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Berlusconi e i lavavetri

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Non e' tanto che "destra e sinistra" siano concetti superati: il fatto e' che il loro uso e' fuorviante. Riducendo a un solo asse coordinato la misura di posizioni politiche che richiedono svariati gradi di liberta' (certamente non meno di due) si distrugge informazione e si genera confusione. Anche i termini "centro-destra" e "centro-sinistra" sono inadeguati: un liberale non e' l'ibrido tra un democristiano e un fascista, e semmai le ricette economiche predilette dal fascismo, e il suo disprezzo verso le liberta' individuali, hanno piu' in comune con parti della sinistra che col liberalismo. (Non necessariamente della "sinistra estrema": mica per niente Roosevelt inizialmente defini' Mussolini "that fine Italian gentleman"). Dato che discutere su chi detiene diritti di proprieta' intellettuale sul termine "destra" e' futile, io preferisco evitarne l'uso.

La situazione e' anche piu' confusa in America, dato che la' si usano espressioni ancora piu' vaghe come "Conservativism" e "Liberalism" che hanno infastidito liberali da Hayek a Friedman. Ma anche il termine "right-wing" non significa certo "liberale classico": persino Clint Eastwood (che e' su posizioni libertarie) ha puntualizzato che non si addice ne' a lui ne' a Don Siegel (il regista che lo diresse in "Dirty Harry").