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Berlusconi e i lavavetri

7 commenti (espandi tutti)

1) michele perche scrivi "destra" tra virgolette? quelle sono politiche di destra liberale. senza virgolette. Non e' che ti pieghi inconsciamente pure tu al diktat intellettual-chic che una cosa, se e' buona, e' di sinistra per forza o e' di "destra" tra virgolette (sottintendendo che non puo' essere di destra senza virgolette senno' diventa fascista-reazionaria-la-giungla-del-mercato-ommioddiononcisonopiuivaloridiunavolta)? (si scherza eh)

2) in risposta a Marco Paccagnella, qui sopra: il liberismo non e' una idea di sinistra. Piantiamola con questa fesseria messa in giro dal (di solito ottimo) Giavazzi e da Debenedetti. E' una palla colossale, storicamente e intellettualmente parlando. Se oggi anche qualcuno (pochi) a sinistra si accorge che le idee e le raccomandazioni di policy (e le politiche effettivamente implementate in US, UK e Estonia per mettere qualche esempio storico) da sempre bagaglio della destra liberale sono positive per la societa' nel suo complesso, non e' che tali idee diventano di sinistra. Sono quei pochi individui che diventano di destra. (ora spero che non arrivi come sempre succede in questi casi quello che dice "destra e sinistra sono concetti superati"... guarda caso sono sempre superati quando parliamo di idee di destra)

Re: Solo due appunti

5/9/2007 - 14:47

pienamente d'accordo. tra l'altro quando ho scritto il primo commento ero sicuro che sarebbe arrivato un commento sul mercato di sinistra, e infatti...  in ogni caso Giavazzi-Alesina sostengono una tesi formalmente ineccepibile: rispetto alla situazione italiana attuale "più mercato" può essere una politica di sinistra. poi ovviamente il giornale italiano medio per fare il titolone scrive che per Alesina e Giavazzi il mercato è di sinistra.


per me l'italia ha anzitutto un problema di opinion makers, che sono terribilmente parziali.

 


Mai pensato che destra e sinistra siano concetti superati. Attenzione peró a non esagerare con la categorizzazione: se non é una battuta, una frase come "Sono quei pochi individui che diventano di destra" mi sembra tradire una visione del mondo un po´ troppo rigida e semplicistica. Gireremo con bandierine rosse o blu sulla testa, per meglio vedere come tira il vento.  Lasciamo perdere, cmq, non é di questo che volevo parlare.


A me pare che Giavazzi voglia dire una cosa diversa, e che lo faccia, consapevolmente, con una buona dose di spirito provocatorio. La sua tesi, come io l´ho interpretata, é che in una realtá come quella italiana, soffocata da lobbies, rendite e particolarismi, una massiccia iniezione di liberismo non possa che essere funzionale agli obiettivi storici della (di una certa) sinistra: giustizia sociale, opportunitá per i piú poveri, ecc.  Inoltre, seguendo un analisi simile a quella condotta da Alberto nell´introdurre il suo cavaliere bianco (oltre che probabilmente per storia e convinzioni personali), Giavazzi ritiene piú proficuo dare indicazioni di policy guardando esplicitamente ad una certa parte politica. Questo é quanto, non penso sia mai stata sua intenzione scrivere trattati di political theory...


 


 


edit:  mi accorgo solo dopo avere scritto che dico praticamente le stesse cose di Calvin quassú... chiedo scusa!

Aggiungo che, in un paese dove gli opinion makers sono dichiaratamente schierati (come giustamente fatto notare da calvin), giavazzi e alesina rappresentano, grazie al cielo, fortunate eccezioni.


Su destra e sinistra, posso concordare che non siano concetti superati, ma per lo meno sono concetti la cui definizione precisa non e' unanimamente condivisa, il che permette una certa flessibilita' di utilizzo

Praticamente hai dimostrato che noi laureati in economia siamo una commodity ;)

"Scienziati imparziali e non ideologicamente schierati" forse suona meglio, ma se la vuoi mettere cosi'....;-)

Non e' tanto che "destra e sinistra" siano concetti superati: il fatto e' che il loro uso e' fuorviante. Riducendo a un solo asse coordinato la misura di posizioni politiche che richiedono svariati gradi di liberta' (certamente non meno di due) si distrugge informazione e si genera confusione. Anche i termini "centro-destra" e "centro-sinistra" sono inadeguati: un liberale non e' l'ibrido tra un democristiano e un fascista, e semmai le ricette economiche predilette dal fascismo, e il suo disprezzo verso le liberta' individuali, hanno piu' in comune con parti della sinistra che col liberalismo. (Non necessariamente della "sinistra estrema": mica per niente Roosevelt inizialmente defini' Mussolini "that fine Italian gentleman"). Dato che discutere su chi detiene diritti di proprieta' intellettuale sul termine "destra" e' futile, io preferisco evitarne l'uso.

La situazione e' anche piu' confusa in America, dato che la' si usano espressioni ancora piu' vaghe come "Conservativism" e "Liberalism" che hanno infastidito liberali da Hayek a Friedman. Ma anche il termine "right-wing" non significa certo "liberale classico": persino Clint Eastwood (che e' su posizioni libertarie) ha puntualizzato che non si addice ne' a lui ne' a Don Siegel (il regista che lo diresse in "Dirty Harry").