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Ode al commentatore

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Marcox, grazie del commento. Siamo ovviamente ben felici di
dibattere sulle due questioni sollevate originariamente da MICHELE C. e
da te riprese, che sono davvero interessanti; persino siamo disposti ad
accettare (e a contraccambiare) insulti piu' o meno velati, durante le
discussioni. Col tempo, riprenderemo certamente quei temi (mi sto
trattenendo dal replicare agli aneddoti da te presentati sui salari).

Tuttavia
in questo caso si e' superato certamente il
limite. A far traboccare il vaso sono state le decine di messaggi
identici riversati ieri sul sito dal suddetto; i contenuti
del messaggio non solo non erano propositivi, ma nemmeno tanto sensati.
Fanno perdere tempo a noi e ai nostri lettori, che vengono qui per
leggere contenuti magari non condivisibili ma di qualita'. Nei commenti
agli articoli sul nostro sito non mancano gli
insulti tipici delle discussioni on-line, ma e' raro trovare
commenti che non valga la pena di leggere.

Quindi
nel caso in questione si tratta non di censura ma di eliminazione di
rumore puro. Ed infatti i commenti piu' o meno sensati del suddetto li
abbiamo mantenuti. Personalmente, sono molto restio alla cancellazione
di commenti - preferirei un sistema di moderazione dal basso (alla
"Slashdot", per chi lo conosce). Questi sistemi funzionano piu' o meno
bene a seconda dei dettagli: ci sta provando Beppe Grillo con scarso
successo, mi pare.

Vorrei
comunque, paradossalmente in commento a questo articolo, rilanciare:
cosa ne pensate, tu e gli altri commentatori, dell'idea di aprire i
commenti ad utenti non registrati? E' anche possibile una soluzione
intermedia: permettere agli utenti registrati di commentare
"anonimamente" (e cioe' senza visualizzare il nome). Propongo queste
idee senza avere una preferenza chiara, in risposta all'email di un
commentatore secondo il quale spesso i commentatori sono troppo
allineati alle nostre idee, e mancano idee contrarie. Mi
piacerebbe sapere quanto questa opinione sia condivisa e quali possano
essere le possibili soluzioni.

Aprire i commenti ad utenti non registrati sarebbe un cambiamento grosso, di cui personalmente non sento alcun bisogno. Avere una minima barriera all'entrata favorisce una partecipazione "ragionata" e minimizza il rischio di degenerare nel caos.


Quanto al permettere agli utenti registrati di commentare "anonimamente", penso si possa fare un tentativo, qualora si ritenga di andare incontro a legittime esigenze di noi commentatori...

Gentile Andrea Moro,


la ringrazio per l'attenzione data alla mia email. Nel merito della domanda, se aprire a commenti non registrati, credo davvero che non sia raccomandabile, se non altro per via dell'esperienza di alcuni miei amici, che avendo lasciato i loro blog in balia di utenti non registrati, si sono ritrovati inondati di spam, volgarità e così via.


Quanto alla "censura" o più propriamente l'eliminazione del rumore, non intendevo riaprire la discussione sulla sua opportunità, ma riprendere con voi alcune questioni che sono saltate fuori da quelle discussioni...e poi del resto il blog lo dovete gestire come meglio credete senza dover dare troppe giustificazioni.


Sui miei aneddotti salariali non si trattenga e mi dica pure che sono curioso.


PS: avevo già fatto i complimenti privatamente al Prof. Boldrin, ora che ne ho l'occasione li estendo a tutta la redazione di NfA; con risorse economiche limitate (presumo) fate informazione, economica e non, migliore dei migliori quotidiani italiani in circolazione, grazie mille...


 

cosa ne pensate, tu e gli altri commentatori, dell'idea di aprire i
commenti ad utenti non registrati? E' anche possibile una soluzione
intermedia: permettere agli utenti registrati di commentare
"anonimamente" (e cioe' senza visualizzare il nome)

Io penso sia meglio non consentire commenti senza registrazione. Se venissero consentiti, sarebbe comunque necessario prevedere una moderazione come fa lavoce.info per evitare spam. Riguardo i commenti anonimi da parte di utenti registrati (e quindi in certa misura noti ai redattori), sarebbe qualcosa di simile a quello che fanno i giornali, ma se NFA e' amministrato nel tempo libero e' probabilmente meglio evitare possibili grane, come ad esempio un hacker che riesca a rendere noti gli autori dei messaggi anonimi superando le difese del sito.