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Le borse e le banche centrali

3 commenti (espandi tutti)

D'accordo su tutto, quindi chiarisco le parti dove siamo in apparente disaccordo perche' devo essermi spiegato male io.

1) Son d'accordo. Infatti nel 2002-2004 e' successo cosi'. Questo giro stanno, per il momento, solo dando un cattivo segnale-esempio; se continuano ed abbassano i tassi di nuovo la mia previsione e' che avremo una nuova bolla (dove? Boh ... chiedere a chi sa bene cos'e' new, hot and trendy a Wall St.). Altrimenti sara' solo un temporaneo intervento sulla cui opportunita' possiamo discutere per sempre senza concludere nulla.

2) Probabilmente hai ragione. Specialmente quando dici

... e non sei sicuro di quali perdite potrebbero arrivarti meglio sedere su una pila di banconote.

successe esattamente cosi', per molti e lunghi anni, in Giappone. I keynesiani la chiamarono trappola della liquidita' ... beh, una trappola di sicuro era!

3) Non tutti gli economisti monetari sono "monetaristi", nel senso di condividere la sostanza del punto di vista "monetarista", come viene comunemente definito (MF, Karl Brunner, Alan Meltzer, Bob Lucas, Ed Prescott, etc.). PK pretende saperne di economia monetaria ma non credo si definisca o che io l'abbia mai definito "monetarista", cosa che senz'altro non e'. A me sembra solo un "confuso che scrive troppo" ma lui ama definirsi "keynesiano" che, alla luce dell'evidenza disponibile, e' un sinonimo ...

colpa mia, ho letto monetario volendo leggere monetarista... torno al prossimo appello.


un'altra curiosità: ma modelli che analizzino lo scenario di crisi sistemica ne esistono? e perché tra le soluzioni non viene preso in considerazione l'utilizzo della moral suasion per incrementare il ruolo dei mercati regolamentati? l'S&P500 era a 1550 a metà luglio, al cuilmine della crisi ha chiuso in area 1400, che fa -10% circa; idem l'Eurostoxx. nel frattempo i principali indici di credito hanno allargato considerevolmente di più, così come gli spread sui bond... guarda caso gli ultimi due strumenti sono dominati da mercati OTC, mentre le azioni sono negoziate su mercati regolamentati accedibili a tutti. forse è una spiegazione molto terra terra, ma nel momento in cui gli operatori istituzionali stanno in un angolo a pregare in preda a terrore mistico meglio avere mercati in cui possono accedere altri soggetti per sostenere i corsi... chiaramente le investment bank si opporranno strenuamente perché sui mercato OTC fanno molti più soldi che su quelli regolamentati; basta vedere la fine che hanno fatto fare al future sull'itraxx. Credo tuttavia che le banche centrali abbiano tutto il peso per fargli accettare il fatto compiuto.

nel frattempo i principali indici di credito hanno allargato
considerevolmente di più, così come gli spread sui bond... guarda caso
gli ultimi due strumenti sono dominati da mercati OTC, mentre le azioni
sono negoziate su mercati regolamentati accedibili a tutti. forse è una
spiegazione molto terra terra, ma nel momento in cui gli operatori
istituzionali stanno in un angolo a pregare in preda a terrore mistico
meglio avere mercati in cui possono accedere altri soggetti per
sostenere i corsi...

A prescindere dalle complicazioni legate al listing di prodotti relativamente esotici come i CDO, temo che l'effetto sarebbe tutt'altro che stabilizzante, forzando un mark-to-market improvviso e conseguente devastazione dei bilanci di chi li ha tra gli attivi. Anche con prodotti OTC il giorno del giudizio arrivera', ma in modo piu' graduale, alla maturita'. Se ben ricordo, su FT di qualche settimana fa c'era un istogramma che mostrava come le scadenze di CDO legate a mutui sub-prime cadono per lo piu' nell'arco del 2008, con code fino ai primi mesi del 2009.

E poi 'sta roba, nel clima attuale, non la toccherebbe nessuno, anche se disponibile: per qualche giorno, gli investitori avevano persino paura dei money markets...