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Le borse e le banche centrali

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- Studi empirici delle differenti velocita' con cui le iniezioni di credito si trasmettono dallo sportello della Fed ai vari settori dell'economia, paradossalmente, non ne conosco! Non ho cercato molto, e non e' la mia area di specializzazione, ma nelle Feds ci vado spesso e faccio domande. Nulla. Nulla, nel senso che tutta l'analisi e' sempre a livello aggregato, e non guarda mai ai particolari segmenti del mercato finanziario e a come il credito generato dalla FRB si dsitribuisce attraverso questi segmenti. Hanno modellini sofisticatissimi di impulse-response a interest rate shocks da parte di output ed inflazione, ma nessuno che provi a vedere chi prende a prestito, come e dove, quando abbassano il tasso di sconto. Questo e' un altro aspetto interessante di come funzionano le grandi burocrazie che si chiamano banche centrali: hanno enormi centri studi che si occupano persino del mercato dei francobolli da collezione, ma i noiosi dettagli degli effetti di cio' che fanno, quelli il tempo per studiarli non lo trovano. Gli studi sulla velocita' della moneta, nell'aggregato, non si contano ma questo specifico meccanismo, che io sappia, non l'ha studiato nessuno. Se poi guardi allo "state of the art quantitative monetary model" il problema nemmeno si pone, e' tutto aggregato. Guardero' ancora, e se qualcuno ha evidenza empirica la metta in linea.

- L'evidenza giapponese mi sembra incontrovertibile. Per anni la BoJ ha tenuto i tassi bassissimi prestando a chiunque. Le banche giapponesi si sono prese i soldi, se li sono messi in riserva, e non li hanno prestati quasi a nessuno per anni. Il credito che la BoJ offriva alle banche, alle imprese ed ai consumatori non e' mai arrivato perche' gli intermediari bancari avevano interesse a non darlo ed a tenersi un "cuscinetto" di riserve a copertura delle perdite che temevano, ed arrivavano, dal lato dei prestiti fatti precedentemente.

- In generale: l'elicottero non esiste, e non e' mai esistito. MF lo sapeva e per quello si copriva il retro parlando di "long and variable lags". Non ho tempo di mettermi a fare l'esegesi di MF, che si e' anche contradetto qualche volta, ma il mio argomento di fondo e' coerente con il suo: espansioni monetarie abnormi (si', "abnormi" e' valutativo e difficile da definire in modo oggettivo, ma nel caso in questione basta guardare i dati dei tassi per assentire che la FRB decise di manipolare la struttura a termine in modo brutale per un periodo di circa 3 anni) alla fine provocano inflazione. Oltre che parlare per fare "moral suasion" la banca centrale fa due cose: manipola la struttura a termine comprando e vendendo debito pubblico, ed offre credito a breve (nota: nominalmente a breve, perche' poi e' la FRB che decide per quanto tempo ti lascia il credito) a prezzi che determina da assoluto monopolista. Non vi e' nessuna ragione per credere che tali iniezioni di moneta si espandano sempre uniformemente nell'economia.

- Nel caso storico in questione i dati suggeriscono che vi e' stata ben poca attivita' (di certo non si son visti effetti sui tassi) a maturita' superiori ai 3 anni. Al contrario si e' vista enorme attivita' e grandi effetti su maturita' brevi. Il denaro era li', le banche lo avevano ed hanno cercato di usarlo nel modo a loro piu' conveniente. Ed il modo piu' conveniente di usare tutto quel denaro a buon mercato era concedere ipoteche d'ogni salsa e colore. La FRB non se n'era accorta che stava succedendo questo? Per favore! Hanno abbassato anormalmente i tassi per tre anni, per quale ragione? Poi li hanno fatti risalire in fretta e furia, per quale ragione? A fronte di tutto questo attivismo il tasso d'inflazione ha oscillato, nello spazio di 6 anni, di un punto percentuale in tutto! Anche il piu' fanatico credente nella curva di Phillips non puo' pensare che l'effetto sulla crescita di un'inflazione al 2.9% invece che al 2.1% possa essere rilevante, o no? Lo shock iniziale viene dal comportamento della FRB, poi i mercati finanziari reagiscono e, data l'opportunita' loro offerta, cercano di farci dei profitti. Fano solo il loro lavoro.

