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La libertà di parola in Italia

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ma la liberta' di stampa e quella di parola non sono la stessa cosa, occhio...

Prova a rileggere l'articolo che ho segnalato:

The Internet is occupying more and more space in
the breakdown of press freedom violations. Several countries fell in
the ranking this year because of serious, repeated violations of the
free flow of online news and information.

Ad ogni modo qui e qua ci sono esempi di manipolazione di informazioni da parte di CIA/FBI e Vaticano

ma la liberta' di stampa e quella di parola non sono la stessa cosa, occhio...

Uuh? 

la liberta' di stampa e' una parte della liberta' di parola. che la stampa sia soggetta a restrizioni e censure non implica che altri modi di diffusione del proprio pensiero lo siano (per esempio i blogs). per cui, usare la classifica della liberta di stampa come proxy per la liberta di parola non mi pare del tutto persuasivo.

No, non del tutto; questo e' vero. Che ne dici di un "99.9% persuasivo"? Mai sentito parlare di correlazioni? Sembra esistano: quando ti censurano i giornali ti censurano anche i libri, i blogs e la televisione. Certo, ti rimane la liberta' di parola nel cesso, di casa, con la porta chiusa a chiave, la luce spenta e lo sciacquone tirato a ripetizione per evitare che qualcun altro ti senta. Anche questo, ovviamente, fa parte dell'insieme di cose che definisce la "liberta' di parola", solo che non conta un piffero.

Conosci dei paesi dove la stampa e' regolarmente censurata mentre invece alla radio, o alla TV o a quello che tu vuoi, si puo' dire tutto cio' che si vuole? Attendo esempi.

guarda, sino a poco tempo fa in cina era proprio cosi: tutto censurato ma internet era molto meno sotto controllo. infatti sono corsi subito ai ripari stringendo accordi a destra e a manca per evitare che si potesse accedere ai siti pericolosi.

Tra l'altro, fatico a credere che la liberta di stampa in US sia minore di quella in Ghana, come secondo la graduatoria RSF. Fatico proprio. Fatico anche a pensare che l'Italia sia messa meglio degli US, per dire, soprattutto in tema di new media. In US, per dirne una, i blogger ora hanno le stesse garanzie costituzionali (appunto: primo emendamento) dei giornalisti sulla riservatezza delle fonti; in Italia non mi risulta. 

Se guardi il questionario che RSF propina agli amici suoi per fare la graduatoria, noterai che c'e' una breve parte sui new media. Beh, se proprio dobbiamo fare un graduatoria sui new media vs stampa tradizionale, dovremmo comparare quella subsection del questionario con il general indicator. Ma i dati non li forniscono, sul sito. Effettivamente non si puo' dire senza vedere quei dati, pero' sarei curioso di vedere se limitandoci solo ad internet la classifica cambia o no in modo sostanziale. qualcuno ha quei dati?

mi e' venuto in mente che Freedom House ha un indice per freedom of expression tra i suoi subindici. E' la colonna D in questa tabella. A numero piu' alto corrisponde un grado maggiore di liberta. Da questa tabella sembra, per limitarci agli esempi che facevo prima, che gli US (punteggio di 16) superino l'italia (15) e anche il Ghana (14). Non riesco a trovare niente di specifico invece su internet e new media. 

1984?

enzo michelangeli 18/10/2007 - 13:57

Oggi ne ho scoperto una bella. Il figlio di una mia amica sta partendo per una gita scolastica in Italia, e ho chiamato l'hotel che li ospitera' per conoscere le modalita' dell'accesso a Internet. Al momento permettono solo connessioni dial-up attraverso la linea che normalmente e' connessa al telefono, anche se stanno installando ADSL nelle camere. Ho chiesto se hanno un computer a disposizione dei clienti in un business center, e mi e' stato risposto che non l'hanno fatto per ragioni legali: pare che in Italia esista una "disposizione" secondo cui chi permette l'accesso pubblico a Internet e' obbligato a registrare gli indirizzi (URL) di tutti i siti Web visitati con nome e cognome dell'utente; e infatti nelle apparecchiature che stanno installando per l'accesso ADSL e' compresa una stampante che scrivera' tali informazioni su carta, associandole al numero della camera. "Il tutto", ha sospirato chi mi ha risposto, "alla faccia delle norme sulla privacy".

Si', c'e' una legge antiterrorismo a tal proposito (155/2005)

Cattivi e poco fedeli lettori, non vi siete accorti che Marcello Urbani ha dedicato su questo sito un intero post all'argomento? Tsk, tsk, mi avete deluso...

Cattivi e poco fedeli lettori, non vi siete accorti che Marcello Urbani ha dedicato su questo sito un intero post all'argomento? Tsk, tsk, mi avete deluso...

Si', ma non avevo capito che il fornitore d'accesso deve anche tenere un record (cartaceo!) di tutti i siti visitati da ogni utente... 'ste cose non le ho viste ne' in Cina ne' in Vietnam, dove abbondano cybercafes con accesso senza formalita'. (Forse in Birmania, ma non ci sono mai stato ne' intendo farlo...) 

Non credo che la legge si spinga a tanto. Il record, se non ricordo male, devono tenerlo su chi accede, quando, e per quanto tempo.

Non credo che la legge si spinga a tanto. Il record, se non ricordo
male, devono tenerlo su chi accede, quando, e per quanto tempo.

Be', questo e' quello che mi hanno risposto per telefono dall'hotel. Sarebbe interessante se qualcuno che conosce persone che lavorano nell'industria alberghiera potesse avere conferme o smentite in merito.

Il testo non è chiarissimo in proposito:

b) identificare chi accede ai servizi telefonici e telematici offerti, prima dell'accesso stesso o
dell'offerta di credenziali di accesso, acquisendo i dati anagrafici riportati su un documento di
identita', nonche' il tipo, il numero e la riproduzione del documento presentato dall'utente;
c) adottare le misure di cui all'art. 2, occorrenti per il monitoraggio delle attivita';

...

1. I soggetti di cui all'art. 1 adottano le misure necessarie a memorizzare e mantenere i dati relativi
alla data ed ora della comunicazione e alla tipologia del servizio utilizzato, abbinabili univocamente
al terminale utilizzato dall'utente, esclusi comunque i contenuti delle comunicazioni.

Cosa si intenda per "tipologia del servizio utilizzato"? Se non si accontentano di "accesso ad internet" ci va veramente un log delle attività.

Quanto ai registri cartacei sono ammessi solo per piccoli esercizi, per gli altri sono obbligatori quelli elettronici (vi risparmio gli obblighi cui questi sono soggetti per la legge sulla privacy, quasi altrettanto assurda):

4. I dati acquisiti a norma del comma 1, lettere b) e c), sono raccolti e conservati con modalita'
informatiche. Per gli esercizi o i circoli aventi non piu' di tre apparecchi terminali a disposizione del
pubblico, i predetti dati possono essere registrati su di un apposito registro cartaceo con le pagine
preventivamente numerate e vidimate dalla autorita' locale di pubblica sicurezza ove viene
registrato anche l'identificativo della apparecchiatura assegnata all'utente e l'orario di inizio e fine
della fruizione dell'apparato.

In compenso sembra che grazie alla trasandatezza del legislatore la cosa si stia esaurendo:

f) assicurare il corretto trattamento dei dati acquisiti e la loro conservazione fino al 31 dicembre
2007.

ammesso che non sia uscito un'aggiornamento.

Tra l'altro il documento ufficiale è accessibile solo a pagamento: dovremmo pagare pure per sapere quali leggi siamo tenuti a rispettare.