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Le borse e le banche centrali

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Michele, sono d'accordo con te che la politica delle banche centrali sia in questo momento troppo accomodante e che qualche bancarotta sarebbe salutare, ma mi sembra tu insista troppo sulle colpe di "quei gradassi dei banchieri centrali e degli economisti alla PK che disturbano e distorcono il funzionamento dei mercati".


A me pare che nella genesi di questa crisi il ruolo della politica monetaria sia stato relativamente marginale e che siano invece stati i mercati a non aver dato il meglio. Da una parte quel tizio di cui parli, si quello della Mustang e del finanziamento rischioso: ma cosa gli frullava per la testa quando ha scelto di finanziarsi in maniera cosi' rischiosa? E cosa dire delle istituzioni finanziarie private che quei finanziamenti li hanno concessi? Non era difficile prevedere in anticipo che la politica dei bassi tassi di interessi non sarebbe durata in eterno ma evidentemente, per cretinaggine o peggio malafede, ci hanno marciato sopra.


Certo, una politica monetaria piu' restrittiva potrebbe in teoria indurre scelte piu' oculate, ma esiste purtroppo un problema: con la complicita' delle agenzie di rating, una parte significativa dei rischi generati dai comportamenti di cui sopra sono stati trasferiti ad investitori che quei rischi non li avrebbero mai voluti assumere. Uno schema ormai collaudato. Secondo me le banche centrali stanno cercando di tutelare questi ultimi investitori, che si sono involontariamente ritrovati le tasche piene di spazzatura. Insomma, enfatizzando le indubbie colpe delle banche centrali, la tua analisi marginalizza quella che invece mi sembra la questione centrale di questa crisi: il comportamento sconsiderato dei debtori e la fraudolenza di certe istituzioni finanziarie private.

ma cosa gli frullava per la testa quando ha scelto di finanziarsi in maniera cosi' rischiosa?


Che avrebbero migliorato la loro capacità di restituire. Non tutti sono andati in crisi, per la maggioranza delle persone sta andando davvero così, per altri no.


E cosa dire delle istituzioni finanziarie private che quei finanziamenti li hanno concessi? Non era difficile prevedere in anticipo che la politica dei bassi tassi di interessi non sarebbe durata in eterno ma evidentemente, per cretinaggine o peggio malafede, ci hanno marciato sopra.

Forse è vero, ma forse è vero anche che queste istituzioni finanziarie hanno trasferito questi rischi sul mercato, spezzettandoli, tra l'altro. Il problema non è tanto secondo me quello della truffa, come dici te, quanto, come detto da Boldrin, che molte istituzioni finanziarie si sono costruite portafogli di esposizioni orrendi, sbilanciati eccessivamente su questi strumenti che incorporavano mutui subprime. Poco diversificati insomma! Anche perché i modellini di cui si servono non vanno bene (e più che mai, è evidente che il value at risk non è una buona misura di rischio).


Secondo me le banche centrali stanno cercando di tutelare questi ultimi investitori, che si sono involontariamente ritrovati le tasche piene di spazzatura. 

A quanto mi risulta (ma posso sbagliare), sono ben pochi i piccoli investitori che hanno investito in questo genere di strumenti. C'è qualche fondo comune (di cui qualche investitore piccolo può avere sottoscritto una quota) che si è esposto troppo su questi strumenti, ma si tratta di casi isolatissimi (2 fondi BNP). Il grosso ce l'hanno alcune banche che hanno chiesto aiuto, e qualche hedge fund. Il punto, secondo me, è che se FED e ECB fossero rimaste più neutrali, forse avremmo avuto qualche banca insolvente: probabilmente, qualcuno più in salute di loro avrebbe colto l'occasione per comprarsele. Qualche fondo hedge avrebbe chiuso i battenti, qualcun altro avrebbe cambiato semplicemente i gestori. Ci sarebbe stato qualche buon incentivo per rivedere un po' quei modellini che ogni tanto vanno in crisi. Invece si è preferito scongiurare, iniettando liquidità (che comunque, per ora, è una cura non troppo invasiva, bisogna riconoscerlo), il rischio del panico totale, della corsa agli sportelli, e così via: ma in questo modo, chi ha sbagliato non impara mai.