- Alla fin fine il mio argomento e' banale: tra il 2001 ed il 2004 la FRB ha prestato denaro a tassi anomali e bassissimi. Le banche, di fronte a questo inaspettato regalo ne hanno approfittato cercando di far profitti. Quel tipo di credito in quel momento storico permetteva di far soldi soprattutto nel settore immobiliare. Grandi occasioni per IPOs, acquisizioni, mergers e cose del genere non ve n'erano (pregasi controllare i dati), il mercato dei titoli a lunga era stabile, non v'era grande domanda corporate e a poca gente verrebbe in mente di investire a dieci o trent'anni anni usando denaro a sei mesi il cui prezzo potrebbe salire rapidamente. Meglio fare prestiti che sono solo nominalmente a trent'anni ma che, in realta', si ricontrattano fra 2, 3, 5 anni al piu'! Quei tipi di ipoteche erano gli strumenti perfetti per fare profitti in quel momento e con quel tipo di credito. Cosi' e' stato. Colpa della FRB, che ha creato quel tipo di credito e poi non ha controllato dove andasse a finire e quale uso le banche e la gente ne stesse facendo. Non e' forse per fare questo che gli paghiamo il gelato aziendale a 75 cents?

- I problemi che Nicola menziona li ho menzionati anche io e li condivido. Infatti, li ritengo importanti e credo si possano fare delle cose per evitare alcuni di questi problemi in futuro. Ho fatto persino delle proposte, magari qualcuno in Bd'I ci legge ... Ma faccio fatica a ritenere il settore bancario "responsabile" di alcunche', perche' non si tratta di un individuo o di una organizzazione piramidale come la FRB ma di alcuni milioni di individui che hanno come obiettivo una sola cosa: fare profitti. La FRB, invece, e' un monopolista del credito che funziona come un agente nostro ed ha dei responsabili ben identificabili. Sta alla FRB evitare di lasciar denaro sul marciapiede. Sta alla FRB evitare di creare delle "money pumps" e la possibilita' di rischiose speculazioni. Sta alla FRB calcolare i costi potenziali delle sue manipolazioni dell'offerta di moneta e della struttura dei tassi e confrontarli ai presunti benefici. Avere il monopolio dell'offerta di credito e moneta e' una grossa responsabilita'. Se vogliono continuare a credere nel feticcio dei prezzi fissi anche a fronte delle bolle inflazionistiche che le loro espansioni di credito continuano a generare (ed a fronte dell'enorme mole di dati micro che dice che i prezzi relativi cambiano continuamente), siamo nei guai seri. Ripeto, ridateci Volcker, i monetaristi, e le regole. Questo ritorno del magico banchiere centrale puo' solo generare disastri gia' visti e perfettamente evitabili.

- Poiche' una delle maniere - direi "la maniera" - in cui si crea moneta e' espandendo credito, la mia interpretazione austriaca mi sembra coerente con MF, che era piu' "austriaco" (nel sendo di quelli sino ad Hayek, non dei personaggi improbabili che ora si autodefiniscono "austriaci" perche' non sanno calcolare un integrale) di quanto si creda. [Nota per Enzo: non e' che devi, ma se leggi quanto sta nel mio CV scoprirai che la mia convinzione che Schumpeter ed Hayek avessero fondamentalmente ragione su ciclo, crescita, credito e moneta e' piuttosto vecchia ... Menger faceva troppa filosofia a buon mercato per i miei gusti, ma va fondamentalmente bene anche lui. Sono le loro appendici accademiche contemporanee che fanno tristezza ...]

Studi empirici delle differenti velocita' con cui le iniezioni di
credito si trasmettono dallo sportello della Fed ai vari settori
dell'economia, paradossalmente, non ne conosco! Non ho cercato molto, e
non e' la mia area di specializzazione, ma nelle Feds ci vado spesso e
faccio domande. Nulla. Nulla, nel senso che tutta l'analisi e' sempre a
livello aggregato, e non guarda mai ai particolari segmenti del mercato
finanziario e a come il credito generato dalla FRB si dsitribuisce
attraverso questi segmenti.

Questo, effettivamente, mi sembra uno dei punti fondamentali.  Non mi occupo di politica monetaria, e finora l'unica cosa che sono riuscito a trovare e' questo paper di Goodfriend e McCallum, che rimane comunque aggregato, ma introduce esplicitamente un settore bancario nel tipico modello neo-keynesiano usato per la politica monetaria, e deriva endogenamente un meccanismo di trasmissione. Vedere in particolare le simulazioni su possibili shock nel sistema bancario, all'ultima sezione.

Continuero' a cercare, e soprattutto a chiedere ai miei colleghi...