generano sprechi di spesa ben superiori ai 2 miliardi di euro annue. Quindi sono, per capita ed invidualmente piu' "colpevoli" dei finti invalidi. La responsabilita' e' individuale, non collettiva. Come tale va denunciata. Se poi si configura nella forma di "associazione a delinquere di stampo mafioso" come nel caso in questione, va denunciata due volte.

Le istituzioni nazionali, il sistema democratico, la moralita' pubblica sembrano parole vuote, ma sono cose importanti. Il loro continuo ed inarrestabile corrompersi che dura da almeno 30 anni e' un fatto grave. Il sistema di valori su cui dovrebbero reggersi si sgretola e produce repubbliche di banana. L'acido piu' corrosivo di questo sistema di valori, norme ed istituzioni e' l'abuso del potere da parte di coloro a cui il potere politico viene delegato temporalmente: la creazione d'una casta d'intoccabili oramai trasformarti in satrapi orientali che, mentre predicano moralita', famiglia, religione e balle varie per il popolo bue, fanno le orge con la cocaina e le puttane negli hotels di Roma, a spesa ovviamente del contribuente o anche solo le continue "festine" in terrazza, palazzo, parco, villa, teatro ... Insisto, dovremmo rendere obbligatoria per i cittadini italiani non la militaresca alzabandiera mattutina nelle scuole che il commercialista di Sondrio ha proposto per provocare il Nosferatu del botteghino, ma la visita e lettura quotidiana di Cafonal

La moglie di Cesare e quel che segue: trattasi di antica e saggia regola morale e politica. Gli atti ed i fatti che insozzano la reputazione della "moglie di Cesare" vanno denunciati pubblicamente e sistematicamente: non e' qualunquismo farlo, al contrario. E' dovere civico.

La moralita' pubblica - alla faccia della sub-cultura andreottian-craxian-berlusconiana del "Fra', che te serve?" e della "Milano-da-bere" e del "ma il problema e' un altro, e' strutturale" che ha infettato il paese dagli anni 80 in poi e che ha oramai contagiato tutto e tutti - e' una cosa importante. Va difesa, molto strenuamente. Anche perche' ce n'e' rimasta veramente poca.

vendere, ragazzi, vendere tutto.